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24. 01. 2022 14:11

Studenti in classe con la gonna: Monza, la lotta al sessismo si fa anche così

Che cosa sta succedendo al liceo classico Zucchi?

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Studenti in classe con la gonna in un liceo di Monza, per dire basta al sessismo imperante nella nostra società. Sono giovani, amano trasgredire, ballare, danzare e cantare. Ma spesso, anche se magari i più grandi non se ne accorgono, sono anche capaci di mettere in pratica delle buone azioni per far riflettere.

Studenti in classe con la gonna, a Monza si sconfigge così il sessismo 

Protagonisti di questa speciale iniziativa sono stati gli studenti del liceo classico Zucchi di Monza. Laddove i maschietti che frequentano il plesso scolastico, per un giorno, hanno deciso di indossare la gonna. Il perché è presto detto: l’iniziativa è per andare contro quelle che vengono etichettate come la “sessualizzazione del corpo femminile” e la “mascolinità tossica”. Di fatto un modo per unirsi all’universo femminile e sposare le loro cause, i loro ideali. Cancellando l’imperante maschilismo che ha contraddistinto secoli interi della nostra esistenza umana. Questa iniziativa, che si chiama Zucchigonna, è già al suo secondo anno di esperienza ed è nata dall’idea di alcuni studenti e studentesse dell’ultimo anno.

I perché di questo esperimento

Zucchigonna ha una sua pagina Instagram, che ad oggi conta poco più di 1200 followers, che si definisce community e si presenta al pubblico con questo claim: «Per un ambiente più inclusivo e una scuola che sappia portare una gonna!». Finora solo 19 post pubblicati, il primo risalente al 15 ottobre del 2020. In uno di questi viene spiegata la filosofia che sta dietro al progetto: «Viviamo in una società che, per quanto ami definirsi libera e inclusiva, non si dimostra tale – si legge sul post condiviso – Come in tutte le cose infatti bisogna fare piccoli passi alla volta, e perché non partire da un oggetto semplice e concreto?». Da qui l’idea di sfruttare la gonna, da sempre emblema femminile di eleganza e sensualità: «Una gonna, per esempio, ci permette di sollevare due importanti questioni, attuali ed evidenti a chi combatte per l’inclusione: la sessualizzazione del corpo femminile e la mascolinità tossica. Sono problematiche diffuse nella nostra società… non significa vestirsi in modo non consono al contesto, ma semplicemente renderlo più inclusivo e aperto».

Un successo già conclamato all’estero

All’estero sono diversi gli istituti scolastici che, già da tempo, portano avanti questo tipo di progetto. Dalle pagine del TgCom24 la preside dell’istituto, Rosalia Natalizi Baldi, parlando degli alunni maschi ha spiegato: «La vera lotta, secondo me, è rivolgersi alle compagne guardando al loro volto, alla loro intelligenza, alla loro sensibilità. Sempre». Avere studenti in classe con la gonna può aiutare anche in questo.

 

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