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27. 10. 2021 17:31

Parola d’ordine “inclusività sociale”: il progetto di Mus-e nelle scuole di Milano

Il progetto Mus-e è finalizzata alla realizzazione di progetti finalizzati all'inclusività sociale e a combattere la povertà educativa

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È arrivato settembre e con esso il ritorno in presenza nelle scuole degli alunni, ma non sempre è facile per i più giovani sentirsi parte di una comunità, soprattutto dopo un lungo periodo di lontananza dalle strutture scolastiche dovuto dalla pandemia.

La missione di Mus-e

Mus-e è un’organizzazione che punta ad aiutare gli alunni e a combattere la povertà educativa attraverso i suoi progetti di inclusività. Nata nel 1999, e presente a Milano dal 2018, Mus-e ha lo scopo di portare percorsi formativi gratuiti nelle scuole della periferia urbana. Attraverso laboratori artistici con discipline quali la musica, la danza, il teatro e le arti visive, vuole offrire un opportunità di approccio con la cultura e l’arte anche nelle aree più disagiate.

A Milano, Mus-e è attiva in quattro istituti scolastici per un totale di oltre 600 studenti coinvolti. Le scuole sono: il Luciano Manara a Quarto Cagnino, il Riccardo Massa nel Gallaratese, il Marcello Candia in Corvetto ed il Tommaso Grossi nel quartiere ortomercato a Calvairate, istituto dove gli alunni di origine straniera raggiungono il 60% degli iscritti.

«I progetti, portati avanti da artisti professionisti – spiega Federica Maltese, segretaria generale di Mus-e – rendono più semplice la comunicazione e l’interazione tra gli alunni facendoli sentire più inclusi e migliorando l’armonia della classe. Cerchiamo di fare del nostro meglio, anche se purtroppo ci dobbiamo attenere a tempistiche e fare bandi di concorso che non ci permettono di soddisfare tutte le numerose richieste a noi pervenute».

Anche l’azienda Play-Doh ha voluto sostenere il progetto donando 4 mila vasetti che saranno utilizzati per fare laboratori artistici con i bambini.

La missione di Mus-e, è assicurarsi entro il 2030 che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze utili a promuovere lo sviluppo sostenibile, l’uguaglianza di genere e l’apprezzamento della diversità culturale. Nel frattempo si torna a lavorare in presenza e questo è già un passo avanti.

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