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22. 05. 2022 19:42

Troppi contagi a scuola. L’appello dell’Unione degli Studenti: «Ministro e professori: ascoltateci»

Micol Vecchione (Unione degli Studenti): «Non ci sono le condizioni per frequentare la scuola in sicurezza»

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Scuola in presenza sì, ma come? La risposta prova a darla l’Unione degli Studenti. Siamo alla seconda settimana di rientro dalle vacanze e la gestione delle quarantene da parte delle famiglie diventa sempre più complessa, specialmente per chi ha figli piccoli. Dal ritorno a scuola in Lombardia si è registrato un +80% dei contagi nella fascia 3-5 anni e + 37% dai 6 ai 10 anni. Va un po’ meglio dalle medie in su, dove vigono regole diverse, anche se si fanno distinzioni fra ragazzi vaccinati e non vaccinati.

La protesta dell’Unione degli Studenti, parla Micol Vecchione

Gli studenti del liceo Beccaria denunciano che nella loro scuola la didattica integrata si attiva solo per chi è risultato positivo o contatto stretto al rientro: chi ha iniziato la quarantena durante le vacanze non ne ha diritto. Al di là della pandemia gli studenti delle superiori sono in fermento per antiche questioni come l’edilizia scolastica, che durante l’inverno spesso si traduce anche in “riscaldamenti malfunzionanti”. Al liceo artistico Brera 66 ragazzi sono stati sospesi dopo aver organizzato un corteo spontaneo per chiedere la riparazione dell’impianto di riscaldamento.

unione degli studenti severi corrente

Il Severi Correnti mercoledì ha occupato la scuola denunciando tra l’altro la mancanza di spazi per la socialità. Micol Vecchione, rappresentante dell’Unione degli Studenti, che frequenta il terzo anno al liceo classico Manzoni, era una delle organizzatrici del presidio in piazza Castello di lunedì e si sta preparando per gli Stati Generali della Scuola che si svolgeranno a febbraio.

Per cosa protestate?

«Perché non ci sono le condizioni per frequentare la scuola in sicurezza: non sono stati attivati gli screening sui contagi e non vengono distribuite le mascherine FFP2. Inoltre non troviamo giusto che vengano fatte discriminazioni fra studenti: essendo minorenni molti non possono scegliere liberamente se vaccinarsi o no, e così, quando ci sono più contagi in una classe, c’è chi deve andare in Dad per forza. In più il dibattito sul rientro a scuola si è concentrato solo sui contagi tralasciando altri aspetti».

Quali?

«L’edilizia scolastica: abbiamo istituti dove crollano i soffitti e con riscaldamenti che non funzionano. Inoltre sono stati fatti dei tagli ai fondi destinati alla tutela del benessere psicologico degli studenti, tema che, specialmente in questo periodo, va preso in molta considerazione»

I docenti li sentite dalla vostra parte?

«Nella nostra scuola rileviamo una grave mancanza di empatia da parte dei professori. Da quando siamo tornati in presenza, dopo due anni passati spesso in DAD, ci saremmo aspettati più comprensione, invece è come se non fosse successo niente. La pandemia ci ha aiutato a prendere più coscienza di problematiche preesistenti. Ora gli studenti sono meno disposti a vivere una situazione di costante ansia per verifiche e interrogazioni, uno dei motivi principali dell’occupazione organizzata da noi la scorsa settimana».

Cosa accadrà nelle prossime settimane?

«Sappiamo quanto la didattica a distanza sia alienante, e credo che la DAD verrà utilizzata il meno possibile, ma questo non può essere fatto senza cambiamenti strutturali. Dal 18 al 20 febbraio noi dell’Unione degli Studenti, insieme ad altre organizzazioni, movimenti e sindacati, organizzeremo a Roma gli Stati Generali della Scuola. Sarà l’occasione per sollecitare il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a prendere in considerazione le nostre rivendicazioni. Vogliamo un confronto diretto con lui».

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