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04. 03. 2024 02:37

Allo Iulm il primo lab dedicato all’intelligenza artificiale: «Più tempo libero e aiuto nel lavoro»

Il prorettore Di Fraia: «I cambiamenti più importanti saranno nel campo del lavoro»

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Addentrarsi in un laboratorio di Intelligenza Artificiale può fare immagine di trovarsi di fronte a effetti speciali mai provati. Niente di tutto questo all’università Iulm, che ha inaugurato il primo lab dedicato a questa nuova frontiera:

«L’intelligenza artificiale è impattante, ma non si vede: di questo bisognerebbe rendere più consapevole l’opinione pubblica», racconta a Mi-Tomorrow Guido Di Fraia, prorettore all’Innovazione e all’Intelligenza Artificiale dell’Ateneo e presidente della struttura.

Allo Iulm il primo lab dedicato all’intelligenza artificiale

Professore, ci aspettavamo un po’ di fantascienza…
«E invece non ci sono robot, né ciò che si vede nei film di fantascienza».

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Possiamo definire l’IA come intelligenza potenziata?
«E’ più corretto parlare di intelligenza aumentata».

Per intenderci, è quella in grado di sconfiggere il campione di scacchi Kasparov?
«Più di recente è riuscita a battere anche Lee Se-dol, il campione di Go, ma in questo caso siamo arrivati al machine learning, la macchina riesce ad apprendere da sola».

Il rapporto con le macchine resta fondamentale?
«Certo, abbiamo la possibilità di applicare l’intelligenza alle macchine, il pensiero umano si dispiega in ogni disciplina utilizzando questo formidabile sostegno».

In concreto come ci può aiutare?
«Lo può fare a partire dai nostri bisogni, per esempio quelli dell’impresa o della pubblica amministrazione».

Quindi un’impresa si può rivolgere a voi per risolvere un problema?
«Non va impostato così il discorso: noi non offriamo soluzioni ma un know how alle imprese perché conosciamo l’industria, sappiamo come dare una risposta, cosa può essere utile».

Quale tipo di impresa può rivolgersi a voi?
«Qualunque, anche quelle che operano nel mondo dell’arte».

Ogni cambiamento importante genera timori. In questo caso ci si chiede: le macchine sostituiranno l’uomo?
«Una riflessione su questo tema va fatta, ci sono problematiche di carattere morale che vanno affrontate, non si possono eludere».

Cosa cambierà per noi l’IA?
«I cambiamenti più importanti saranno nel campo del lavoro, molti modelli attuali saranno sostituiti».

Sembra di capire che lei non ha paura?
«No, anche se bisognerà controllare con cura ogni passo. Io ci vedo molte opportunità che cambieranno la nostra vita».

Per esempio?
«Avremo più tempo per noi, potremo dedicarci all’ozio contemplativo, come lo intendevano i romani».

Ci sono già studenti che vogliono lavorare con l’IA?
«Sì, alla IULM c’è il corso di laurea magistrale, questo luglio avremo i primi laureati».

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