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21. 01. 2022 17:53

Riapre il Teatro Lirico, il direttore Forte: «Ci sarà ogni forma artistica»

Aprirà il 22 dicembre dopo un'assenza durata 22 anni

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Il conto alla rovescia è iniziato, il 22 dicembre il Lirico riaprirà i battenti dopo una lunghissima assenza durata 22 anni. Per i milanesi l’appuntamento con il ritrovato teatro sarà qualche giorno prima, come spiega a Mi-Tomorrow il direttore Matteo Forte che ha assunto il compito di rinverdire i fasti del passato.

Teatro Lirico, parla il direttore Matteo Forte

Quale clima avverte?

«C’è grande partecipazione, le vendite stanno reggendo bene nonostante l’aumento dei contagi».

Come sarà l’inaugurazione?

«Abbiamo pensato di aprire il teatro per due giorni: il 18 e il 19 si potrà visitarlo, sarà l’occasione per i milanesi di rivedere un edificio chiuso dal ‘99».

Esiste il rischio che dopo tanto tempo si sia perso il legame con il Lirico?

«No, lo dico in base all’esperienza al Teatro Nazionale, che dirigo: dopo la chiusura abbiamo ripreso molto bene nonostante sia un teatro che non ha lo stesso valore simbolico che vanta il Lirico».

Parliamo della programmazione.

«E’ caratterizzata da spettacoli accessibili per chiunque in termini di costo. Per quanto riguarda i contenuti ci sarà ogni forma artistica, dai concerti alla prosa, dalla danza al canto».

Quale sarà il target del pubblico?

«Vogliamo avvicinare tutti ma una nostra ambizione è di portare i giovani, siamo vicini alla Statale, c’è uno scambio d’interessi. Inoltre abbiamo tante iniziative come la partnership con l’Accademia della Musica, il Campus estivo con i giovanissimi dove fanno recitazione».

Il Lirico è stato storicamente il secondo teatro della città dopo la Scala: è una definizione superata?

«Sì, è datata, anche perché noi faremo la lirica».

Come sarà la vostra lirica?

«Proporremo opere accessibili a tutti, spettacoli di natura diversa rispetto a quelli che presenta il cartellone della Scala, anche se voglio precisare che non vogliamo fare concorrenza a nessuno, la nostra sarà un’offerta complementare. Anche in questo caso puntiamo sui giovani, penso a una Boheme con commistioni suggerite dai giovani studenti di Brera, della Civica Claudio Abbado».

Ci sarà spazio per eventi pubblici?

«Noi apparteniamo ad una rete pubblica ma agiremo in totale indipendenza, per cui posso già dire che non ospiteremo eventi di carattere politico».

E di carattere culturale?

«Quelli si, in particolare in accordo con le grandi istituzioni della città come il Museo del ‘900, il Gam, la Triennale, le università».

Come si arriverà in teatro? I parcheggi sono pochi…

«A parte che in centro con l’auto si gira poco, direi che in teatro si va come nelle grandi città europee: prendendo i mezzi pubblici».

Ci può fare qualche anticipazione degli spettacoli che vedremo?

«Sinora non le abbiamo fatte ma posso dire che ci saranno grandi spettacoli, questo teatro ripartirà in coerenza con la sua grande storia».

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