Elena Grandi: «M4 è importante, ma quanti alberi perduti»

Per Elena Grandi (Verdi) ci vorranno vent’anni per il verde abbattuto: «Dopo il coronavirus la città dovrà ripensare mobilità e modo di vivere»

M4 - l'intervista a Elena Grandi

L’ambiente, il verde, la mobilità urbana, la qualità della vita in città con l’arrivo di M4. Temi che stanno a cuore in modo particolare a Elena Grandi, portavoce della Federazione dei Verdi e assessore all’Ambiente del Municipio 1, che sviluppa per Mi-Tomorrow.

 

 

Elena Grandi, l’intervista

Elena Grandi - M4
Elena Grandi – M4

Qual era la sua posizione su M4 prima che partissero i lavori?
«Sono favorevole alle metropolitane in città, su M4 le mie perplessità erano dovute al fatto che il progetto era oramai superato rispetto ai percorsi».

Cosa non la convinceva?
«E’ una discussione accademica, però mi chiedo: era proprio necessario entrare nella cerchia de Navigli? L’interno è molto ben servito, sarebbe stato meglio evitare l’impatto che poi c’è stato».

Il centro è fondamentale nel tragitto della M4.
«Camminare da Sant’Ambrogio a piazza Vetra è sgradevole e pericoloso, si passa per budelli e i commercianti stanno pagando un prezzo altissimo».

In che modo cambierà l’ambiente lungo il tragitto della M4?
«Ho sempre pensato che le aree di superficie dovranno rinascere e dovranno essere discusse con i cittadini: ad esempio prendiamo il tema della perdita degli alberi, può diventare un valore aggiunto se è l’occasione per creare luoghi di aggregazione».

Quali sono i cantieri che hanno sofferto di più sotto il profilo ambientale?
«Lorenteggio e corso Indipendenza, lunghi assi in cui sono stati tagliati centinaia di alberi».

La riqualificazione della superficie prevede in diversi quartieri la ripiantumazione degli alberi: sarà sufficiente?
«Verranno collocati nei posti in cui si trovavano ma bisogna considerare che un albero ci mette 20-30 anni per sostituirne un altro: avremo spazio solo per alberelli che, oltre ad essere di piccole dimensioni, hanno scarse possibilità di sopravvivere rispetto alle aspettative».

Per quale motivo?
«Devono essere messi a dimora e sistematicamente irrigati nel primo e secondo anno».

C’è il rischio che la manutenzione non venga realizzata ad arte?
«Purtroppo oggi non è del tutto soddisfacente».

Parliamo della mobilità: in che modo cambierà?
«Avremo una linea che attraverserà tutta la città da Linate a San Cristoforo ma la capacità di ridurre la mobilità privata è solo in potenza perché il diffondersi del virus ha cambiato tutti i paradigmi ai quali eravamo abituati, basti pensare alla paura che ha preso tante persone di prendere i mezzi pubblici».

Cosa succederà?
«Non ci saranno più i redditi per comprare tante auto, il milione di auto che fino ad un mese fa ogni giorno entrava in città non potrà più esserci: per questo dobbiamo pensare ad un modello nuovo, diverso, cui dobbiamo lavorare tutti insieme».

Nel frattempo i lavori di M4 si sono fermati: ci saranno ritardi sulla fine dei lavori?
«Bisognerebbe pensare ad un nuovo modello di cantiere, più rapido, sarebbe un segnale positivo per la città: se si riuscisse a rispettare i tempi ci sarebbe un doppio motivo di fare festa».

Covid-19 ferma i lavori della M4: ora il cronoprogramma è a rischio

«Nel rispetto delle ultime disposizioni di legge, che prevedono ulteriori misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, sono stati chiusi tutti i cantieri M4.  Le aree di lavoro torneranno in attività seguendo quanto stabilito dalla normativa». Con questo scarno comunicato M4 Spa, la società impegnata nella costruzione della nuova metropolitana, ha annunciato la sospensione dei lavori. I cantieri sparsi per la città, come del resto tutti gli altri cantieri, per colpa dell’emergenza Covid-19 sono stati bloccati sino a data da stabilirsi. A questo punto appare probabile che la consegna dei lavori slitterà col rischio di far slittare anche l’inaugurazione della prima tratta della futura linea Blu, quella di tre fermate tra l’aeroporto di Linate e la stazione ferroviaria Forlanini la cui inaugurazione era prevista entro la fine di gennaio del 2021. Dallo scorso 9 marzo le due talpe sono ferme e si è fermato lo scavo delle gallerie della tratta centrale della M4, quella tra San Babila e il parco Solari. La prima Tbm (Tunnel boring machine), dedicata alla realizzazione della galleria pari, lo scorso 4 marzo era arrivata nel cantiere della stazione De Amicis, percorrendo i 405 metri che lo separano dalla stazione Vetra con una produzione media di circa 25 metri al giorno. La talpa ha così raggiunto il 70% del suo percorso di scavo nella tratta centrale.

M4
M4