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31. 10. 2020 02:35

Lombardia, scatta l’ora della vendemmia, ma manca la manodopera. L’idea dell’assessore Rolfi

La stagione della vendemmia è alle porte, ma con il blocco dei lavoratori stranieri si riduce il serbatoio di manodopera. L'idea dell'assessore per ovviare al problema

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È arrivato il momento della vendemmia in Lombardia. Secondo la previsione di Coldiretti quest’anno si registrerà un aumento medio dei raccolti del 10% rispetto all’anno scorso.

I numeri. In Lombardia sono presenti oltre 20 mila ettari a vigneto ed oltre 3 mila imprese vitivinicole con una produzione costituita perlopiù da prodotti Docg, Doc e Igt. Quest’ultima tipologia è quella che ha patito di più gli effetti nefasti del coronavirus: a causa della chiusura di alberghi, enoteche e bar le vendite sono crollate. Inoltre la situazione si è aggravata ancor di più con le difficoltà logistiche riscontrate nei mesi scorsi per l’esportazione all’estero.

Manodopera. Nonostante le prospettive produttive siano buone, quest’anno ci sarà il problema di reperire la manodopera. Mentre negli anni passati gran parte dei lavoratori provenivano dall’estero, quest’anno sarà più difficoltoso il loro arrivo a causa della quarantena obbligatoria imposta per chi proviene da certe aree fuori confine.

Così, l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi ha lanciato l’idea di utilizzare come manodopera i cittadini lombardi che percepiscono il reddito di cittadinanza.

«Sotto il profilo professionale – spiega Rolfi – dobbiamo ovviare al problema del reperimento della manodopera. Il protocollo del governo prevede infatti la quarantena per i braccianti che arrivano dall’estero. Ora più che mai ritengo un errore la scelta fatta da Roma di non reintrodurre i voucher in agricoltura. Regione Lombardia intende però rispondere alla domanda del settore agricolo, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, coinvolgendo anche i cittadini percettori del “reddito di cittadinanza”. In particolare, raccoglieremo le candidature, d’intesa con le organizzazioni professionali, attraverso il contributo dei centri per l’impiego, ai quali chi intende candidarsi potrà inviare una mail di adesione indicando esperienze, disponibilità e situazione logistica».

 

 

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