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04. 03. 2024 03:30

Pio e Amedeo, l’ultimo Felicissimo Show: «Milanesi, vi amiamo nel bene e nel male»

Si chiude agli Arcimboldi il tour da tutto esaurito di Pio e Amedeo che qui torneranno nel 2024. E che si preparano all’uscita del loro nuovo film

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Pungenti, irriverenti e lontani dal politically correct. Pio e Amedeo proseguono, un sold-out dopo l’altro, la cavalcata trionfale di Felicissimo Show, il tour che li vede protagonisti nei teatri italiani. Dopo tre tappe al Lirico Giorgio Gaber, è agli Arcimboldi – lunedì alle 21.00, sold-out – che il duo comico foggiano bisserà la presenza milanese. Ma è già pronto il ritorno, a grande richiesta, nel 2024 (27 febbraio, da 39 euro su ticketone.it).

Pio e Amedeo si raccontano a Mi-Tomorrow

Partiamo da Felicissimo Show.
Amedeo: «Ѐ il nostro marchio di fabbrica. In teatro se ne vedono pochi di veri varietà, in cui le risate sanno mescolarsi anche ai momenti di riflessione. Chi ci viene a vedere, lo sa, che tutto è condito con ironia, anche tagliente».

Eccessiva, in certi casi?
Pio: «Ci teniamo particolarmente alla libertà di parola, per noi artisti non dovrebbe essere mai ristretta o messa in discussione, soprattutto se si è comici, perché lo scherzo e l’ironia sono in grado di esorcizzare anche gli aspetti più negativi della vita».

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A chi vi rimprovera la totale assenza del politically correct, cosa rispondete?
A: «Sin dai tempi de Le Iene, e poi con Emigratis e Felicissima sera, la nostra è sempre stata una libertà di parola intenta alla risata, mai all’insulto. C’è una grande differenza. Troppo spesso ci si sente suggerire cosa si può dire e cosa no, onestamente credo che gli italiani siano stanchi di questo».
P: «Il nostro è un equilibrio tra irriverenza e comicità. Essere comici vuol dire anche sapere fin dove spingersi con intelligenza e rispetto, aspetti che non devono mai mancare».

E questo limite come lo marcate nello spettacolo dal vivo?
A: «Abbiamo un copione da seguire, ma spesso ci capita anche di improvvisare. Ad esempio, quando parliamo delle donne dello spettacolo che si vestono da paladine di cause sociali, come Bianca Balti o Giorgia Soleri, facciamo ironia sul fatto che per sentirsi emancipata una donna debba passare dai peli».

Tre date – sold-out – al Teatro Lirico Giorgio Gaber lo scorso ottobre. Come avete trovato la piazza milanese?
P: «Molto più calorosa di quella che ci aspettavamo. C’è da dire, però, che siamo abituati a esibirci in contesti in cui puoi non piacere ed essere giudicato con un certo pregiudizio. L’attenzione, da parte nostra, non deve mai mancare, poi qui a Milano sono tutti super attenti».
A: «Ci conforta il fatto che, a differenza del mondo della televisione, chi viene a teatro ha pagato un biglietto ed è già questo un segno di fiducia. E questo calore lo abbiamo trovato dal meridione al settentrione, senza alcuna esclusione».

Perché Felicissimo Show piacerà ai milanesi?
A: «Perché, a modo loro, sanno essere molto autoironici. Conoscono i loro difetti e sanno farsene una risata, nel corso dello spettacolo parliamo proprio di loro, nel bene e nel male».

A proposito di ironia milanese. In Belli ciao, la vostra pellicola del 2022, parlate proprio di questo.
A: «Ci siamo trovati a estremizzare la dicotomia nord-sud con la storia di due ragazzi cresciuti insieme nel paesino foggiano, divisi poi dalla decisione di uno dei due di intraprendere a Milano una carriera nell’alta finanza. L’altro è rimasto al sud».

Tu, Amedeo.
A: «C’è sempre qualcosa di autobiografico in quello che scriviamo. Effettivamente, chi ha lasciato Foggia per Milano è stato Pio, ma non certamente per l’alta finanza (ride, ndr)».

Pio, interpreti il milanese anche nella vita, quindi.
P: «Entrambi abbiamo provato a vivere qui, i primi tempi, con la famosa valigia di cartone e tante lacrime lasciate in Puglia. Io sono rimasto, Amedeo è tornato».
A: «Nel 2010 avevamo lasciato il posto fisso a Telenorba, rete locale che ci garantiva uno stipendio di 3mila euro al mese, per trovare la strada del successo al nord, come tanti».
P: «Abbiamo rischiato e ci è andata bene, visti i risultati, ma i primi mesi da soli qui sono stati duri».

Cosa ti ha fatto restare, Pio?
P: «L’inclusività di questa città. Milano ti regala la possibilità di sognare in grande, è una città per tutti. Ho scelto la zona dell’Arco della Pace per viverci, elegante e piena di vitalità».

Cosa ti ha fatto partire, invece, Amedeo?
A: «Tutti quegli inglesismi non facevano per me. Sono tanti quelli che tornano al sud, magari dopo una prima esperienza lavorativa e li rispetto davvero. Guadagnare 1200 euro e poi spendere 700 euro di affitto non è un aspetto da sottovalutare, ognuno deve trovare la soluzione migliore per la propria vita».

Il bivio tra partire o restare è il tema di Belli ciao, in effetti.
P: «Non possiamo fare a meno di mettere del nostro in quello che facciamo. Ricordo che avevamo girato le scene in una Milano spettrale, che stava uscendo lentamente dal periodo pandemico. Dal Bosco Verticale, ad esempio, vedevamo un traffico ridotto rispetto al solito».
A: «Ma per quei pochi che lavoravano anche bloccare il traffico per due minuti per le riprese fu una tragedia. Ci siamo presi parecchi insulti, qui si ammazzano di lavoro».

Quale profilo del milanese viene descritto?
P: «Quello che, inizialmente, ai rapporti umani preferisce i numeri e i guadagni. Piuttosto cinico, rude, anche senza coscienza».

Quello della “Milano liquida”, come viene definita.
P: «Quella che dà tutto e prende tutto. Quella in cui accetti tutto pur di non perdere l’attimo e di rimanere indietro».

Poi arriva la redenzione.
P: «Grazie all’arrivo di Amedeo, che lo aiuta a capire quali sono le reali priorità della vita».
A: «Il mio è un personaggio che all’arrivo a Milano riempie senza ritegno il piatto del buffet all’aperitivo, impreca quando vede i pomodori del supermercato importati dal Cile, disturba la vicina per avere una manciata di prezzemolo. Insomma l’anti-milanese».
P: «Raccontiamo quelle che sono le peripezie di chi ostenta tanto con soldi e potere, senza avere poi nulla di concreto tra le mani, né amore, né famiglia, in questo si racchiude la fragilità del mio personaggio».

Un filone narrativo che si ritrova anche Come può uno scoglio, il nuovo film in arrivo a fine dicembre.
A: «Siamo felici e orgogliosi di questo nuovo film, le cui riprese sono divise tra Treviso, Napoli, Roma e Gargano, la nostra terra pugliese. Alla regia ritroviamo Gennaro Nunziante, ci sarà molto da ridere e da riflettere, come la nostra scuola insegna. Uscirà il 28 dicembre».
P: «Rispetto a Belli ciao, proponiamo una commedia più ampia, in cui il solito cliché viene affiancato al road movie, grazie a questo ci saranno nuove sfaccettature interessanti. Io interpreto un figlio della borghesia, lui della strada. Io sono sempre stato abituato a camminare sulla sabbia, lui sugli scogli. Da qui il titolo».

Tra teatro, televisione e cinema in quali panni vi sentite più liberi?
A: «Sicuramente in teatro non senti il peso dei ristretti tempi televisivi. Nel cinema ci sono le esigenze di un copione che deve reggere bene le sorti di una storia, per questo è il più complesso, però ti permette di ampliare il tuo pubblico e questo è quello che ci auguriamo per questa nuova avventura sul grande schermo».

Felicissimo show, il tour di Pio e Amedeo

11 dicembre

Teatro degli Arcimboldi (sold-out)

Milano

12 febbraio 2024 –

Teatro Europauditorium

Bologna

17 febbraio 2024 –

Palapartenope

Napoli

19 febbraio 2024

Teatro Team

Bari

20 febbraio 2024

Teatro Team

Bari

21 febbraio 2024

Nuovo Teatro Verdi

Brindisi

24 febbraio 2024

Palazzo dei Congressi (recupero del 13 novembre 2023)

Lugano –

27 febbraio 2024 –

Teatro Degli Arcimboldi

Milano

04 marzo 2024

Auditorium Conciliazione

Roma

05 marzo 2024

Auditorium Conciliazione

Roma

09 marzo 2024

Gran Teatro Geox

Padova

12 e 13 marzo 2024

Teatro Colosseo

Torino

15 marzo 2024

Nuovo Teatro Carisport (recupero del 18 novembre 2023)

Cesena (Fc)

17 marzo 2024

Teatro Goldoni

Livorno

Pio e Amedeo, al cinema arriva Come può uno scoglio

Con la regia di Gennaro Nunziante, Pio e Amedeo tornano al cinema dal 28 dicembre con Come può uno scoglio, il nuovo film prodotto da Fremantle e Vision Distribution in collaborazione con Sky e Prime Video. Questo ritorno cinematografico racconta la storia di Pio, un ragazzo dal carattere debole e impacciato, al quale il defunto papà Salvatore, ricco costruttore, ha imposto le sue scelte. Eppure, la sua è una vita agiata da fare invidia.

Avvocato e ora anche presidente dell’azienda del papà, sposato con Borromea, padre di due bambini, Ginevra e Manfredi, vive nel castello dei marchesi Pasin, i suoi suoceri, proprietari della storica cantina vinicola di famiglia dove producono prosecco. E non è finita. Adesso un gruppo di imprenditori locali lo ha candidato a sindaco del paese perché essendo un debole lo possono manovrare facilmente.

Pio è come anestetizzato in quella vita non sua ma gli uomini, si sa, sono come i vulcani, dormono silenziosi per anni e poi è un attimo e il fuoco torna a esplodere. La scintilla la offre il parroco del paese don Boschin, guida spirituale del defunto padre di Pio che gli chiede il favore di assumere come autista Amedeo, un ragazzo dal passato turbolento che l’ha visto spesso finire in carcere e che sta cercando di reinserirsi nel mondo del lavoro.

Quella di Amedeo è una vera e propria irruzione nella vita di Pio; con i suoi modi espliciti e la sua esuberanza inizia a sovvertire la consolidata armonia famigliare. La situazione diventa presto ingestibile; Borromea e i suoceri marchesi chiedono la testa di Amedeo, ma Pio non ha la forza di mandarlo via, una scelta che risulterà vincente.

Sì, perché, contagiato dal coraggio di Amedeo, Pio metterà in discussione tutto e andrà a riprendersi la vita che voleva e farà pace con i suoi desideri. Una rivolta totale che lo porterà con Amedeo a intraprendere un viaggio carico di sorprese, fino alla scoperta che quell’autista non è giunto lì per caso, che quelle loro vite così diverse sono unite da qualcosa di forte e incredibile perché nessuno è niente per nessuno. Nelle sale italiane dal 28 dicembre con Vision Distribution.

Chi sono Pio e Amedeo

Pio D’Antini e Amedeo Grieco, in arte Pio e Amedeo, nascono come duo comico agli inizi del 2000. Nel 2004 il duo debutta in televisione sulla rete locale pugliese Telefoggia con la trasmissione Occhio di bue e successivamente arriva a Radionorba e Telenorba. Dopo una piccola parentesi su Rai2, Pio e Amedeo passano a Mediaset collaborando prima con il laboratorio di Zelig e debuttando poi con Le Iene, programma che li ha portati al successo grazie ai personaggi degli “Ultras dei Vip”.

Nel 2014, a dieci anni dal loro debutto, sono i protagonisti del road-movie Amici come noi prodotto da Taodue e distribuito da Medusa e sempre nello stesso anno recitano insieme a Vincenzo Salemme, Gigi Proietti e tanti altri nel film E tu di che segno 6? scritto dai Vanzina per la regia di Neri Parenti. Nel 2016 sbarcano con Emigratis in onda su Italia 1, arrivato alla quarta edizione, programma irriverente dove i protagonisti Pio e Amedeo prendono di mira i vip. Non solo cinema, televisione e teatro, ma anche radio: Pio e Amedeo hanno condotto su RTL 102.5 il programma del venerdì notte A disposizione e il live Sala ricevimenti, oltre alle numerose dirette per eventi.

Nel 2018 il duo ha girato l’Italia con lo spettacolo Tutto fa Broadway, registrando il tutto esaurito e chiudendo il tour con il debutto al Mediolanum Forum di Assago. Nel 2019 Pio e Amedeo salgono sul palco dell’Ariston come ospiti del sessantanovesimo Festival di Sanremo.

Felicissima sera è lo spettacolo televisivo che li ha visti protagonisti su Canale 5 in prima serata nel 2021 in 3 puntate e che ha regalato loro oltre il 27% di share con picchi di oltre il 29% per 5.549.000 milioni di telespettatori. Il 1° gennaio 2022 esce nelle sale il film Belli ciao, per la regia di Gennaro Nunziante, confermandosi come uno dei film di maggiore successo del periodo natalizio. Emigratis approda in prima serata su Canale 5, con un enorme successo di pubblico.

Nel 2023 Pio e Amedeo tornano con Felicissima sera, per questa seconda edizione rinominata All inclusive, che li vede protagonisti indiscussi del venerdì sera e che va in onda per tre puntate con tanti ospiti.

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