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05. 12. 2022 09:01

Consegna a domicilio: il nuovo oro di Milano

Numeri da capogiro, il nuovo business che avanza

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La consegna a domicilio, il delivery, è il nuovo oro della città di Milano, con numeri economici da capogiro. A rivelarlo, nella nuova sede di Glovo, un’indagine condotta da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza denominata «L’impatto del delivery nella città di Milano».

Consegna a domicilio, il delivery è il nuovo oro della città di Milano 

I numeri, dicevamo. Per prima cosa un utente su tre di quelli intervistati ha dichiarato di utilizzare già i servizi di delivery: la ristorazione è il settore più attivo indicato dal 62%, seguito dal grocery al 36% e dal retail per il 20%. Cresce, in sostanza, il numero di consumatori che si affidano al delivery, non solo in ambito food. L’incontro “Il delivery del futuro: verso la Città in 15 minuti”, organizzato nella nuova sede milanese da Glovo, la più grande app di consegne a domicilio multi-categoria in Italia.

I numeri del delivery in Italia

L’online food delivery in Italia è un mercato in espansione, che ha generato oltre 1,4 miliardi di euro di business per il settore ristorazione nel 2021 e si stima possa superare nel 2022 i 2,2 miliardi di euro. Con la pandemia, il business del delivery ha registrato una forte accelerazione, ma non si tratta di un fenomeno temporaneo. Il settore è infatti cresciuto negli ultimi anni del 55% circa all’anno: dai 592 milioni di euro del 2019 ai 917 milioni di euro del 2020 ad 1,4 miliardi di euro nel 2021. Con il delivery gli utenti hanno trovato una risposta ad una domanda di acquisti digitali anche per il commercio di prossimità, mentre gli esercenti hanno potuto intercettare una nuova clientela e digitalizzare la propria offerta.

I dati dell’osservatorio Glovo 

Secondo l’osservatorio di Glovo, nell’ultimo anno in Italia gli ordini sono cresciuti del +74% (nel food delivery) e +200% (nel segmento spesa). A confermare il trend, sono gli obiettivi del gruppo spagnolo, che punta a triplicare entro la fine del 2022 il valore di transazioni del quick commerce a livello mondiale, superando 1 miliardo di euro dagli attuali 300 milioni. Dall’ultima indagine – realizzata da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza con la collaborazione di Glovo Italia principalmente su Milano e area metropolitana – emerge che il 31% degli intervistati utilizza già i servizi di delivery. In particolare, il settore che ne fa maggior utilizzo è quello della ristorazione pari al 62%, seguito dal grocery che rappresenta il 36% degli imprenditori e dal retail per il 20%. Nell’ambito servizi, solo l’11% dichiara di utilizzare già il delivery per la consegna dei propri prodotti.

Glovo, ma anche Just Eat, Deliveroo e Uber Eats

Le imprese del territorio dimostrano già una buona conoscenza e utilizzo di questa modalità di vendita ancor prima dello scoppio della pandemia nel 2020: il 42% ne faceva uso già dal 2019, il 42% ha dichiarato di aver iniziato ad usarlo nel 2020 e il 12% nel 2021. Tra i servizi utilizzati hanno indicato: Glovo segnalato dal 52% degli intervistati, Just Eat dal 44%, Deliveroo dal 36%, Uber Eats dal 23%. Il 40% ha invece dichiarato di utilizzare mezzi propri per le consegne. Per quanto riguarda l’incidenza dell’utilizzo del delivery sui ricavi delle proprie attività, il 35% dei rispondenti dichiara che il fatturato è notevolmente influenzato dall’utilizzo del delivery (dal 20% in su) e per il 4% degli intervistati il delivery incide per oltre il 50% del fatturato.

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