olimpiadi
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I simboli della vittoria italiana sono tutti in quell’esultanza di emozionante felicità di Diana Bianchedi, portata in trionfo da Giovanni Malagò pochi secondi dopo l’assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi Invernali 2026. A consegnare la busta al presidente del Cio, Thomas Bach, è stata una piccola pattinatrice.

Il pattinaggio di figura è uno degli sport più spettacolari e seguiti tra quelli che saranno ospitati tra sette anni dagli impianti italiani. Anna Cappellini, comasca di nascita e milanese d’adozione, e Luca Lanotte, nato nel capoluogo lombardo, sono una storica coppia azzurra che un anno fa ha chiuso una splendida carriera disputando in pochi mesi Europei, Mondiali e Giochi Olimpici uno dietro l’altro. Per loro le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 saranno eventualmente l’occasione di tornare al Forum di Assago, dove si sono svolte le gare della manifestazione iridata un anno fa. In che veste, è troppo presto per dirlo.

Anna, Luca: come avete vissuto la giornata di lunedì?
A.
: «Una gioia incredibile. Non osavo sperare. Ero in Federazione insieme ad altre persone a tifare per l’assegnazione. Ci siamo guardati tutta la conferenza, gli interventi, le interviste. Quando si sono ricollegati dopo la pausa è stata lunghissima. Prima l’inno olimpico, poi la proclamazione. Non finiva più».
L.: «Non ho potuto seguirla in diretta per impegni personali, ma Anna mi ha fatto sapere immediatamente. Una grande gioia. È fantastico per tutti gli italiani, figurarsi per un milanese come me. Spero che Milano possa diventare la capitale del pattinaggio di figura mondiale. L’Olimpiade è il massimo».

Le donne della delegazione hanno fatto la differenza.
A.: «Le donne sono sempre più forti, è bellissimo. Credo sia anche passato un messaggio molto attuale».
L.: «Una cosa importantissima. Dobbiamo vantarci nel mondo di tutte le grandi campionesse che abbiamo in Italia. È stato ancora più bello così».

Cosa vi viene in mente pensando a Milano-Cortina 2026?
A.: «È una cosa troppo bella per restarne al di fuori. Come allenatrice, coreografa o insieme alla Federazione, in qualche modo dobbiamo esserci. Magari con qualche presenza insieme a Luca. È una cosa troppo bella. Non possiamo restarne fuori».
L.: «Adesso ci parlo io con Anna e torniamo in pista… (ride, ndr). La prima cosa che ho pensato, quando si parlava della candidatura, era a quante occasioni ci sarebbero state per espandere il pattinaggio di figura. Gli investimenti economici, di promozione. Abbiamo bisogno di farlo crescere, questo sport. È il più televisivo di tutte le Olimpiadi: ha spettacolo, arte, musica. È quello per cui mi batto in prima persona come consigliere federale».

Cosa significa poter disputare i Giochi in casa per un’atleta?
A.: «Non posso che essere un po’ gelosa di quegli atleti che avranno questa opportunità. Noi purtroppo non l’abbiamo avuta. A Torino eravamo una coppia appena formata e c’era stato il grande ritorno di Fusar Poli-Margaglio. Abbiamo provato ad esserci come spettatori ma fu un successo talmente grande che finirono i biglietti prima che potessimo prenderli…».
L.: «Già andarci, alle Olimpiadi, è un enorme traguardo professionale ed emotivo. Farle in casa è il top, ma anche dal punto di vista negativo. Una grande emozione porta grande stress. Più o meno è quel che abbiamo sentito l’anno scorso ai Mondiali, bisogna avere grande personalità. Però se hai esperienza e testa si può benissimo affrontare una competizione del genere».

Cosa pensa un’atleta che oggi vede come possibile traguardo i Giochi in programma tra sette anni?
A.: «Intanto dico che chiunque abbia la possibilità di arrivarci, anche se ha già qualche anno in più. dovrebbe stringere i denti e prepararsi. Abbiamo un gruppo di giovani veramente promettenti. Speriamo si sviluppino bene. Quella olimpica è una vetrina incredibile. Sentire la forza del pubblico di casa in un’edizione dei Giochi penso sia qualcosa di straordinario».
L.: «La Nazionale è a un cambio generazionale che avverrà da qui ai prossimi quattro anni. Metà della squadra olimpica si è fermata lo scorso anno. Dai prossimi Giochi ci sarà ancora un altro ricambio. Quelli che possono puntare a far bene a Milano-Cortina sono tutti atleti che magari non sono nemmeno in categoria senior ancora. Il vero fenomeno può venire fuori più tardi. Fosse capitato a me quando avevo 20 anni, a Milano-Cortina sarei arrivato con la bava alla bocca. Magari ci arriverò in un’altra veste, come detto, ma sarà un altro tipo di bava alla bocca. L’importante è esserci».

L’Olimpiade sarà qui
Dalla cerimonia d’apertura all’hockey: ecco dove Milano ospiterà i Giochi
I soldi che entreranno nelle casse italiane per l’organizzazione dei Giochi 2026 saranno una manna per l’impiantistica sportiva milanese, da sempre sotto accusa per una serie di evidenti carenze.

Il processo di costruzione o riqualificazione delle strutture, a seconda dei casi, è partito a prescindere e secondo quanto annunciato sarebbe proseguito in egual modo, ma è innegabile che l’ingente arrivo di nuovi fondi sia una spinta importantissima in grado di accelerare i tempi.

Vale per i palazzetti inseriti nel dossier di Milano-Cortina, ma anche per quelli non ricollegabili alle Olimpiadi. Quest’anno, ad esempio, partiranno i lavori all’Arena Brera per ospitare il Golden Gala la prossima estate.

Tra le strutture del dossier figura l’Arena di Santa Giulia. Un impianto da 15mila posti per il quale è stato appena trovato un accordo tra Risanamento S.p.A. e OVG Europe Limited. Costo del nuovo impianto circa 100 milioni di euro, i lavori dovrebbero durare dal 2020 al 2024.

Nel dossier consegnato al Coni è riportato che ospiterà metà delle gare di hockey, ma al di fuori dell’evento olimpico sarà un impianto polifunzionale in grado di fare da teatro ad eventi di ogni tipo.

L’altra metà delle sfide sul ghiaccio si svolgeranno invece al PalaSharp, destinato a riprendere vita dopo la chiusura del 2010, con l’hockey delle gare olimpiche e non solo. I lavori per la messa in sicurezza risalgono allo scorso febbraio, poi ci sarà la gara pubblica.

Lo short track e il pattinaggio di figura avranno invece la propria casa al Mediolanum Forum, che già lo scorso anno ha ospitato i Mondiali di Milano in quello che è stato l’ultimo atto di Cappellini-Lanotte in ambito agonistico.

È uno dei templi su cui si può contare sin da ora: durante l’anno è casa dell’Olimpia Milano, di numerosi concerti ed eventi e non c’è dubbio sul fatto che potrà “sopravvivere” per i prossimi sette anni fino ad arrivare alla rassegna olimpica.

È il dubbio, ad esempio, che circonda lo stadio Meazza. Nella suggestiva cornice della Scala del Calcio è prevista la Cerimonia d’inaugurazione. Sala ha assicurato in conferenza stampa a Losanna che per il 2026 sarà ancora in piedi, ma ci sono buone probabilità che non sia così: difficilmente Milan e Inter aspetteranno altri sette anni per costruire il nuovo impianto nella stessa area.

Più che possibile, dunque, uno spostamento nel futuro stadio, ma servirà trovare un accordo. Dal punto di vista puramente legale, infatti, il primo cittadino non ha torto: sta al Comune, proprietario dell’impianto, decidere se e quando demolire San Siro.

Ovvio che non sia conciliabile la presenza di due strutture della grandezza del Meazza in contemporanea e che dall’altra parte un’eventuale fuga dei club verso altri lidi sarebbe un danno enorme per l’amministrazione. Si cercherà un compromesso nei prossimi mesi.

Ultimo ma non ultimo, il Villaggio Olimpico e la zona media. Per il primo si è pensato alla riqualificazione di Scalo Romana, ci saranno comunque altri due siti a Cortina e Livigno per gli atleti che dovranno affrontare le gare non in calendario a Milano.

I tantissimi giornalisti al seguito saranno invece ospitati nel nascente Milano Exhibition Centre a Rho, nella zona di Expo, laddove nel 2015 si è svolta l’esposizione universale sotto la guida proprio di Giuseppe Sala.

Olimpiadi 2026 in cifre

3,2 miliardi,
Il giro d’affari stimato

500 milioni,
Gli investimenti per gli impianti

75.000,
Gli eventi sportivi nell’area da oggi al 2026

28.000,
I posti di lavoro da qui a sette anni nuove unità di lavoro

1.715.000,
I visitatori attesi

50%,
La quota di gare ospitata da strutture non convenzionali

(Fonte: Master Sport dell’Università di Milano Bicocca)

LE REAZIONI

GIOVANNI MALAGÒ, Presidente Coni
«Quando siamo partiti con questa avventura due anni e mezzo fa non avevamo in mano niente. Abbiamo deciso di ripartire dall’assegnazione della sessione Cio ma poi abbiamo notato delle crepe tra le candidate per i Giochi Invernali. Credo che la presentazione ci abbia dato qualcosa in più».

GABRIELE GRAVINA, Presidente Figc
«L’Olimpiade a Milano-Cortina, oltre che un’opportunità straordinaria, è un bellissimo successo del Made in Italy! Lo sport ha dimostrato, ancora una volta, come l’Italia unita sia in grado di competere e di vincere. Mi auguro che seguano altre candidature e altre vittorie di questa portata».

GIUSEPPE SALA, Sindaco di Milano
«Per me è stata emotivamente una rivincita dopo Ema, ma se devo dire questa è più importante. Perdere una seconda volta sarebbe stato alquanto seccante, ci voleva. Può influire sulla ricandidatura? Vediamo, può aggiungere qualcosa di stimolo, ci devo ragionare con calma».

ATTILIO FONTANA, Presidente della Regione Lombardia
«Sono emozionato e molto soddisfatto. Fin dall’inizio, tutti insiemi, ci abbiamo creduto e questo è il premio alla caparbietà e alla professionalità di una squadra forte, tenace e preparata. Guardando specificatamente alla Lombardia penso ai grandi benefici che l’intera regione potrà avere».

VALENTINA MARCHEI, Atleta di Pattinaggio di Figura
«Non solo ci speravo ma ero certa. Lo sport unisce e abbatte qualsiasi tipo di barriera. Mi sono commossa ma ci sta».

EVELINA CHRISTILLIN, vice-presidente del Torino 2006 Organising Committee
«Onestamente il dossier di Milano-Cortina era nettamente migliore rispetto a quello di Stoccolma-Aare. Dall’altra parte capisco gli svedesi perché dopo tanti anni sarebbe forse giusto assegnare un’edizione dei Giochi Olimpici a loro che non le hanno mai ospitate a livello invernale».

GIUSEPPE CONTE, Presidente del Consiglio
«Il sogno diventa realtà. L’Italia ospiterà a Milano e a Cortina i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali 2026. Un successo straordinario per il nostro Paese. Oggi l’Italia ha offerto una grande prova di progettualità, di unità, di credibilità. Un riconoscimento che ci inorgoglisce».

GIANCARLO GIORGETTI, Sottosegretario con delega allo sport
«Il motto ora diventa lavoriamo insieme. L’ambizione di un politico è scrivere pagine di storia e nel nostro piccolo lo abbiamo fatto. Per uno che fa politica è una bella soddisfazione. La legge olimpica è prevista dai protocolli faremo un decreto che sarà convertito prima della fine dell’anno».

ALESSANDRO BENETTON, Presidente Fondazione Cortina 2021
«Sono felice ed orgoglioso per Cortina e per Milano: è un giorno memorabile per l’Italia! Poter organizzare i Giochi Olimpici Invernali del 2026 è un grandissimo successo per tutto il sistema Paese che è riuscito a fare squadra e ad essere protagonista sulla scena mondiale».

ARIANNA FONTANA, Olimpionica di short track
«Eravamo tutti tesissimi, io quasi non volevo ascoltare. Appena hanno detto ‘Milano-Cortina’ ho fatto un salto di due metri. Una gioia immensa. Il dato dei votanti è importante perché vuol dire che abbiamo portato un progetto valido, i membri hanno captato la nostra energia e la nostra passione».

SOFIA GOGGIA, oro olimpico nella discesa libera
«Credo che il Paese se lo meritasse. Il progetto è stato bello e solido, sono orgogliosa di aver dato il mio piccolo contributo facendo parte di questa delegazione. Io a Milano-Cortina? Innanzitutto dovrò pensare a Pechino 20222, ma sapere di poter arrivare a un’Olimpiade in casa è qualcosa di speciale».

FEDERICO PELLEGRINO, argento olimpico nello sci di fondo
«È stato un piacere vivere una giornata come questa, farlo dal vivo anziché vivendola in streaming è un’altra cosa. Contare fino a sette anni è lunga, ma un numero alla volta si può fare e il pensiero di arrivare alle Olimpiadi di Milano-Cortina da atleta nel 2026 c’è eccome».

MICHELA MOIOLI, Olimpionica di snowboard
«Ci abbiamo messo qualcosa in più anche nella presentazione, almeno credo, rispetto alla solita routine. Spero di arrivare ai Giochi da atleta. Le Olimpiadi in casa sono un sogno, ho solo sentito parlare di coloro che hanno partecipato a Torino 2006 e tutto questo sarà incredibile per noi».

ARMIN ZOEGGELER, Olimpionico di slittino
«È un risultato eccezionale aver riportato le Olimpiadi in Italia dopo soli vent’anni. Ora si festeggia, poi si inizia il vero lavoro di avvicinamento alle Olimpiadi. Le chiavi della vittoria sono state la presentazione di ottimo livello e l’agenda 2020 che penso sia stata un vantaggio per noi».


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