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29. 11. 2022 05:28

Luis Fernando Ruggieri ucciso al Carrefour di Assago: il sottile equilibrio della fatalità

L’urlo di dolore del padre: «Pugnalato alla schiena da un pazzo»

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È stato un incrocio di fatalità, l’essere nel più classico «posto sbagliato al momento sbagliato». Morire al supermercato, per colpa di uno squilibrato, Luis Fernando Ruggieri non lo meritava. Lui che, dipendente del Carrefour ucciso ad Assago, sorrideva sempre alla vita. Una persona con una grande forza d’animo, capace di laurearsi in lockdown, di vivere una vita tranquilla. Lui che, a quanto pare, in quel preciso momento non doveva nemmeno essere alle casse. 

Chi era Luis Fernando Ruggieri, il cassiere ucciso al Carrefour di Assago

Aveva 47 anni, Luis Fernando Ruggieri. Di origini boliviane, maturità conseguita al al liceo scientifico Piero Bottoni, aveva prima studiato Ingegneria informatica, per poi trascorrere oltre 20 anni in Esselunga. Poi, ripresi gli studi in pandemia, la laurea conseguita in pieno lockdown. A riprova dell’immensa forza d’animo di questo ragazzo, cresciuto nel nulla e che nel nulla, purtroppo, se ne va per mano di un pazzo accoltellatore.

L’accaduto al Centro Commerciale di Assago

Giovedì sera, intorno alle 19, il 46enne Andrea Tombolini ha afferrato un coltello da un espositore all’interno del Carrefour del centro commerciale MilanoFiori di Assago e ha colpito cinque persone, tra le quali anche il calciatore del Monza, Pablo Marì. A rimetterci, però, è stato Luis Fernando Ruggieri, che in quel momento si trovava in cassa; lui che, di norma, invece lavorava nel reparto delle acque minerali. Dal 2017 abitava con la compagna a Trezzano sul Naviglio, dall’estate scorsa si era ritrasferito a Milano: «Era mio figlio, un bravo ragazzo, un lavoratore, pugnalato alla schiena da un pazzo», ha detto il padre Federico Ruggeri. «L’ho adottato da piccolino, l’ho amato sempre e lui mi voleva un bene dell’anima».

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