san siro
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All’incontro per San Siro ci saranno Inter e Milan, probabilmente con l’ad nerazzurro Alessandro Antonello e il presidente rossonero Paolo Scaroni. Ci sarà il Comune, a cominciare dal Municipio 7. E ovviamente ci saranno i cittadini. L’appuntamento per il primo vero confronto pubblico sul futuro dell’attuale stadio Meazza e sull’ipotetico nuovo stadio è in programma martedì sera, alle 18.30, nella sede dell’ex Consiglio di Zona in via Anselmo da Baggio 55.

 

A promuovere quest’incontro è il presidente del Municipio 7, Marco Bestetti, alla guida da pochi mesi anche dei giovani di Forza Italia. «Il confronto con la città è un passaggio obbligato», spiega a Mi-Tomorrow.

Con quale spirito ha convocato l’incontro?
«Il tema centrale di quest’incontro è avviare l’operazione trasparenza che abbiamo lanciato dieci giorni fa con lo studio d’architettura DONTSTOP è venuto a presentare il progetto di ristrutturazione di San Siro, commissionato nel 2015 dall’Inter».

Crede che fin qui ci sia stata poca trasparenza?
«Ritengo che oltre alle società e al Comune, ci debba necessariamente essere il coinvolgimento diretto e reale dei cittadini, intensi non solo per i residenti del quartiere, ma di tutti i milanesi».

Un’assemblea per avviare una consultazione?
«Auspico che ci sia grande partecipazione perché tutti devono dire la loro. Non accetteremo scelte calate dall’alto e preconfezionate. Di certo, va superato il meccanismo elitario dell’evento di qualche giorno fa al Politecnico che è stata più un’operazione di marketing che altro».

Come giudica fin qui l’atteggiamento dei club?
«Finora Inter e Milan hanno fatto un monologo, un legittimo monologo che ora vorremmo trasformare in un dialogo nel miglior interesse della città».

La sua posizione pende a favore di un Meazza ristrutturato?
«Allo stato non ho elementi per convincermi che il Meazza debba essere raso al suolo: voglio avere la certezza tecnica che non ci siano alternative. A Londra Wembley è stato raso al suolo, ma ci sono altrettanti autorevoli casi di profondi restyling. Mi spieghino e mi convincano che il Meazza vada trattato come Wembley».

In caso di uno stop del Comune per un nuovo stadio, le società potranno scegliere di andare a farselo fuori Milano…
«Superiamo la logica del “prendere o lasciare”. Qui serve una proposta in contradditorio con la città. Non accetteremo mai una pistola puntata alla tempia. L’incontro di domani, così come la richiesta una perizia tecnica sull’attuale stadio, rientra in questo percorso».

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Freddezza bipartisan

Chiesta una perizia per il restyling del Meazza

Parallelamente al confronto con la città, il Consiglio Comunale sta vagliando i progetti presentati da Inter e Milan per il nuovo stadio. Un primo segnale è arrivato dalla commissione Urbanistica di Palazzo Marino con la richiesta bipartisan di una perizia da parte di un ente terzo che chiarisca tempi e costi di una riqualificazione dell’attuale Meazza. I consiglieri, infatti, non sarebbero convinti delle tesi dei due club, secondo cui una ristrutturazione sarebbe onerosa e porterebbe a uno stop del gioco di quattro anni.

La Lega, inoltre, minaccia il ricorso alla Corte dei Conti pur di salvare San Siro: «Ci appelleremo se l’amministrazione comunale deciderà di cedere lo stadio di San Siro alle squadre Inter e Milan ad una cifra che riteniamo non adeguata come quella di 70 milioni di euro», ha annunciato il capogruppo e parlamentare del Carroccio, Alessandro Morelli.


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