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29. 02. 2024 23:25

Xiaohui Zheng e la nuova musica: «Col mio erhu vi faccio vibrare»

È una studentessa di architettura e porta nuova musica a Milano attraverso uno strumento tipico della Cina, suo Paese d’origine: «La maggior parte delle persone non lo ha mai visto: c’è sempre qualche curioso pronto ad innamorarsene»

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Xiaohui Zheng è una ragazza cinese di 26 anni che suona l’erhu, uno strumento tipico della sua terra natia, che ha oltre 1000 anni di storia. Il suono che ne scaturisce – ci sono due corde e l’arco è fissato tra queste – è armonioso e accattivante, simile a quello di un violino.

Tanto che ogni giorno moltissimi milanesi, turisti o connazionali trapiantati, si fermano ad ascoltare e ammirare l’operato di un’artista tanto brava, quanto preparata: «L’idea delle performance di strada mi è venuta molto tempo fa, nella Cina contemporanea quasi non abbiamo la cultura della street art. Dopo essere venuta a Milano per studiare, ho visto alcune meravigliose esibizioni di artisti di strada che mi hanno incoraggiato a portare qui l’erhu. Oggi è parte della mia vita. È come il mio migliore amico».

Intervista a Xiaohui Zheng, la studentessa che ha portato l’erhu a Milano

Perché ha scelto Milano?
«Per i miei studi al Politecnico, per cui avevo già vissuto qui».

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Quando è arrivata a Milano per la prima volta, cosa ha pensato della città?
«Era il 2021, tutto era nuovo per me. È stato un vero e proprio amore. Le persone sono entusiaste e la città è vibrante».

Come si comporta con lei il pubblico?
«Normalmente, la prima reazione dei turisti e dei locali quando osservano la mia performance, è di curiosità. L’erhu è uno strumento che la maggior parte delle persone non ha mai visto, arriva dal misterioso Est: c’è sempre qualcuno che si avvicina e mi chiede come si chiami, quante corde abbia e da dove provenga».

Quante persone si fermano ad ascoltarla mediamente per ogni canzone?
«Dipende da molti fattori, come l’ora, il luogo e il tempo. Talvolta ci sono due file che mi circondano in Duomo. A volte invece la gente va di fretta e non si fermano in moltissimi. Direi che il pubblico varia dalle 20 alle 40 persone».

Quali canzoni suona?
«La musica tradizionale cinese, il pop europeo e americano, oltre a brani da violino».

Xiaohui Zheng
Xiaohui Zheng

Il suo “teatro” è il Duomo. Come si sente a esibirsi lì? Suona anche in altre zone?
«La piazza di fronte al Duomo è uno dei miei posti preferiti, ci sono molti turisti. Tutti vengono a Milano, visitano la bellissima cattedrale e osservano la mia esibizione di erhu, qualcosa che non avevano mai visto prima, senza lesinare negli applausi e nelle lodi. Questo è un feedback positivo, mi fa venire voglia di portare loro ancor più gioia e ottima musica. Io poi mi esibisco anche a Chinatown, dove le persone sono interessate perché si tratta del suono della loro terra».

Che tipo di relazione ha con Milano?
«È la prima città europea in cui ho vissuto. Per me è la seconda casa, anzi quando vada via per un po’ di tempo, mi manca».

Si sente un po’ milanese?
«Un po’. Dopo aver vissuto qui per due anni ho imparato a rallentare il ritmo della mia vita».

Cosa pensa dei milanesi?
«Sono le persone più vivaci e interessanti che abbia mai incontrato. Quando mi esibisco, c’è sempre gente che balla davanti a me, compresi anziani, bambini, ragazzi e ragazze».

Vuole trasmettere un messaggio particolare?
«Ricordo ancora che quando ero bambina, i Paesi gradualmente hanno iniziato a capirsi, si apprezzavano e collaboravano tra loro. Ho lavorato con un violoncellista a Parigi e sono stata felice di vedere l’unione di strumenti orientali e occidentali, con la forte reazione del pubblico. Spero che la musica che ho portato dalla Cina possa fungere da ponte affinché culture diverse possano comunicare tra loro e ispirare pace e rispetto».

Chi è Xiaohui Zheng

Ha iniziato sin da giovane a suonare l’erhu, tanto che sono 18 anni che affina le proprie abilità con tale strumento. La ragazza ha perfezionato il suo modus operandi anche per aver fatto parte dell’orchestra dell’Università Jiaotong di Xi’an, in Cina, per cinque anni. Oggi può proporre a chi la ascolta un repertorio molto variegato e particolareggiato, da almeno 50 canzoni, differenti nel genere, nelle tonalità e nelle difficoltà. Xiaohui passa infatti senza problemi dal suonare melodie attuali, come Despacito, a brani totalmente diversi e dalle essenze antiche, come quelli tradizionali che appartengono alla musica cinese. Milano non è il solo “palco” dell’artista, che si è esibita di recente anche in Francia, a Parigi. Xiaohui prosegue parallelamente alle esibizioni in strada il proprio percorso nella specializzazione in progettazione architettonica.

Xiaohui Zheng e gli altri: la piattaforma dove poter caricare la propria musica

Gli artisti, per potersi esibire nelle varie strade di Milano, possono prenotare la propria postazione, disponibile successivamente per due ore, su una piattaforma messa a disposizione dal Comune, chiamata Open Space (in precedenza il nome era Stradarte). Gli artisti sono divisi in categorie. Pittori, scultori e ritrattisti pagano mensilmente la propria postazione. Gli altri, tra i quali i cantanti, gli acrobati e i musicisti, non devono corrispondere nulla in termini economici poiché si esibiscono “a cappello”, cioè a offerta libera. Le postazioni vengono suddivise anche in bassa, media e alta emissione, il che impone consequenzialmente determinate esibizioni in specifici contesti.

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