Giuseppe Lardieri
Giuseppe Lardieri

Uno dei suoi “pallini” è Villa Litta Modignani, la dimora del Diciassettesimo Secolo che sorge nel cuore di Affori, oggi sede di matrimoni civili. «Ne celebriamo ormai oltre quattrocento all’anno», racconta Giuseppe Lardieri, Presidente del Municipio 9 di Milano, fresco di vittoria della terza edizione del FantaMunicipio di Mi-Tomorrow. La zona conta oltre duecentomila abitanti e abbraccia i quartieri di Affori, appunto, ma anche Comasina, Dergano, Isola, Niguarda e Bovisa.

Presidente, quanto risulta difficile oggi occuparsi dei Municipi?
«Qui siamo riusciti laddove mai nessuno aveva assunto iniziative concrete».

Perché?
«Perché, spesso, ci si ferma al primo ostacolo. Volete un esempio?».

Prego…
«La pavimentazione di Villa Litta era disastrosa, mi dicevano che la Sovrintendenza non ce l’avrebbe mai fatta rimettere a posto. Eppure mi sono fatto fare gratuitamente un progetto da Mapei, l’ho presentato all’assessore Maran e l’abbiamo portato a termine».

Oggi è il suo fiore all’occhiello?
«A Villa Litta, a fine anno, avremo celebrato oltre quattrocento matrimoni e stiamo per realizzare qualche parcheggio interno. E’ tutto mirato solo ed esclusivamente a promuovere il territorio perché questo gioiello va fatto conoscere e insisterò su questo punto. Significa, solo coi matrimoni, portare almeno trentamila persone ogni anno».

Il suo sembra il metodo di un imprenditore più che di un politico…
«Perché vengo dal mondo dell’imprenditoria e applico lo stesso approccio. Come mi ha insegnato mio padre, a rompere sono tutti buoni, a costruire sono pochi quelli bravi. E’ il mio metodo, unito alla passione».

Quali altri progetti avete in cantiere da queste parti?
«Proseguiremo nella ricerca delle idee per dare nuova vita all’ex ospedale Bassi. Abbiamo coinvolto le università: i giovani hanno presentato dodici tavole, a disposizione nella sede del Municipio 9 per essere consultate. Il mio sogno è realizzare lì il più grande centro di ricerca internazionale sulle malattie senili».

Come si rapporto un presidente di Forza Italia con una giunta di centrosinistra?
«Ho ottimi rapporti con alcuni assessori, pessimi con chi non mi vuole ascoltare. Tutto al di là del colore politico».

Condivide il Piano di Governo del Territorio che alla Bovisa trasformerà finalmente l’area della cosiddetta “Goccia”?
«Questo PGT aumenta il verde e, in base agli ultimi indirizzi, nell’area dello storico gasometro oltre il 50 per cento sarà destinato proprio al verde. Condivido, inoltre, la scelta di dare il giusto spazio alle attività del Politecnico, altra eccellenza mondiale che abbiamo in questo Municipio e che è doveroso valorizzare al meglio».

Quale priorità indicherebbe nell’alveo delle sue competenze?
«Noi abbiamo voluto mettere al centro la persona. Quindi guardiamo al benessere psicofisico: offriamo screening gratuiti sulla scogliosi per i ragazzi delle scuole in collaborazione con l’Istituto Don Gnocchi, faremo giornate dedicate al cuore e al rene, con il Niguarda stiamo promuovendo i “Martedì della Salute”, in collaborazione con i Lions, da settembre faremo partire un progetto per fornire occhiali agli indigenti».

Resta il problema del Seveso in questa porzione di Milano?
«Avevo ragione quando tre anni fa dicevo che nel 2019 saremmo stati ancora qui a fare le notti bianche per monitorare il fiume quando piove forte. Fin quando non partiranno le vasche di laminazione di Bresso e Senago, non ci sarà soluzione. Penso che serviranno almeno altri due anni».

Qual è oggi la sicurezza percepita dai cittadini del suo Municipio?
«Abbiamo fatto qualche passo avanti. Lo scorso autunno coi City Angels giravamo i parchi di tutta la zona fino a mezzanotte, ogni venerdì e sabato, per sensibilizzare contro bivacchi e schiamazzi. Siamo pronti da tempo per una grande operazione analoga con i consolati stranieri che rappresentano una parte importante della popolazione residente in questi quartieri».

Perché siete fermi?
«Stiamo aspettando di aggregare altri Municipi, ma ce la faremo».

Si sente lasciato solo nel suo ruolo?
« Io non dico mai “ho fatto”, ma ribadisco sempre “abbiamo fatto”. Condivido tutto, non ho ambizione a mettere il cappello. Ma voglio collaborare sempre di più con gli assessori, per raggiungere gli obiettivi e rendere più contenti i nostri cittadini».


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