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16. 06. 2024 10:59

Michela Murgia si è spenta a 51 anni. Il discorso alla Prima della Scala nel 2020: «L’opera non è per ricchi»

La scrittrice e attivista aveva parlato di arte, di donne, di poveri ed emarginati

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Michela Murgia, una delle scrittrici più influenti degli ultimi tempi, è scomparsa all’età di 51 anni. Era malata da tempo: lei stessa, nei mesi scorsi, aveva rivelato di essere affetta da un carcinoma renale inoperabile al quarto stadio. A metà luglio aveva sposato il compagno Lorenzo “in articulo mortis”. E mentre oggi l’Italia intera piange la sua scomparsa, la città di Milano non può che ricordare il suo toccante discorso tenuto al Teatro alla Scala il 7 dicembre del 2020.

Michela Murgia e il discorso al Teatro alla Scala

Al Teatro alla Scala, la scrittrice e attivista Michela Murgia era stata invitata a tenere il discorso di apertura in occasione della Prima. Un discorso che era piaciuto a molti e che aveva lasciato sicuramente un’impronta. Era il 7 dicembre del 2020 e le sue parole venivano trasmesse in diretta nazionale dal più noto teatro meneghino.

«L’opera lirica è uno spettacolo ricco, non per ricchi. Non bisogna farsi ingannare dai costumi suntuosi o dall’imponenza della musica o dalla doratura degli stucchi e dei teatri. La verità è che la povera gente e le classi popolari sono sempre andate a vedere spettacoli. La musica classica è un’arte per tutti, perché ci si riconosce nei secoli». Così aveva iniziato il suo discorso Michela Murgia.

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«I libretti d’opera – aveva proseguito –hanno raccontato le avventure degli emarginati […]. I padroni nelle opere di Mozart mostrano l’inizio della crisi di una società che fino a quel momento si era retta solo sulla disuguaglianza dei diritti sociali. Ma è alle donne e attraverso le donne che l’opera lirica trasmette il suo messaggio più rivoluzionario».

Michele Murgia: «Nei libretti le eroine spesso muoiono»

«C’è una storia corale di riscatto, di dialogo col nostro presente nelle opere. Basta ascoltarla. Nota dopo nota apparirà chiaro che Madama Butterfly mette in scena il dramma di una sposa bambina venduta dalla famiglia. Tosca – aveva continuato Michela Murgia – anticipa il movimento Mee Too mostrandoci l’arroganza del potere che pretende, con la minaccia, di ottenere quello che si può dare solo col consenso».

«Ma anche le nozze di Figaro comincia con una serva che confessa al fidanzato le molestie del padrone. La crudeltà della vicenda della Traviata mette alla berlina l’ipocrisia borghese che alle donne ancora oggi perdona tutto tranne la libertà. Nei libretti le eroine spesso muoiono, perché nelle società che vengono messe in scena il solo posto di una donna che vuole essere pienamente se stessa è la tomba».

Infine la scrittrice e attivista Michela Murgia, quel 7 dicembre 2020, in un Teatro alla Scala vuoto, aveva concluso così il suo discorso di apertura della Prima: «Il teatro d’opera è il luogo in cui il silenzio dei diseredati si è trasformato in un acuto potente, che ha vibrato nei secoli ininterrotto, fino a spezzare le certezze cristalline dei signori di ogni tempo. Questo fa l’arte: manda in frantumi il vecchio mondo e ci costringe a immaginarne uno dove le opportunità di essere felici appartengono finalmente».

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