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Milano
08. 12. 2022 23:07

L’invasione dei monopattini a Milano: nessuno pensa alla provincia

Sono ben 6mila quelli che possono circolare in città, ma non sarebbe utile farli usare anche a chi proviene da fuori?

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Sono ben seimila i monopattini che i cittadini di Milano possono utilizzare. Un numero elevato,  se si pensa alla dimensione della città, raggiunto dopo l’arrivo dell’ultimo operatore del settore, Bolt. Operatore annunciato trionfalmente dallo stesso Comune di Milano con una nota ufficiale: «I cittadini e le cittadine milanesi – si legge – hanno da oggi a disposizione altri 750 monopattini elettrici in condivisione per muoversi nei quartieri. Struttura verde, manubrio nero, Gps integrato, sono i mezzi della società Bolt. Si tratta dell’ottavo operatore autorizzato dal Comune a svolgere questo servizio pubblico. Con i nuovi arrivi il parco complessivo di monopattini free floating attivato a Milano raggiunge quota 6mila».

Le zone dove possono circolare 

I mezzi di Bolt, così come praticamente quelli di tutti gli altri operatori, serviranno l’area interna alla Cerchia filoviaria della 90/91 ed alcune zone esterne alla circonvallazione, fra le quali Città Studi, Lambrate, Argonne, Corvetto, Scalo Romana, Bovisa e Zara/Testi. Bene, verrebbe da dire: nella città che dice di no all’utilizzo dell’auto di proprietà (ma che poi chiude la metropolitana dello stadio San Siro a mezzanotte durante un Milan-Napoli da oltre 70mila persone…) avere così tanti mezzi in sharing a disposizione non può che essere positivo. Rimane, però, da chiedersi una cosa: ma perché nessuno pensa ai pendolari? Perché a nessuno viene in mente, ad esempio, che un utente di Cesano Boscone, Novate Milanese, Arese e chi più ne ha più ne metta, possa essere interessato a recarsi a Milano in sharing. Se sono questo, ovviamente, fosse disponibile nel suo paese, chiaramente.

monopattini elettrici

Un servizio che ha già tre anni di anzianità (ma che non pensa all’hinterland) 

A Milano, oggi, sono questi gli operatori arrivi per il sharing dei monopattini elettrici: Bolt, Bit, Helbiz, Bird, Dott, Lime, Voi e Tier, operatori che hanno risposto positivamente all’avviso pubblico promosso da Palazzo Marino nel 2019 per la sperimentazione della circolazione su strada «… di dispositivi per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica». In tre anni nessuno ha pensato all’hinterland, a quei paesi dove non arriva la metropolitana (vedi Pero, Rho e altri paesi). Come pensate che possano mai raggiungere le stazioni dei treni, del passante ferroviario o, magari, la stessa Milano: ovviamente con i mezzi propri, con quell’auto di proprietà che il Comune vorrebbe non far usare ai cittadini. E in futuro difficilmente accadrà qualcosa di nuovo: «Con l’ingresso dell’ottavo operatore si esaurisce dunque il numero di dispositivi autorizzabili per la sperimentazione della mobilità elettrica in sharing a Milano» fa sapere il Comune di Milano. Come dice, game over.

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