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27. 01. 2023 05:55

Rfi ha già deciso: se nevica ci saranno meno treni (e i pendolari pregano)

Si prevede una possibile riduzione dei treni in circolazione e annunciata il giorno precedente la dichiarazione di allerta

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Prevenzione e controlli straordinari ma anche la possibilità di ridurre la circolazione dei treni in caso di allerta meteo: Rfi ha presentato ai tecnici in Regione Lombardia il piano neve e gelo per la stagione invernale 2022/2023. Spoiler: non ci sono buone notizie per i pendolari che – sole, pioggia o neve – devono arrivare al lavoro.

Piano neve e gelo 2022/2023: cosa prevede per i treni

Il punto di partenza di è stata l’analisi approfondita delle criticità gestite in seguito agli eventi meteorologici che hanno interessato la Lombardia negli anni scorsi, dove si è verificato fra l’altro con maggiore frequenza il gelicidio, cioè la trasformazione di pioggia in ghiaccio a contatto col suolo. Sono previsti controlli straordinari dello stato di funzionamento delle scaldiglie, la lubrificazione continua degli scambi, l’effettuazione di corse preventive ‘raschiaghiaccio’ su alcune linee o la lubrificazione delle linee di alimentazione elettrica con liquido antigelo.

treni

 

Nello specifico il piano prevede anche una possibile riduzione dei treni in circolazione, preventivamente programmata in accordo con le Imprese Ferroviarie e annunciata il giorno precedente la dichiarazione di allerta. Si parla di una riduzione del servizio media pari al 30% in caso di allerta lieve, cioè gialla/arancione, che sale al 50% nei casi di allerta grave (arancione/rossa).

Piano neve e gelo 2022/2023: chi pensa ai pendolari, oltre ai treni?

Una domanda sorge spontanea: va benissimo il piano neve e gelo – finalmente si cerca di prevenire al posto di curare, ben venga – ma chi pensa ai pendolari? O meglio: oltre alla riduzione dei treni nei giorni in cui nevicherà, si sta prevedendo un piano alternativo per i pendolari che devono raggiungere ogni giorno il posto di lavoro? Bello il piano, ma serve anche una strategia alternativa che preveda l’utilizzo di autobus e mezzi in superfice alternativi ai treni per permettere ai pendolari di raggiungere le proprie destinazioni. Sennò il problema è sempre lo stesso: si fanno le cose a metà, in pieno stile italiano.

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