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25. 06. 2021 03:21

Milano, la piazza si infiamma: «Per noi il lockdown è già iniziato»

Ristoratori, studenti e lavoratori dello spettacolo uniti contro il Dpcm: il racconto delle manifestazioni

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Sedici tovaglie bianche ad “apparecchiare” piazza Duomo. Poi il lungo suono di una tromba a rompere il silenzio come se stesse andando in scena una commemorazione funebre. È questa la protesta silenziosa dei ristoratori contro il Dpcm.

Il flash mob. «Sappiamo lo sforzo che ha fatto il Governo per trovare risorse, ma serve un rinforzo degli incentivi deliberati ieri con il decreto ristori – ha dichiarato Lino Stoppani, presidente della Federazione italiana pubblici esercizi -. Siamo a terra, dal punto di vista economico e morale, un settore che aveva 97 miliardi di fatturato nel 2019 ne perde 27 quest’anno. Lo paghiamo noi ma anche le città a cui i nostri esercizi danno decoro, lavoro, luce e vivibilità».

Tra i ristoratori presenti in piazza serpeggia un sentimento comune che riecheggia perfettamente nelle parole di una titolare di due locali in Porta Romana: «Per noi praticamente è già lockdown, non facciamo il pranzo e apriamo solo nel fine settimana».

Scuola.  Alla protesta dei ristoratori si è aggiunta quella degli studenti del liceo Volta che si sono seduti sotto la sede delle Regione per seguire le lezioni online come stabilito dall’ultima ordinanza.

«Gli studenti del Liceo Scientifico Alessandro Volta protestano sotto Regione Lombardia, studiando e partecipando alle lezioni in Dad. E’ uno splendido silenzio assordante, inaccettabile invece è il silenzio delle istituzioni», ha commentato il consigliere regionale lombardo di +Europa Michele Usuelli, che ha pubblicato sul suo profilo Facebook le foto del sit-in.

X factor. «X Factor parte col botto!», è così che il Coordinamento Lombardo Lavoratori dello Spettacolo attacca la Fremantle – società produttrice dello show televisivo in questione – che proprio in occasione della ripartenza con la nuova edizione 2020 ha deciso di lasciare a casa cinque dipendenti attrezzisti, con famiglia, che da oltre dieci anni lavoravano per mandare in onda lo spettacolo.

E lo fa manifestando dalle 10 odierne davanti agli studi televisivi Mind Innovation di Rho, cercando di sensibilizzare la stampa e tutti gli ormai ex colleghi di questi cinque operatori disoccupati che si recano sul posto di lavoro: «Ci troviamo davanti ad un’operazione di pulizia sindacale e politica. Questa società non può discriminare ed espellere lavoratori decennali. La Fremantle lavora da più di 25 anni per la RAI, ha una responsabilità sociale», afferma il Coordinamento anche attraverso il comunicato stampa distribuito all’ingresso.

Anche se la protesta non è legata direttamente al Dpcm, i tagli sono comunque figli delle restrizioni imposti dall’ultimo decreto.

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