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25. 06. 2024 13:15

Il mondo della musica scende in piazza. Flash mob davanti al Duomo

Levante, Agnelli, Diodato e tanti altri artisti hanno organizzato un flash mob davanti al Duomo per chiedere un intervento concreto per il mondo della musica

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Oggi sarebbe stata la Festa della Musica, ma purtroppo non resta altro che un assordante silenzio. Il coronavirus ha messo ormai da mesi in ginocchio il settore dell’intrattenimento. Così quest’oggi tanti lavoratori dello spettacolo, tra cui manager, tecnici e gli stessi artisti si sono ritrovati in Piazza Duomo per sensibilizzare sulle precarie condizioni in cui versa l’intera categoria.

Flash mob. Davanti al Duomo erano presenti tanti volti noti: Diodato, Lodo Guenzi, Manuel Agnelli, Levante e tanti altri. Tutti rigorosamente vestiti di nero a sottolineare il “lutto” che ha colpito la musica negli ultimi mesi: se il paese è ormai in fase 3, la musica è ancora all’anno zero.

«È una domenica importante: usare una festa per rivendicare diritti è sempre una buona cosa – dice Manuel Agnelli, leader degli Afterhours – l’impatto economico della musica, che è già alto, potrebbe crescere ancora se ci fossero degli investimenti e se ci fosse una chiarificazione a livello legislativo e burocratico. Poi è prioritario che ci sia un’assistenza ai lavoratori intermittenti, che non hanno gli stessi diritti dei lavoratori assunti perché non possono ricorrere alla cassa integrazione: c’è gente a casa che non lavora e non ha sussidi o sovvenzioni».

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Il vincitore del Festival di Sanremo, Diodato, sottolinea come il mondo della musica sia al momento ignorato dalle istituzioni. «Il nostro è un mondo complesso e anche frammentato – racconta Diodato -, forse questo non semplifica il lavoro a chi deve cercare di risolvere certe problematiche. Abbiamo fatto delle proposte che sono state ignorate. Il momento è drammatico, ma probabilmente la musica viene considerata come secondaria in un momento del genere. Agli Stati Generali promossi dal governo per confrontarsi sulla ripartenza post Covid non c’è il mondo della musica e questa è una beffa».

La situazione è attualmente critica, ma ciò che sembra mancare è un confronto per trovare delle soluzioni concrete. «Il presidente del Consiglio dice abbiamo fatto divertire le persone – spiega Cosmo – abbiamo regalato arte durante il lockdown: ora basta con il lavoro gratuito. Il settore è in ginocchio, voglio finalmente sentir parlare di graduali e costanti riaperture, seguendo ovviamente le disposizioni sanitarie».

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