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07. 05. 2021 19:21

Talia Bidussa: «Il passato non invada il nostro oggi»

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Questa è la storia di Talia Bidussa, milanese nata a Venezia. Ma solo perché aveva fretta di venire al mondo.

 

Ha frequentato la scuola ebraica fino alla terza media, poi liceo al Manzoni. Laureata in giurisprudenza, Talia lavora già da quando ha 18 anni. Il suo amore per i libri la porta in Feltrinelli, dove fa la libraia part-time. Studio e lavoro. Ma non le basta. Diventa volontaria al carcere di Bollate.

Lì aiuta i detenuti a studiare per il diploma. Ci sono esperienza che ti cambiano, che ti aprono al prossimo. Che ti portano a cercare di capire l’altro. Che ti fanno sentire che si può dare qualcosa e che quel qualcosa può davvero essere utile. E poi arriva al Memoriale della Shoah. Ci arriva due anni fa.

Talia ha solo 26 anni e si ritrova inizialmente a fare la guida alle scolaresche. Perché questo luogo nasce con lo scopo di cancellare la parola “indifferenza”. Nasce con la volontà di raccontare una storia che non doveva essere scritta. Nasce per ridare un nome e una storia e persone che sono diventate solo numeri. Talia racconta che qui dal 2015 sono stati ospitati dei profughi siriani. E parla di un’altra parola: «Accoglienza».

Le chiedo come vede la presenza del Memoriale nella Milano di domani: «Stiamo lavorando per farlo diventare una comunità, stiamo lavorando ad una biblioteca, organizziamo incontri di riflessione e scambio. Ma il vero obiettivo è farlo diventare un polo culturale dove si combatta il razzismo. I diritti acquisiti pensavo fossero qualcosa di intoccabile. Crescendo, mi sono resa conto che così non è. Non bisogna mai abbassare la guardia. Il passato deve restare ieri e non qualcosa che invada il nostro oggi».


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