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25. 04. 2024 02:36

Sanremo 2024, trionfa Angelina Mango davanti a Geolier e Annalisa. Le ultime pagelle da 1 a 10

Si chiude l’era Amadeus, in una serata che si chiude col colpo di scena meno atteso

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A Sanremo 2024 trionfa Angelina Mango, proprio nel momento in cui Geolier sembrava imbattibile. Un colpo di scena come lo era stato ieri nella serata cover, ma che permette a una donna di tornare alla vittoria a dieci anni esatti da Arisa con Controvento. Una grande festa che ha tenuto alta l’attenzione sull’Ariston fino alle 2.40, con una proclamazione che – va detto – ha fatto registrare anche il visibile disappunto forse più di Annalisa che dello stesso Geolier. Domani alle 12.00 le conferenze stampa dei vincitori, prima della chiusura con Amadeus. Al suo ultimo Festival.

Sanremo 2024
Sanremo 2024

Sanremo 2024, le pagelle

1 agli artigiani della qualità
Come ieri, più di ieri. Per fortuna è finita.

2 ai problemi al televoto
Lo sapevamo di affrontare probabilmente il record assoluto di voti da casa, pleonastico sottolineare che sarebbe stato il caso di approntare un sistema pressoché inattaccabile.

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3 agli spoiler in sala stampa
Dopo anni di “embarghi”, si riesce ancora a disattenderli. Se poi a disattenderli sono i “giornaloni”, c’è decisamente qualcosa che non va.

4 a Tananai
Un po’ lì per caso, un po’ spento. È stato l’emblema degli ultimi due anni di Festival, torneremo senz’altro in futuro ad amarlo.

5 a Fiorello
Non il suo miglior Festival, va detto. L’emblema resta il “caso Travolta” con tutti gli annessi e i connessi. Poi, chiaro, resta Fiorello: il migliore che abbiamo, forse di sempre. Ma rischiare di diventare stucchevoli, a volte, è un attimo.

6 a Sangiovanni
Non dev’essere stato per nulla semplice spogliarsi di tutto, davanti praticamente a tutta Italia. Se ne sono sentite di ogni, ma la verità è che ha fatto più “centro” Sangiovanni a presentarsi così su quel palco che tanti altri colleghi a veicolare presunti messaggi di sfide “con se stessi” spesso vacui e stereotipati.

7 a Loredana Bertè
Un premio alla critica “Mia Martini” che chiude un cerchio. Una vita. Due, anzi. Bellissimo.

8 a Mahmood
Un Festival in crescita costante, libero di essere e raccontare. Maturo e sofisticato. E, a ottobre, il suo primo Forum a Milano. È stato il Sanremo del lancio vero, quello che lo farà durare nel tempo. Finalmente.

9 al percorso di Ghali
Partito in sordina, in un mare magnum di colleghi, è riuscito a ritagliarsi spazi pressoché perfetti, con esibizioni studiate al centimetro (dalla mascotte agli outfit) e messaggi veicolati con grande tempismo. Sarebbe stato il più forte all’Eurovision, garantito.

10 all’abbraccio fra Angelina Mango e Geolier
Mentre nelle ultime 24 ore chiunque ha alimentato la presunta catfight fra i due dopo l’esito della serata delle cover, nella Red Room fra Angelina Mango e Geolier si registrava un abbraccio di grande distensione ed empatia. In fondo parliamo di canzoni, «non salviamo vite». Non dimentichiamolo mai.

Menzione speciale ad Amadeus
Piaccia o non piaccia, non solo ha reso il Festival una festa diffusa, non solo ha rimesso la musica al centro come non capitava forse dagli anni ‘90, ma ha determinato la crescita vertiginosa del nostro mercato discografico dell’ultimo lustro. Un monumento. E l’industria discografica lo sa molto bene. Così come la Rai.

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