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05. 12. 2021 16:27

La trasformazione di Myintelligence: «Mint è per tutti»

Andrea Pezzi racconta la svolta di Myintelligence: «Lavoriamo con l’Intelligenza Artificiale per gli investimenti pubblicitari»

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Il “Coup de Théâtre” che ha dato il nome all’evento di presentazione di Myntelligence, che si è svolto nella magnifica cornice circolare del Piccolo Teatro Studio Melato, è stato il cambio di nome – e di posizionamento – di ciò che si andava a presentare: la piattaforma che sta trasformando il mercato digitale consentendo l’accesso a tutti in modo sostenibile, fino ad ora chiamata Myintelligence, è diventata MINT.

Myintelligence si trasforma in Mint

La società che fa capo ad Andrea Pezzi, nata nel 2018, presente in oltre 30 paesi nel mondo e operativa nell’automazione dei processi di pianificazione e di acquisto della pubblicità grazie ai suoi algoritmi di intelligenza artificiale, ha deciso di cambiare passo e di concentrarsi nello sviluppo del software, più che sull’attività di intermediazione pubblicitaria.

Che cosa significa questo cambiamento?
«Abbiamo deciso di entrare nel mercato alleandoci con chi fino a ieri era nostro concorrente e che oggi può diventare nostro potenziale partner: le aziende, che con il nostro software saranno in grado di fare da sole e le agenzie media, che possono utilizzarlo per l’advertising dei propri clienti. Noi vogliamo essere la macchina, non il pilota, il direttore d’orchestra delle tecnologie che vengono usate dall’azienda per fare advertising».

In cosa consiste la piattaforma MINT?
«MINT è un’azienda tecnologica che fornisce agli advertiser una tecnologia unica per gestire in ottica multi-canale (search, social, display, native, video, programmatic radio, connected TV, OOH, etc.) tutti gli investimenti sui mezzi pubblicitari e sulle relative piattaforme di acquisto. Grazie all’Intelligenza Artificiale e all’automazione dei processi, le aziende sono in grado non solo di rendere immediato tutto il processo di campaign management, ma anche di analizzare la grande mole di dati che viene prodotta dall’insieme dell’ecosistema multicanale, i Big Data dell’advertising, producendo ottimizzazioni in tempo reale e risultati impattanti di efficienza sull’investimento media».

La possono usare tutti?
«Sì, dal piccolo ristoratore che vuole attirare più clienti, alla grande multinazionale. Per questo abbiamo sviluppato tre prodotti: M1 per il segmento large enterprise, M2 per il segmento delle piccole aziende e M3 per quello del micro-business. Tutti sfruttano l’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le campagne ed elaborare informazioni che consentono scelte più accurate, permettendo agli advertiser di guadagnare in efficienza, incrementare le proprie performance e il ritorno dell’investimento pubblicitario, investendo così su prodotti migliori e più competitivi».

mint

Come funziona per il piccolo imprenditore?
«È una app, attualmente disponibile su web app, ma che presto sarà presente su Apple store, all’interno della quale tu inserisci la tua carta di credito come si fa per acquistare un qualunque servizio online, ma ti compri la pubblicità e con essa dei risultati garantiti per la tua piccola impresa: con operazioni guidate, in cinque minuti hai fatto tutto e hai la rendicontazione costante dei tuoi risultati, grazie ad un’intelligenza artificiale che dialoga con gli algoritmi di Google, Facebook, etc e che in tal modo ha la possibilità di competere e rendere più efficienti gli investimenti».

Come convincere la grande azienda a cambiare passo?
«È un problema di cultura e questo evento ha anche questo scopo: aiutare le grandi aziende a capire che bisogna abbracciare il cambiamento digitale, non si può pensare di competere in un mondo totalmente digitalizzato se ancora i propri processi e i propri lavoratori tardano a fare questo passaggio. Le grandi aziende sono già avanzate, intendiamoci, quello che manca loro e che noi cerchiamo di portargli dentro è una cultura di ensamble».

Cioè?
«Bisogna capire che oggi devi passare dalla cultura della musica strumentale a quella della musica sinfonica: non puoi più pensare che l’efficienza dei vari “silos” verticali della tua azienda equivalga all’efficienza globale della tua azienda, perché poi c’è qualcosa più in alto, che è l’efficienza delle efficienze verticali. Quello che facciamo noi è fornire un’intelligenza automatizzata, che orchestra le piattaforme verticali e le fa lavorare con un’identità di scopo».

Previsioni di crescita?
«Quest’anno come Myintelligence chiudiamo sopra i 115 milioni di fatturato sul media, con una crescita del 35%-40%, ma dall’anno prossimo fattureremo solo il software, contando di crescere del 100% e anche di più. Fino a ieri ero anche un’agenzia che gestiva il media dei clienti attraverso la nostra tecnologia, a differenza delle agenzie media che lo gestiscono attraverso risorse umane che fanno il lavoro delle macchine. La novità è che oggi abbiamo scelto di restituire il media al cliente a ai suoi consulenti, compreso noi se decidesse di farlo, ma non è rilevante, perché da oggi noi siamo il loro partner tecnologico».

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