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01. 12. 2022 00:20

Cannabis: “Stati Generali” e “Le ragioni del no”, la politica si divide ancora

Guerra dei convegni sulla liberalizzazione dopo il gesto provocatorio del consigliere comunale Nahum davanti a Palazzo Marino

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Voleva essere un gesto provocatorio e così è stato quello che lo scorso 7 aprile ha visto come protagonista il consigliere comunale del Pd, Daniele Nahum che ha acceso uno spinello davanti a Palazzo Marino. L’obiettivo, come ha spiegato, è sostenere la legge che consente la coltivazione di cannabis in casa per uso personale. Da subito è arrivato il sostegno di gran parte del centrosinistra, sindaco compreso, che si è schierato su posizioni antiproibizioniste. In gioco c’è la liberalizzazione della cannabis, finora consentita solo nella forma light.

Quale che siano gli sviluppi della legge in esame a Roma, su cui la Lega ha annunciato un’opposizione intransigente che può arrivare fino a lasciare il governo, c’è da dire che la provocazione di Nahun ha sortito i primi effetti, quantomeno a Milano. Alla due giorni di dibattiti denominata “Stati Generali” promossa dall’esponente del Pd ha subito risposto il fronte proibizionista che, con il Centro studi Rosario Livatino e il network di associazioni “Ditelo Sui tetti”, ha organizzato un convegno a Palazzo Lombardia, nella Sala del Gonfalone, alle 18.15: propone una riflessione alternativa, a sostegno delle ragioni del no alla legalizzazione.

cannabis

Il programma prevede le relazioni di Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni-Centro Nazionale di Informazione Tossicologica, Antonio Maria Costa, già Vice segretario ONU e Direttore Esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine-UNODC, Alfredo Mantovano, Vicepresidente del Centro Studi Rosario Livatino e infine Elena Chiaron, psicologa e esponente della Comunità Promozione Umana Onlus di Milano. Piccolo particolare: i due convegni si svolgeranno stasera, quasi in contemporanea, quello antiproibizionista proseguirà anche domani. In attesa che a Roma la politica prenda le decisioni a Milano si discute, a conferma che il tema è caldo e merita di essere trattato con la dovuta attenzione.

Cannabis, il sindaco si defila: «Non è una priorità»

Non ci sarà il sindaco Beppe Sala agli Stati Generali. «Mi ha scritto Nahum. Capisco che lo faccia, non so se in questo momento questa sia la priorità – ha affermato -. Io mi sono già espresso parecchie volte a favore della liberalizzazione ma in questo momento la mia agenda personale prevede di stare concentrato su una serie di altre cose. Non potrò andarci». Una risposta che ha deluso gli organizzatori che contavano sulla sua presenza e che lascia qualche interrogativo sul motivo: forse c’è la volontà di non affrontare un altro tema delicato dopo l’annuncio fatto al Gay Pride di volere registrare i figli di coppie omogenitoriali nati in Italia.

Cannabis, due giorni di dibattiti con ospiti illustri

Si inizia questo pomeriggio e si va avanti tutta la giornata di domani con dibattiti, convegni e testimonianze a supporto della legalizzazione della cannabis in Italia. Sono gli “Stati Generali sulla Cannabis”, un ’iniziativa è promossa dal Consigliere e Vice-Presidente della SottoCommissione Carceri del Comune di Milano Daniele Nahum, supportata da Justmary, principale delivery di Cannabis Light in Italia, e organizzata dall’Agenzia Energie Sociali Jesurum.

Presenti i direttori di Opera, San Vittore, Bollate

I temi in discussione sono le criminalità organizzata-mafie, il sovraffollamento delle carceri, l’aspetto terapeutico e le ricadute economiche. Diverse le autorità che parteciperanno al dibattito: dai Direttori dei Carceri di Opera, San Vittore e Bollate, al Direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Oxford, passando per il Vicesegretario Nazionale del Partito Democratico Peppe Provenzano.

Si inizia stasera, domani dibattiti tutto il giorno

L’appuntamento è in Via Senato stasera a partire dalla 17.00 fino alle 20.30 mente domani si inizia alle 11.00 e si andrà avanti fino alle 21.00. Grazie al supporto della Start Up Wikipoint sarà possibile seguire l’iniziativa nella ricostruzione di ‘Piazza Duomo’ nel Metaverso.

Cannabis, Nahum (Pd): «Occorre fermare le mafie»

cannabisAlla prima esperienza in consiglio comunale ha già dato la scossa con un’iniziativa che fa ricordare la sua passata militanza radicale. Daniele Nahum, 38 anni, esponente del Pd, ne spiega le ragioni.

Come nasce questo convegno?

«Dal desiderio di sostenere la legge in esame a Roma in commissione Giustizia».

Quali sarebbero i vantaggi della legalizzazione della cannabis?

«Nelle carceri ci sono 16mila detenuti per le droghe leggere, il 30 % è detenuto per la violazione del testo unico sulle droghe: la nostra riforma sarebbe un argine al sovraffollamento e avrebbe una grande efficacia nella lotta alla criminalità».

Da cosa lo deduce?

«C’è l’esperienza della liberalizzazione in California: se avvenisse anche in Italia riusciremmo a sottrarre 7 miliardi di business alle mafie e riusciremmo a fare entrare 10 miliardi nell’economia legale».

Magari le mafie riuscirebbero lo stesso a realizzare affari.

«Per ora assistiamo ad un aumento degli introiti della criminalità che, tra l’altro, costa allo Stato 800 milioni solo per indagare su questo tipo di reati».

Altri argomenti?

«La questione terapeutica: spesso non c’è disponibilità di cannabis nelle farmacie».

Si potrebbe ovviare con una maggiore organizzazione.

«Sì ma intanto capita che il malato non trovi la cannabis».

Sul piano morale è lecito mettere in commercio una sostanza che fa male?

«Il tasso tossicologico della cannabis è inferiore a quello dell’alcol: ogni giorno muoiono 58 persone per abuso di alcol, a dimostrazione che è l’abuso che fa male».

La cannabis comunque agisce sulla mente.

«L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato di togliere la cannabis dalla lista delle sostanze dannose. Detto questo noi diciamo che è necessario fare prevenzione».

Qual è il livello di consumo delle droghe leggere a Milano?

«Non saprei di preciso ma è molto alto».

Quale messaggio volete mandare dagli Stati Generali?

«La legalizzazione è legata all’informazione e alla responsabilità: dobbiamo fare prevenzione senza proibire niente».

Il sindaco Sala ha detto che non ci sarà.

«Quando ho fatto il mio gesto di fronte a Palazzo Marino disse che il tema riguardava non solo la cannabis ma tutte le droghe e che era favorevole agli Stati Generali».

Poi cosa è successo?

«Ha cambiato idea».

La sua assenza avrà ripercussioni sui lavori?

«Guardi, per me questo tema è una priorità, basta vedere com’è la situazione a San Vittore, Opera e Bollate per rendersene conto».

Cannabis, Moretti (JustMary): «Droghe legali meno dannose dell’alcol»

cannabisMatteo Moretti, co-fondatore e ceo Justmary, principale e primo delivery di cannabis light a Milano, è un pioniere della legalizzazione delle droghe leggere: logica la sua presenza agli Stati Generali.

Facciamo un bilancio della sua attività?

«E’ buono, siamo passati dai 35.000 euro del 2018 al milione e mezzo attuale».

Quanto ha influito il lockdown?

«Durante quel periodo abbiamo decuplicato la nostra attività, siamo passati da 20 ordinazioni al giorno a 500».

Effetto del disagio che si viveva in quel periodo?

«Diciamo che c’è stato anche un altro effetto: coloro che prima si rivolgevano al mercato illegale per procurarsi la marjuana erano costretti a rivolgersi a noi».

Secondo lei erano tanti?

«Veda, il mercato illegale della cannabis vale 25 miliardi: se solo si applicasse un’accisa del 30% avremmo oltre 6 miliardi di tasse, per non parlare della nuova occupazione, l’indotto, l’impulso all’agricoltura».

Esiste anche un risvolto morale di cui tenere conto.

«Ricordo che fanno molti più morti il tabacco e l’alcol».

Quindi vede con favore il disegno di legge in discussione in Parlamento?

«No perché non ci porta da nessuna parte, potere coltivare quattro piantine non serve a nulla, è un contentino».

Cosa propone?

«La depenalizzazione, il mio modello è la California».

Non pensa che l’apertura alle droghe leggere possa indurre al consumo anche di quelle pesanti?

«Non credo che facciano apripista, la California lo dimostra».

Quale mercato avrebbero le droghe leggere?

«Un mercato molto importante, secondo me arriverebbe a superare quello del vino».

Uno degli argomenti pro cannabis è la sottrazione del mercato alle mafie: c’è la riprova?

«Laddove sono state abbandonate le politiche proibizionistiche sono stati sottratti gli affari alla criminalità. Inoltre si è raggiunto un notevole risultato sotto il profilo della qualità del prodotto».

Le droghe legali sarebbero più salutari?

«Sarebbero più sicure perché più controllate, al contrario di quelle consumate oggi che sono tagliate: anche in questo caso abbiamo l’esempio del proibizionismo americano degli anni ’20 quando veniva inondato il mercato di alcolici di bassa se non pessima qualità».

Ci abitueremmo subito alla marjuana legale?

«Credo di sì, forse ci sarà qualcuno che ne resterà meno attratto in quanto è venuto meno il fascino del proibito: sono cose da verificare».

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