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29. 05. 2024 18:04

InterCity per le stelle: tredici anni dopo è di nuovo finale di Champions League

Tredici anni dopo i nerazzurri sono di nuovo in finale di Champions League. Con davanti una montagna da scalare. Guardiola e i suoi cambiamenti, Inzaghi e i suoi dogmi: da Milano all'Ataturk per una gara senza domani, nell'annata più inattesa. Maxischermo “sold-out” a San Siro

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Il regalo inatteso del 2023. Una finale di Champions League, nel pieno dell’era della sostenibilità, dei fondi e proprietà straniere nel cui business plan si conta il centesimo di euro, spesso legando il periodo estivo a telenovele di mercato che riguardano gli addii prima ancora degli arrivi. Eppure Milano, già dopo i quarti di finale, era certa di avere in mano un biglietto per Istanbul. Lo ha strappato l’Inter, vincendo l’Euroderby due volte, riscattando le sconfitte dei due incroci precedenti in Europa.

Champions League, il momento è arrivato: domani c’è Manchester City-Inter

Una squadra partita dalla terza fascia nei sorteggi e per questo punita dall’urna d’agosto con un girone di ferro. Bayern Monaco e Barcellona, due colossi economici e sportivi, entrambi vincitrici del proprio campionato quest’anno. L’Inter ha superato la prima montagna e una volta scavallato l’inverno ha pescato qualche salita meno ripida, le portoghesi Porto e Benfica, fino al Milan superato due volte su due senza subire gol. Adesso il sentiero si fa impervio, però. La montagna che si ha davanti ha fattezze che sanno d’impossibile. Un gigante a cui per entrare nella storia di questo sport manca giusto di raggiungere l’ultima cima, la Champions League.

Se il City fosse il monte Rushmore, avrebbe i volti di Guardiola, di Haaland, ma sarebbe difficile fermarsi alla quarta faccia scolpita. Cangiante, ogni anno, nel modellare la sua creatura, il tecnico catalano ha estratto nuovi simboli dalla roccia: Stones davanti alla difesa, Gundogan cecchino coi suoi inserimenti. Rispetto alla finale persa due anni fa conta ancora su certi pilastri rimasti al loro posto. Ederson, Ruben Dias, Bernardo Silva, sono tuttora il cuore della squadra.

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Inzaghi, più dogmatico del collega nelle convinzioni, ha delle risorse a cui chiederà frutti anche oltre l’auspicabile. Perché già essere a Istanbul è ben oltre i pensieri più rosei, eccezion fatta per gli inguaribili ottimisti come Onana o Lukaku. La base per provarci è la fiducia, il credere di essere forti al di là di quel che dimostreranno gli altri. Non ci sono defezioni, il gruppo è compatto, al massimo c’è qualche acciacco che potrebbe suggerire a Inzaghi di partire con Brozovic e non Mkhitaryan, mentre davanti Dzeko è favorito per affiancare Martinez (Lukaku ha prenotato un posto in campo dopo l’ora di gioco).

A Istanbul l’Inter è arrivata ieri. In città c’erano già il pullman della squadra, la coreografia della Curva Nord spedita in una sessantina di pacchi. Gli interisti saranno 20.000 all’Ataturk e 43.000 (i biglietti si sono volatilizzati) per il maxischermo a San Siro. Le vecchie glorie che oggi sfileranno per le attività della vigilia. Tutto farà contorno all’evento, dalle 21.00. Domani. Per una partita che di domani non ne ha.

Manchester City-Inter, le probabili formazioni della finale di Champions League

MANCHESTER CITY (3-2-4-1): Ederson; Walker, Dias, Akanji; Stones, Rodri; Bernardo Silva, De Bruyne, Gundogan, Grealish; Haaland. All. Guardiola

INTER (3-5-2): Onana; Darmian, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Dimarco; Dzeko, Martinez. All. Inzaghi

Champions League, dalla City per il City: Milano Blue Moon raccoglie i tifosi italiani del club di Manchester

I tifosi italiani del Manchester City hanno cuore milanese. Si chiamavano Italian Blue Moon, quando nacquero nel 2007 da un’idea del fondatore Renato Tubere. Da tre anni a questa parte si sono “geolocalizzati” in Lombardia, diventando Milano Blue Moon.

«Una richiesta specifica da parte del board che gestisce tutti i club del mondo legati al City – spiega Alex Mariani, vice presidente dell’unica branch italiana riconosciuta daila società – Siamo in tutto una quarantina provenienti da tutta Italia. Due di noi hanno in mano i biglietti per Istanbul e saranno presenti all’Ataturk per la finale di Champions League».

Gli altri si ritroveranno in Italia, ma non a Milano. La sede del club è infatti il Bootleg Pub nel capoluogo lombardo, ma non in esclusiva. Per l’atto conclusivo della Champions League diventerà covo del tifo interista. Motivo per cui la fazione milanese dei Citizens fans si trasferirà a Modena al Birrlandina, di proprietà di uno dei soci.

Champions League, il commento: l’ossessione che potrebbe sovvertire i pronostici

di Massimo Balsamo

C’è chi pensava già alla possibilità di poter disputare un’Europa League da protagonista, ma anche chi accenava un sorriso pensando alla definitiva uscita dalle coppe così da poter pensare esclusivamente al campionato. Queste le reazioni principali dopo il sorteggio dei gironi di Champions: gruppo C con Bayern, Barcellona e Plzen. Due tra le squadre più forti in Europa nel gruppo, speranze per il passaggio alla fase ad eliminazione diretta pressochè nulle. Difficile cambiare idea dopo le prime uscite in campionato, dal ko con la Lazio alla débâcle contro l’Udinese.

Grande amarezza anche per la prima europea, sconfitta interna per 0-2 contro il Bayern. Ma poi qualcosa è scattato, soprattutto in Champions League: difesa blindata, centrocampo a pieno ritmo e attacco in palla. Il doppio confronto con il Barcellona come spartiacque: 1-0 all’andata e 3-3 al ritorno. Nessuna pazzia nel resto del cammino: secondo posto alle spalle dei bavaresi e saluti ai catalani allenati dal tracotante Xavi. Senza dimenticare la clemenza dei sorteggi, da quel momento è iniziato il percorso da favola.

Fuori il Porto agli ottavi, fuori il Benfica ai quarti, rivincita dopo vent’anni contro il Milan in semifinale. Quattro vittorie e due pareggi, prestazioni di carattere e di qualità senza mai sbandare. L’Inter è arrivata in finale con merito e la partita contro il Manchester City rappresenta già di per sè una vittoria. Quella di Guardiola è la squadra più forte del mondo, ha vinto cinque Premier League negli ultimi sei anni e ha sperperato centinaia di milioni di euro per un unico obiettivo: vincere la Champions. Gli inglesi partono nettamente favoriti, non v’è dubbio. Ma come ricordato da Dimarco, citando Mourinho, i Citizens sono nel territorio dell’ossessione, un fattore che potrebbe aiutare i nerazzurri. In una finale conta quello che fai nei 90 minuti, non contano la storia, il palmares o il freddo denaro. E l’Inter più di una volta è stata in grado di sovvertire i pronostici…

Champions League, Manchester City-Inter. I tifosi nerazzurri: «Partiamo stanotte, sembra un sogno»

Attesa e speranze dei founder della pagina social Inter Per Sempre

Simone Togna

Roberto Novella e Samuel Baccarini rappresentano perfettamente quel “te l’ho promosso da bambino” che ogni vero tifoso interista intona per la propria squadra del cuore. I due giovani milanesi, tra un impegno lavorativo e l’altro, nel corso degli anni si sono sempre ritagliati del tempo per seguire i propri beniamini. Dalle partite a San Siro al dare il benvenuto ai nuovi innesti. Dal girare i video della squadra in partenza per le trasferte italiane e straniere, ai selfie scattati con i calciatori in quel di Appiano.

La loro passione si è esplicitata con prepotenza con la pagina Inter Per Sempre, dove ogni contenuto trasuda senso di appartenenza ed interismo: «Non potevamo mancare ad Istanbul. Sinceramente ci sarei andato anche in bicicletta. E non è un modo di dire. Ci pensavamo già dai quarti di finale, dopo l’estrazione del tabellone. Per questi ci siamo mossi per tempo, con un gruppo di amici dell’Inter Club di Brugherio, con cui partiremo, senza spendere le cifre folli che girano – spiega Roberto –. Stanotte partiremo in macchina per Basilea, da lì il volo diretto per Istanbul. Arriveremo in Turchia nel pomeriggio, una breve tappa in hotel e poi dritti all’Ataturk, con la speranza di vivere una serata che sicuramente sarà indimenticabile. È un sogno, ma ci crediamo. Siamo a 90 minuti dalla vittoria in Champions, il City è più forte e parte favorito, ma possiamo battere i nostri avversari. Zero paura. Confido che Lautaro possa decidere il match».

Sulla stessa lunghezza d’onda del suo amico, il pensiero di Samuel: «Le sensazioni sono difficili da spiegare. Confesso, però, che sono settimane che penso solo a questa partita. L’ansia cresce sempre di più. E non smette. Sa, l’Inter è tutto per me. Praticamente l’amore della vita, sembra strano da dire ma è seriamente così. Qualora dovessimo vincere la Champions sarebbe impossibile non farsi un tatuaggio per rendere ancora più indelebile un momento per me già adesso molto più che speciale».

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