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20. 06. 2024 03:53

Tir contromano, paura per Stefano Boeri: «Un attimo e sarebbe finita, eravamo spacciati»

L'inizio di una vacanza che sarebbe potuta trasformarsi in tragedia

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Stefano Boeri ha rischiato di morire per colpa di un tir contromano in autostrada. E’ stato lo stesso celebre architetto a raccontare su Instagram che cosa gli è successo mentre con la famiglia viaggiava tranquillo verso la Liguria per l’inizio di una vacanza che sarebbe potuta trasformarsi in tragedia.

Tir contromano, la storia di Stefano Boeri

«Sono in autostrada dei Fiori per andare sul Ponente ligure, tipo vacanze non intelligenti. Io alla guida, a fianco mio figlio. Dietro, sedute, la sua compagna incinta e la loro bambina di due anni. Appena arrivati da Londra: due biciclette e valigioni vari. Poco prima di Dorno Ovest (Autogrill) sto andando sui 140 all’ora nella corsia di sinistra, sto parlando con mio figlio di politica italiana (forse porta sfiga) quando mi compare davanti il muso di un tir contromano. Faccio appena in tempo a guardare che sulla corsia di destra non ci siano macchine e mi butto sulla corsia centrale. Ci fosse stata un’altra macchina eravamo spacciati».

Stefano Boeri

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Tir contromano, le riflessioni di Stefano Boeri

«Bastava un attimo di disattenzione, non dico il cellulare ma anche solo la stazione radio da sintonizzare sul cruscotto e sarebbe finita. Ci fermiamo e chiamiamo il 118. Non so cosa sia successo, come sia potuto succedere. Questo delinquente oltretutto non era fermo ma procedeva spedito. Non so perché lo scrivo, ma stiamo tutti attenti quando guidiamo: idioti e criminali sulle strade sono armi letali a grappolo. E non vale la pena rischiare per una telefonata o qualsiasi altra cavolata. Me lo ricorderò. Buon agosto a tutte/i».

Stefano Boeri, non solo tir contromano

Ha acceso il dibattito sui social un nostro articolo in cui facendo il punto della situazione dopo il nubifragio abbiamo parlato del deposito di alberi (anzi, dei due depositi di alberi) in cui il Comune di Milano sta raccogliendo il legname raccolto in città dalle strade. L’obiettivo, in generale è di dare a tutto questo materiale una nuova vita ma c’è chi è già andato oltre.

Tra i commenti sulla nostra pagina Instagram è spuntato anche quello di Stefano Boeri che si è così espresso: «Credo sarebbe bello immaginare che almeno una parte del legname recuperato dalle centinaia di alberi abbattuti dall’uragano possa servire come materiale per realizzare un nuovo sistema di arredi pubblici per le strade e i parchi di Milano: panchine, chioschi, pensiline.. Triennale è a disposizione per promuovere un concorso di idee per dare un nuovo futuro alla silenziosa presenza di questi grandi alberi, rimasti accanto a noi, in tutti questi anni».

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