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26. 11. 2020 02:06

“Ri-Porta Vittoria”, una comunità che rinasce

Il progetto Ri-Porta Vittoria intende far tornare cultura e socialità laddove (non solo) il Covid ha contribuito a trasformare la distanza fisica in distanza emotiva: ecco come

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Riprogettare e ripensare un quartiere di Milano, quello di Porta Vittoria, eliminando prima di tutto la diffidenza. Un sentimento sempre più presente, in particolare ai tempi del Covid in cui la distanza fisica rischia di trasformarsi anche in distanza emotiva. Proprio per restituire vitalità ai luoghi pubblici e ritrovare un senso di comunità nasce il progetto “Ri-Porta Vittoria: una comunità che rinasce!”.

È stato pensato da un gruppo di associazioni del territorio (Collettivo Clown, Le Belle Arti, Spazio Ginkgo, Fosforo e Golfo Mistico) e, per realizzarlo, è stata avviata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma produzionidalbasso.com. L’idea sul piatto?

Organizzare corsi, incontri formativi, culturali, musicali da realizzare gratuitamente, rivolti a famiglie economicamente più fragili, in modo da non lasciare indietro nessuno. Il piano dovrebbe partire nella primavera 2021, in tutta sicurezza, con la durata di due anni. Ma, per partire, è necessario raccogliere almeno 25.000 euro. Se si riuscirà a raggiungere la cifra con la raccolta fondi, il Comune di Milano contribuirà finanziando il restante 60%.

5 domande a Camillo Dedori: «Ricostruiamo il tessuto sociale»

Una campagna di crowdfunding lanciata per riqualificare il quartiere di Porta Vittoria e renderlo un luogo in cui fare comunità e cultura. Camillo Dedori, presidente de Le Belle Arti, è capofila dell’idea.

L’associazione, con il suo progetto Artepassante, ha da sempre l’intento di portare cultura, arte e socialità a Milano. «Con particolare attenzione alle fasce socio-economiche più deboli, per evitare la disgregazione sociale e dare forza alla comunità sottolinea a Mi Tomorrow –. La pandemia in corso, il lockdown di marzo e i riscontri diretti sul territorio con i nostri utenti ci hanno spinti a potenziare il nostro intervento, elaborando questo progetto».

Camillo Deodori
Camillo Deodori

Dedori, che cos’è Porta Vittoria per voi?

«Il nostro quartiere. E, come tutta Milano, ha bisogno di riprendersi la gioia di vivere. Senza che ci guardiamo con diffidenza, con o senza restrizioni. Chi ci sta vicino è una persona che come noi vuole solo essere felice. Da qui siamo partiti e abbiamo deciso di creare tutti insieme il progetto per portare educazione scolastica, arte, musica e spettacolo a chi ne ha bisogno, ma non ne ha la possibilità».

Come svilupperete l’idea?

«Cominceremo portando nei luoghi pubblici del nostro quartiere otto eventi-laboratorio aperti a tutti, delle vere e proprie feste per stimolare la comunità a riprendersi i suoi spazi. Daremo poi il via alle attività con i bambini e i giovani per dare la possibilità a ognuno di partecipare a un doposcuola, di imparare a suonare uno strumento e di scoprire l’arte della clownerie, tutto gratuitamente. Durerà due anni ed è pensato da associazioni che lavorano proprio in questo quartiere. Non vediamo l’ora arrivi il 2021».

Primo obiettivo?

«Raggiungere e coinvolgere un pubblico numeroso, intervenire su alcuni spazi cittadini contribuendo alla loro riqualificazione e istituzionalizzandoli come nuovi luoghi dove fruire di cultura. Assicurare comprensione e riconoscimento dell’arte e della cultura come strumenti d’interdizione del degrado, della malavita, dell’emarginazione. Ricostruire il tessuto sociale, supportare la didattica scolastica, dare protagonismo ai cittadini e integrare le fasce socio-economiche deboli. Artepassante è la dimostrazione concreta che la conoscenza e la cultura diffuse possono davvero cambiare la coscienza delle persone».

Cosa pensate manchi a Porta Vittoria?

«Il quartiere ha bisogno di una “ricucitura” sociale che deve passare dalla ridefinizione delle infrastrutture. In quest’ottica abbiamo presentato un bellissimo progetto di anfiteatro da realizzare nei nuovi giardini Molise-Monte Ortigara: attendiamo risposta. Fondamentale anche la riqualificazione delle case popolari che devono smettere di essere monumenti alla povertà, ma diventare luoghi di socialità e inclusione»

Come potrebbero essere valorizzate?

«È necessario progettare spazi di aggregazione giovanile. Insomma, gli spazi di un quartiere diventano importanti se siamo capaci di renderli vivi e vissuti togliendoli al degrado. Serve uno spirito di collaborazione e ascolto da parte dell’amministrazione comunale e di tutti quei soggetti che oggi vedono Porta Vittoria come opportunità di rigenerazione urbana. Al centro di questa valorizzazione deve esserci sempre il cittadino e il rispetto per i suoi bisogni materiali, ma anche sociali».

25.000 euro per...

Cosa si potrà acquistare se si riuscirà a raccogliere i 25.000 euro? Strumenti musicali, la lavagna multimediale, i tablet, il palco e quello che serve per preparare e organizzare gli eventi-laboratorio. Saranno otto in luoghi pubblici gratuiti e aperti a tutti: feste collettive con musica, clown, risate per ritrovare luoghi comuni in cui vivere e far partire percorsi d’arte e di supporto scolastico e sociale per chi ne ha maggiormente bisogno.

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