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24. 01. 2022 14:47

No Green pass a Milano, la mobilitazione si “normalizza”: meno presenze e meno disagi

5.000 persone sono scese per strada per dire ancora una volta "No" al Green pass. Tra gli slogan anche: «Andiamo a prendere Sala»

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Il quindicesimo sabato No Green pass a Milano è partito sicuramente con un altro piglio rispetto alle mobilitazioni precedenti. Per la prima volta gli oppositori alla certificazione verde avevano pattuito un percorso con la Questura, anche se i tentativi di deviazione – conclusi in un nulla di fatto questa volta – non sono mancati.

No Green pass a Milano, diminuisce l’affluenza

La manifestazione di ieri si è caratterizzata per un numero minore di partecipanti rispetto al solito: appena 5.000. I manifestanti si sono così dapprima assembrati in piazza Duomo dove era atteso dal palco il leader dei portuali triestini Stefano Puzzzer, il quale ha dato forfait all’ultimo minuto. Al suo posto ci ha pensato ad infiammare la folla Gian Marco Capitani, volto del movimento «Primum non nocere», noto alle cronache per aver insultato dalla piazza di Bologna la senatrice Liliana Segre.

Quello che è mancato al corteo di ieri è stato soprattutto quella imprevedibilità che aveva caratterizzato le vecchie manifestazioni. Un’imprevedibilità che però ha provato a tratti a tornare protagonista a causa di quella rivalità tra gruppi dell’estrema destra e anarchici nel voler prendere la testa del corteo. In un primo momento si è visto di nuovo in prima fila, Marco Mantovani, ex di Forza Nuova, il quale non sarebbe potuto neanche essere presente a causa del Daspo inflitto dalla Questura nelle scorse settimane. Ad un certo punto però gli anarchici del circolo “Galipettes” hanno cercato di prendersi la scena provando di deviare il corso stabilito in via Monte Santo e cercando di puntare alla stazione Centrale.

La Rai non basta: «Andiamo a prendere Sala»

Il corteo, dopo quasi sei ore di passeggiata nel centro cittadino, ha puntato infine sotto la Rai di corso Sempione, dove ovviamente l’obiettivo sono stati i giornalisti etichettati come “terroristi” e “venduti”. A proposito di giornalisti sono stati almeno tre le aggressioni a videomaker e troupe televisive.

Non contenti però i No Green pass a Milano hanno tentato di improvvisare un nuovo percorso non autorizzato nel finale della mobilitazione. In questo “extra-time” si è visto anche il leader di Italexit, Gianluigi Paragone. La folla ha così provato ad imbocare via Moscati ed ad invertire la rotta verso l’Arco della Pace. Molti manifestanti si sono mossi al grido di «andiamo a prendere Sala», e tentativi di virare verso Brera, l’area in cui vive il primo cittadino, non sono mancati. Ovviamente sono stati immediatamente respinti dalle forze dell’ordine.

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