speakitaly
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Divisa tra due città, unita da due lingue: la vita di Raffaella Galliani, insegnante di italiano dal 2012 a New York e fondatrice di Speakitaly, è sempre stata così. Un po’ milanese, «perché Milano è una città che mi dà sicurezza e stimoli». Un po’ newyorkese, «un amore che coltivo dalla prima volta nel 1999». E che l’ha portata ad aprire una scuola privata di italiano nel cuore di Manhattan: Speakitaly, a Flatiron District, oggi conta più di 150 iscritti.

Ma il viaggio di Raffella inizia in una terza città: Bergamo. I nonni sono di Milano, zona Bonola, dove trascorre tutti i suoi weekend. Ma i genitori decidono di trasferirsi in provincia di Bergamo prima che lei nasca. È a Bergamo che frequenta l’università. Ed è lì che trova «un po’ per caso» il primo contatto con la Grande Mela. «Uno scambio culturale accademico, nel 1999. Nemmeno sapevo dove fosse esattamente New York nella cartina, allora».

DUE PERNI • Che l’amore tra Raffaella e New York scocchi non è singolare. Singolare è l’esperienza che inizia da quel momento. «Capii che non avrei potuto fare altro che spostarmi». Una vita da girovaga, i cui perni sono sempre quei due: Milano e New York.

Perché se è vero che a Bergamo si laurea in triennale in Lingue e Letteratura e alla Sapienza di Roma in magistrale nell’insegnamento di italiano agli stranieri, è sotto la Madonnina e la Statua della Libertà che Raffaella diventa donna e imprenditrice. A Milano lavora dal 2008 al 2012 e insegna italiano per due realtà diverse: a Porta Venezia e alla scuola ELLCI in Loreto, vivendo un po’ a Buccinasco e un po’ in Porta Romana.

L’esperienza newyorkese è divisa in due. Nel 2006 ci vive per due anni. Nel 2012 ci torna sponsorizzata dalla scuola Collina Italiana. Le due esperienze professionali sono legate da una storia sentimentale «con un ragazzo colombiano con cui ho vissuto una strana storia d’amore, pazza, a distanza e piena di tira e molla: ora è diventato il mio compagno di vita».

NOODLES • La svolta newyorkese non arriva prima di tre anni. «Questa città può essere davvero, davvero complessa da vivere – ammette Raffaella –. All’inizio guadagnavo pochissimo e tiravo avanti mangiando dumplings e pizza a un dollaro: non bene». Ma nel 2015 decide di investire su se stessa, aprendo un piccolo studio a Chelsea per far fronte al numero di lezioni private in crescita.

«Lo feci senza pensare di aprire una scuola, era solo una soluzione logistica». Senza quasi rendersene conto, il numero dei clienti cresce. E il progetto le “esplode” tra le mani: «Ho visto tanta voglia di italiano e che le persone venute da me non mi lasciavano più: ciò che mi ha sorpreso è stata la loro eterogeneità, dalla bambina di 2 anni figlia di immigrati al 70enne curioso di scoprire una nuova realtà linguistica».

Quello studio a Chelsea diventa una scuola. E nel 2017 fonda Speakitaly: «Offriamo lezioni di ogni genere e con un approccio comunicativo e laterale, che insegna alle persone a dialogare attraverso lo studio della grammatica».

CENTRO CULTURALE • Una scuola che dopo appena un anno e mezzo di attività conta su 152 iscritti. E che aspira a diventare un centro culturale privato d’italiano: «Organizziamo già oggi laboratori culinari, attività di traduzione, percorsi post-scolastici: la cultura italiana è meravigliosa e va valorizzata attraverso l’uso della lingua», dice Raffaella.

Che sul futuro ha le idee chiare: «Spero di aprire un ufficio milanese di Speakitaly, al più presto».

7
Sono le persone che lavorano con Raffaella a Speakitaly NYC: Flavia, Francesca, Melania, Sole, Chiara, Enrica, Silvia. «Siamo tutte donne, tutte giovani, molto lanciate e senza timore di inventare, rischiare, sperimentare. Mi rispecchiano molto»

2017
L’anno in cui Raffella fonda Speakitaly, in uno studio a Chelsea, il 14 febbraio. Il 14 agosto 2018 la scuola si sposta in un ufficio più grande a Flatiron District. Le lezioni sono rivolte a una platea che va dai 2 ai 70 anni, a tutti i livelli. Le insegnanti di Speakitaly offrono anche attività di traduzione e trascrizione. E di recente hanno iniziato a collaborare con la British School di New York e con una scuola pubblica a Brooklyn Heights per attività di post-scuola

Dove ci siamo incontrati
Da Mangia, locale sulla 23ª Street a Manhattan, New York.


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