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22. 04. 2021 12:43

Pierdavide Carone torna a Sanremo: «Queste Caramelle mi hanno fatto rinascere»

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C’era una volta un timido ragazzo che nel 2009, nascosto dietro ad una felpa celeste, iniziava a far parlare di sé nel primo talent più famoso della televisione. C’era, ma oggi non c’è più.

Pierdavide Carone, romano cresciuto in Puglia, è tornato in grande spolvero, più sicuro e deciso a riprendere in mano la sua vita professionale: tanti i progetti in cantiere, il più grande insieme con i Dear Jack, con cui sembra essersi avviato un vero e proprio matrimonio musicale dalla scorsa estate. Ai più, in realtà, il sodalizio è diventato noto con il brano Caramelle, vero e proprio successo virale.

Oltre 2 milioni e mezzo di visualizzazioni e una grande polemica social per l’esclusione dal brano dalla scaletta dell’Ariston. Insomma Caramelle bussa ancora, prepotentemente, come un fantasma costante di questo pre Festival. Bussa sulla stampa, bussa tra il pubblico e nelle radio. Bussa talmente forte che non si può che aprire. Per provare a capire.

Pierdavide, come nasce Caramelle?

«Prima di Caramelle io e Lorenzo (Cantarini dei Dear Jack, ndr) eravamo legati da un’amicizia di lunga data e da una collaborazione musicale iniziata già l’estate scorsa. Stavamo già progettando di lavorare insieme su altro, poi è arrivata Caramelle».

Un amore a prima vista.

«L’ho scritta senza avere un canovaccio, man mano che prendeva forma io stesso mi sono reso conto che, nel ritornello, quello che Marco racconta è in realtà un abuso subìto. A quel punto dovevo decidere se andare avanti e rispettare l’urgenza comunicativa della canzone o fermarmi».

Siete andati avanti.

«Decidiamo insieme con i Dear Jack di prenderci la responsabilità di portare avanti questo brano e oggi posso solo ringraziarli per questo atto di coraggio».

A bruciapelo: pensi che l’evidente somiglianza con Vietato Morire di Ermal Meta vi abbia penalizzato in ottica Festival?

«Ermal è stato il primo a sostenere Caramelle. Sicuramente se avesse riscontrato anomalie avrebbe tirato fuori lui stesso una critica al brano. Così non è stato, anzi: è stato uno dei primi colleghi ad esprimere vicinanza alla canzone. Il ritornello di Caramelle può essere simile a quello di Ermal ma prima ancora è simile ad una mia canzone del 2012, Basta così, quindi prima che da Ermal probabilmente ho preso ispirazione da me stesso».

Scartiamo un dolce ricordo: Sanremo 2012, Lucio Dalla.

«Lucio ha riconosciuto in me un talento che nemmeno io avevo riconosciuto fino in fondo. Quando uno dei più grandi geni della musica italiana decide di fare un pezzo di strada insieme a te allora è più facile sentirsi padroni di se stessi e di quello che si fa. Sanremo con Lucio è stata una presa di coscienza fondamentale, più consapevole e matura rispetto a quella più popolare avuta grazie ad Amici».

Da due anni vivi a Milano, quanto potrà far parte del tuo futuro?

«Due anni fa arrivavo da diciassette di forgiatura da vita romana frenetica. E da anni complicati. A Milano ho ritrovato un equilibrio, è una città che mi ha aiutato a ricentrarmi e a concentrarmi su quello che devo e voglio essere. Se oggi sono a raccontare un pezzo importante della mia vita e ad iniziare un nuovo percorso è anche grazie a Milano, la città che mi ha aiutato a rinascere».


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