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27. 07. 2021 03:22

Non finiscono i guai per Fontana: la procura indaga per autoriciclaggio e falso in voluntary

Gli inquirenti indagano sugli strani movimenti provenienti dal conto svizzero della madre defunta del governatore

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Non finiscono i guai per il governatore Attilio Fontana. Questa volta a far discutere non sono le vicende legate alla gestione della pandemia, ma nuovi retroscena sul caso camici. La scorsa estate la commessa affidata ad Andrea Dini, cognato di Fontana, da Aria Spa, per la produzione di camici aveva acceso i riflettori della magistratura sulla questione. Ora quando le indagini sono quasi giunte ad un epilogo, spunta un supplemento di indagine, con richiesta di rogatoria e cioè di assistenza giudiziaria in Svizzera per l’ipotesi di autoriciclaggio e falso in voluntary.

La vicenda. La procura di Milano indaga sui movimenti sospetti di Attilio Fontana fatti da un conto in Svizzera. La vicenda era emersa perché il governatore, volendo in qualche modo risarcire il cognato del mancato profitto, aveva cercato di bonificargli di tasca propria 250.000 euro attingendo i soldi proprio dal conto svizzero.

Un’operazione del tutto lecita da quando nel settembre 2015 Fontana aveva utilizzato la legge sulla «voluntary disclosure» per regolarizzare 5,3 milioni detenuti su quel conto svizzero da «trust» alle Bahamas costituiti nel 2005 e 1997.

Tuttavia gli inquirenti cercano ulteriori chiarimenti sulla documentazione bancaria del conto, il quale apparteneva alla madre defunta del presidente. Alcuni bonifici e movimenti fatti da quel conto sembrerebbero poco chiari.

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