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01. 10. 2022 02:47

Saluto fascista dell’assessore lombardo La Russa, la Procura apre inchiesta esplorativa

Fascicolo aperto a Milano senza ipotesi di reato e senza indagati, per il momento

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La Procura di Milano ha aperto un fascicolo esplorativo, senza ipotesi di reato e senza indagati, sulla vicenda del presunto saluto romano dell’assessore lombardo Romano La Russa al funerale del cognato.

Saluto fascista ad un funerale: cos’è successo a Milano

Succede tutto durante una cerimonia funebre in memoria di Alberto Stabilini, esponente dell’estrema destra milanese ed ex membro del Fronte della gioventù. A pochi giorni dal suo insediamento come assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia Romano La Russa, esponente di Fratelli d’Italia, è stato ripreso di spalle in un video mentre alza il braccio destro e fa il saluto romano durante il rito del «presente». Il video è stato diffuso online ed è montata la polemica. L’indagine perlustrativa è stata aperta sulla base degli articoli di stampa e dei video circolati sul web e sui social. Gli accertamenti sono stati affidati alla Digos della Questura di Milano, che deve verificare in modo ufficiale quanto accaduto.

Saluto fascista a Milano: i precedenti e le sentenze

Negli ultimi anni molti sono stati i processi portati avanti dalla magistratura milanese su casi di saluti fascisti, a volte col cosiddetto rito del «presente», in vari contesti, e la giurisprudenza non ha ancora assunto una linea uniforme, in quanto in alcuni procedimenti gli imputati sono stati condannati e in altri assolti, a seconda dei vari gradi di giudizio. Lo scorso luglio, ad esempio, il Tribunale milanese ha assolto un imputato che era finito a processo per apologia di fascismo per aver fatto il saluto romano durante una manifestazione di esponenti di estrema destra nell’aprile 2018 in piazzale Loreto, proprio nel punto in cui nel 1945 era stato esposto il cadavere di Benito Mussolini.

 

 

saluto romano

Nelle motivazioni di una sentenza in abbreviato del 2020, con cui erano stati condannati 5 estremisti di destra che avevano fatto la chiamata al presente e il saluto romano per onorare il militante Sergio Ramelli, il gup Manuela Cannavale, richiamandosi ad una Cassazione, aveva scritto che l’apologia di fascismo è un reato di pericolo concreto, che non sanziona le manifestazioni del pensiero e dell’ideologia fascista in sé ma soltanto dove le stesse possano determinare il pericolo di ricostituzione delle organizzazioni fasciste. E questa del “pericolo di riorganizzazione” e proselitismo è la linea prevalente a livello di giurisprudenza.

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