L’aria di Milano continua a puzzare. Salvo improbabili miglioramenti meteorologici, domani sarà il decimo giorno consecutivo di superamento dei valori medi di pm10 nell’aria, fissati di legge a 50 microgrammi per metrocubo.

 

Aria di Milano, limitazioni confermate

Si confermano così le limitazioni sul traffico che riguardano, in particolare, i veicoli fino a euro 4 diesel in ambito urbano con relativo obbligo spegnimento motori in sosta.

Ci sono anche altre misure attive, come quelle sul riscaldamento domestico (limitazione all’uso di generatori a biomassa legnosa di classe inferiore alle 2 stelle compresa, riduzione di 1 grado delle temperature nelle abitazioni), sull’agricoltura (divieto di spandimento liquami zootecnici) e il divieto assoluto di combustioni all’aperto (accensione di fuochi, falò, barbecue, fuochi d’artificio).

Con un’apposita ordinanza del Comune è previsto lo stop dei veicoli trasporto persone fino a Euro 4 e trasporto merci (veicoli commerciali) fino a Euro 3 dalle 8.30 alle 18.30 anche sabato, domenica e festivi e trasporto merci (veicoli commerciali) Euro 4 dalle 8.30 alle 12.30 dal lunedì alla domenica, festivi inclusi.

Inoltre, l’ordinanza prevede il divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con prestazioni energetiche e ambientali che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle.

Aria di Milano: la discussione

Si torna anche a parlare dell’opportunità di imporre la chiusura delle porte dei negozi, soprattutto quelli del centro.

Si tratta di una modalità ormai consueta dei commercianti per invogliare i clienti ad entrare, ma – viste anche le condizioni dell’aria di Milano – il Comune potrebbe deliberare una misura in senso contrario.

Non è una partita semplice visto che, da una parte, c’è la necessità dei negozi di tenere alto il giro d’affari in questo periodo di saldi (la porta spalancata, secondo gli addetti ai lavori, «vale un 30 per cento in più sugli incassi», dall’altra ci sono gli ambientalisti che spingono per chiudere le porte.

Come se ne esce? Toccherà al sindaco Giuseppe Sala (che ha sempre in mano le deleghe ambientali) decidere in un vertice convocato per venerdì insieme ad assessori e tecnici.

Palazzo Marino ha anche commissionato alla società Rse uno studio sugli effetti delle porte aperte in termini di consumi energetici: secondo questa ricerca, un locale spalancato, rispetto a uno con ante chiuse, registra in inverno una dispersione di energia fino a 15mila kilowattora in più (il fabbisogno di una casa di cento metri quadrati).

La sensazione è che arriverà un provvedimento, probabilmente qualcosa che possa tenere conto delle esigenze di tutti.

Aria di Milano: prossimamente

Ci saranno ulteriori strette sul traffico? Nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente, Raffaele Cattaneo, ha escluso categoricamente un blocco dei diesel Euro 5, come imposto, ad esempio, dal Comune di Torino.

“L’accanimento contro la mobilità non è confermato dai numeri – ha aggiunto -. I dati ci dicono che dalla mobilità deriva solo circa un quarto dell’inquinamento dell’aria e di quel quarto la metà è data dal consumo degli pneumatici e dalle frenate, non dalle emissioni. Accanirsi contro mobilità non produce effetti positivi, anche se ha senso limitare i veicoli più vecchi e più inquinanti”.

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