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26. 06. 2022 06:55

Milano in quarantena: oltre 75.000 persone in isolamento in città. Zangrillo: «Fatto aberrante»

Sempre più contagi e sempre più persone in isolamento a Milano. Chiesta al Cts la revisione dei parametri della quarantena. Zangrillo: «I vaccinati asintomatici non dovrebbero isolarsi»

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In Lombardia le persone attualmente in quarantena sono 122.000 e se scendiamo nello specifico di Milano la somma arriva a 19.000. Il calcolo però non si conclude qui: a questi vanno sommati tutti i contatti stretti obbligati alla quarantena in attesa di un test. Così facendo la cifra sale spaventosamente a 75.000 persone in isolamento nel capoluogo meneghino.

Rivedere la quarantena

Un po’ da tutti i fronti stanno arrivando richieste al Cts di revisionare i paramentri della quarantena. «È più difficile che coloro che hanno fatto la terza dose si contagino, quindi probabilmente si può rivedere la regola per questa categoria», ha dichiarato ieri il governatore Attilio Fontana.

A rincarare la dose ci ha pensato il primario di Anestesia del San Raffaele, Alberto Zangrillo: «È aberrante quello che sta succedendo. Ci vuole buonsenso, l’ho detto già 2 anni fa che andava applicato per affrontare questa pandemia – ha dichiarato all’Andkronos -. Così l’Italia è bloccata. In questo momento il 99% delle persone positive, anche e soprattutto grazie ai vaccini, sta bene. Non possiamo costringere le persone a fare tamponi per tutto quello che accade. Chi è vaccinato se asintomatico non dovrebbe andare in isolamento. Chi è vaccinato e contagiato, guarisce presto. Questo osservano i medici oggi».

Corsa ai tamponi: una task force per risolvere il problema

Le lunghe code davanti alle farmacie continuano ad essere il leit-motiv di questi ultimi giorni. La Regione Lombardia ha creato una task force per risolvere al più presto il problema. Al momento sono stati ampliati i punti tampone di Gallarate ed il drive through di Trenno. Si è chiesto espressamente agli ospedali pubblici di convertire i punti prelievo in punti tampone.

La Regione ha poi chiesto una mano ai medici di famiglia e pediatri chiedendo loro di effettuare i test direttamente nei loro ambulatori. Infine, nonostante il grande sforzo profuso in questi giorni, è stato chiesto alle farmacie di ampliare gli orari di apertura.

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