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17. 09. 2021 19:02

Istituto Cavalieri, un professionale di prima scelta: «Investiamo nell’orientamento»

L’area metropolitana di Milano è in controtendenza sulle iscrizioni agli istituti specialistici. Parla il preside Maliandi

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Se a livello nazionale le iscrizioni agli istituti professionali per l’anno scolastico 2020/21 sono diminuite dell’1%, la Città Metropolitana di Milano è in controtendenza. All’istituto Cavalieri di via Olona, con gli indirizzi commerciale, commerciale-turistico, socio-sanitario e grafico-pubblicitario, l’incremento ha raggiunto circa il 35%.

 

Istituto Cavalieri, parla Giovanni Maliandi

Giovanni Maliandi
Giovanni Maliandi

Come tutti i dirigenti scolastici, anche Giovanni Maliandi, preside della scuola di Sant’Ambrogio da tre anni, sta affrontando l’organizzazione della didattica a distanza.

Come si spiega l’aumento delle iscrizioni per l’anno prossimo?
«Spesso agli istituti professionali si iscrive chi al primo anno ha scelto altre scuole con scarso successo. Stavolta invece abbiamo avuto diverse iscrizioni come prima scelta. Questo credo sia dovuto all’importante investimento che abbiamo fatto nella fase di orientamento dei ragazzi delle medie».

Come?
«Durante gli open day abbiamo presentato l’istituto per quello che è, con pregi e limiti, e penso che questo sia stato apprezzato. Al Cavalieri poniamo molta attenzione alle difficoltà dei ragazzi e forniamo loro competenze con buoni sbocchi professionali. Circa il 70% trova lavoro legato al proprio indirizzo di studio entro pochi mesi dal diploma. Negli ultimi anni abbiamo poi puntato molto sull’aspetto tecnologico, offrendo quattro laboratori molto avanzati».

Come vi siete organizzati con la didattica a distanza?
«Per fortuna lavoravamo già con la piattaforma Gsuite e quindi gli account di tutti gli studenti erano attivi prima della chiusura delle scuole. Questo ci ha avvantaggiati e siamo partiti quasi subito con le lezioni online. Fino all’arrivo dell’emergenza sanitaria la piattaforma veniva comunque utilizzata solo da alcuni docenti per integrare l’insegnamento di alcune materie. All’inizio anche con la didattica a distanza abbiamo seguito l’orario tradizionale delle lezioni, ma poi ci siamo resi conto che non era possibile tenere i ragazzi davanti a un monitor per sette ore».

Ora che metodo utilizzate?
«Abbiamo tolto la prima e l’ultima ora, aggiungendo pause e intervalli. Con il passare delle settimane stiamo anche modificato la didattica a seconda delle esigenze degli insegnanti e degli studenti. I docenti che hanno più classi, ad esempio, registrano le lezioni che i ragazzi possono seguire quando vogliono. Gli incontri online servono poi per discutere degli argomenti studiati o per fare delle verifiche».

Istituto Cavalieri, lezioni da casa per i ragazzi

I ragazzi riescono a seguire le lezioni?
«Stiamo monitorando il grado di partecipazione classe per classe. Sul registro elettronico mettiamo solo i voti positivi, mentre i voti negativi vengono annotati a parte dai docenti e non fanno media. Per chi non raggiunge gli obiettivi cerchiamo di capire il motivo e poi di intervenire individualmente.

Inoltre chiediamo agli studenti di coinvolgere i compagni più in difficoltà, collegandosi con loro nel pomeriggio, e i docenti di sostegno dei ragazzi disabili sono a disposizione anche di tutta la classe per lo studio pomeridiano. Durante alcune riunioni fra insegnanti coinvolgiamo anche i rappresentanti degli studenti perché il loro punto di vista è fondamentale».

Hanno computer e tablet a sufficienza?
«I ragazzi che hanno chiesto di avere tablet e computer per seguire le lezioni sono 90. Fra tablet e notebook abbiamo già acquistato 25 dispositivi con i fondi del Ministero dell’Istruzione dal decreto Cura Italia. Al Cavalieri sono stati assegnati 9800 euro. In questi giorni ci stanno consegnando i nuovi dispositivi che cercheremo di fare avere agli studenti durante le vacanze di Pasqua. Gli altri li recuperiamo attraverso il nostro laboratorio mobile e le classi che erano dotate di computer. Resta il problema delle connessioni, perché a casa alcuni ragazzi hanno già finito i giga a disposizione, ma stiamo pensando a possibili soluzioni».

Lo sportello di ascolto psicologico sta proseguendo via Skype. Con quali risultati?
«A sorpresa nei primi giorni gli studenti non si sono rivolti allo sportello. Così abbiamo deciso che gli esperti si sarebbero rivolti direttamente ai ragazzi che lo frequentavano già prima della chiusura delle scuole. Abbiamo anche pensato di organizzare incontri di classe per chi lo richiede, ma in particolare pensiamo che gli psicologi possano essere di aiuto a chi dovrà affrontare l’esame di Maturità, che, se le scuole non riprenderanno neanche il 18 maggio, si svolgerà solo oralmente».

Istituto Cavalieri
Istituto Cavalieri

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