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28. 01. 2022 23:22

Da Youtube a “Chi ha incastrato Babbo Natale?”, ecco Gianluca Cofone: «Milano, ora fammi sfilare»

Protagonista del nuovo film di Alessandro Siani in uscita il 16 dicembre: «Sono estroverso e abbatto tutti i muri»

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«Chi ha incastrato Babbo Natale?». È giunto il momento di chiedercelo, dal momento che il prossimo 16 dicembre il nuovo film di Alessandro Siani uscirà nelle sale e avrà tra i protagonisti Diletta Leotta, Angela Finocchiaro e un gigantesco Christian De Sica nel ruolo di Babbo Natale. Al fianco di Siani gli immancabili folletti e, tra loro, un coreografo che gli insegnerà a ballare, interpretato da Gianluca Cofone.

“Chi ha incastrato Babbo Natale?”, intervista a Gianluca Cofone

Attore, youtuber, creator digitale e animatore, Cofone è affetto dalla nascita da nanismo acondroplasico, una caratteristica che, non senza fatica, è riuscito a trasformare in “plus” sino a diventare un’icona della rete, con milioni di like e views sui suoi canali ufficiali.

Gianluca, cosa sognavi da bambino?
«Tutt’altro. Io amo il calcio e sognavo un futuro nello sport, ma ho dovuto mollare a causa delle mie disabilità fisiche».

Quando hai capito di poter diventare un artista?
«Ho iniziato a crederci quando ho aperto il mio canale Youtube circa sei anni fa: in poco tempo ho capito che i miei video piacevano molto. Ho preso sempre più coraggio e ho iniziato a lavorare nell’intrattenimento, poi sui set cinematografici, negli spot e nei programmi tv fino alla botta di fortuna che mi è capitata l’inverno scorso, quando sono stato scritturato per lavorare con Siani e De Sica».

Com’è stato lavorare in questo film?
«Non capita tutti i giorni di avere a che fare con artisti come loro, ma ho la particolarità fisica di essere nano, faccio questo lavoro e non siamo in tantissimi. Le riprese sono durate tre mesi: all’inizio è stata dura a livello emotivo, ma ho un carattere piuttosto estroverso, amo il dialogo e mi piace tantissimo stare a contatto con la gente».

Come hai vissuto, invece, la pandemia?
«È stato lancinante: io faccio animazione e per i locali è stata durissima. È mancato mio nonno a cui ero molto legato e ho preso il Covid anch’io, proprio all’avvio delle riprese del film. Per fortuna Siani mi ha aspettato fino a che non mi sono negativizzato».

Un messaggio per affrontare le avversità?
«Da adolescente ho patito tanto, perché più sei giovane e più i giudizi delle persone ti colpiscono. Col tempo ho capito che, a parte qualche centimetro di statura, non mi manca nulla. Sono stati fondamentali i miei genitori e gli amici, ma il vero consiglio è di parlare sempre dei propri problemi, perché tenersi tutto dentro fa male».

Che rapporto hai con Milano?
«Milano è conosciuta per la settimana della moda: io vorrei sfilare. Ho avuto l’opportunità di farlo nell’anno della pandemia, poi fortunatamente hanno chiuso tutto (ride, ndr), ma questi erano i progetti. Chissà, un domani…».

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