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04. 12. 2022 20:11

La “panchina per chi non ha casa”, Stefano Boeri risponde alle critiche

L'architetto risponde alle polemiche relative alla panchina da lui create per la Design Week

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L’ultima opera di Stefano Boeri a Milano ha fatto notevole scalpore. Si tratta di una “panchina per chi ha una casa e per chi non ce l’ha“, spiegata dalle parole dello stesso architetto che è intervenuto sui propri canali social. «Un mese fa mi è stato chiesto di disegnare una panchina per il Fuorisalone del mobile. Ero inizialmente perplesso, ma poi ho ricordato la rabbia suscitata dalle troppe panchine viste in giro per l’Italia e per il mondo, fatte in modo da impedire che ci si possa sdraiare, o dormire sopra. Panchine con barriere e separazioni che impediscono a chi vive in strada e magari di notte preferirebbe non dormire per terra, sull’asfalto o sulla fredda pietra di un marciapiede», spiega Boeri.

La panchina delle polemiche: la spiegazione di Stefano Boeri

«Così, di getto – prosegue l’architetto -, ho disegnato una panchina con una seduta molto ampia, con le sponde laterali che diventano poggia-testa; una panchina dotata di un pannello posteriore allo schienale che diventa un piccolo tetto per ripararsi dalla pioggia o dal sole. Una panchina per chi abita in una casa e per chi vive in strada. Ne è nata, sui social, una accesa discussione sul senso di questo progetto. Una discussione credo utile, soprattutto perché ha sollevato un tema poco presente nelle giornate festose della Design Week di Milan. Una discussione con posizioni variegate: c’è chi ha apprezzato l’idea di una panchina per tutti, chi mi ha sfidato a mettermela sotto così “così te li prendi tu i barboni” e chi mi ha accusato di proporre una panchina “radical chic” invece che una casa a chi non ce l’ha», continua Stefano Boeri.

stefano boeri
Boeri Triennale

«Quest’ultima posizione mi ha fatto riflettere. Conferma un diffuso e ottuso “benaltrismo” ed è sintomo di un pregiudizio profondo: come se dietro ad ogni progetto di una panchina si celasse la malevola intenzione di risolvere il problema della casa e della povertà urbana… ma chi l’ha mai detto o pensato?», conclude l’architetto. Come dargli torto.

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