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19. 05. 2022 01:02

Ci sono solo vantaggi con l’auto elettrica?

Ancora minoritaria, la scelta di abbandonare i carburanti porta ancora diverse incognite

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La guerra in Ucraina sta provocando, tra le altre cose, una lievitazione dei prezzi. Facile prevedere che, qualora il conflitto dovesse proseguire, nei prossimi mesi assisteremo a rincari di vari beni, tra cui i combustibili come la benzina e il gas che l’Italia deve importare. Sorge, perciò, la domanda se sia il caso di abbandonare la “vecchia” macchina per un’auto elettrica che, oltre a fare risparmiare, è più ecologica.

Bisogna subito precisare che sinora questa scelta è stata minoritaria. Nel 2021 complessivamente le autovetture a Milano sono 678.839, di cui 3.830 elettriche, poco più dello 0,5 %. C’è, però, da sottolineare che il fenomeno è in crescita, nel 2013 le auto immatricolate erano appena 323, in nove anni si sono più che duplicate. Un aumento che si spiega con la mentalità ambientalista sempre più diffusa e con le diverse agevolazioni offerte dalle amministrazioni pubbliche. Il Comune di Milano, ad esempio, consente la sosta gratuita ai titolari delle auto elettriche con un’operazione che si perfezione con il sito e l’accesso gratuito in area C.

Per quanto riguarda le postazioni in cui ricaricare le batterie questa è la situazione: per quanto riguarda le isole digitali, riservate ai soli quadricicli, ci sono 28 postazioni per circa 300 punti di ricarica. Sono tutte obsolete e per questo è previsto revamping e rifunzionalizzazione nel corso del 2022, a carico di A2A. Ci sono poi 166 colonnine attive, con 332 punti di ricarica, di cui 128 colonnine di tipo Normal/Quick che ricaricano fino a 22kw in corrente alternata e 38 di tipo Fast che arrivano fino a 50kw in corrente continua. Il Comune punta ad arrivare a 188 colonnine.

Resta il problema del costo di queste auto, al momento elevato. Dipende dal mercato, ancora ristretto, e da incentivi che potrebbero arrivare dal governo.

Auto elettrica, La Russa (Aci Milano): «Un’alternativa costosa. Complicata la guida fuori città»

auto elettricaForse non è la soluzione di oggi ma potrebbe esserla per domani. Geronimo La Russa,
presidente di Aci Milano, guarda con simpatia alla nuova era della mobilità
elettrica a patto che ci sia sempre spazio a tutte le altre forme di
trasporto.

Lei possiede un’auto elettrica?

«Sì».

Come si trova?

«Molto bene per la guida in città».

E fuori Milano?

«Diventa più complicato, non è facile trovare le colonnine di ricarica per cui è bene
possedere anche un’auto tradizionale».

In città sono più diffuse?

«Certo, il problema è che non hanno i poss, per cui si deve usare il cellulare, scaricare l’applicazione e fare l’operazione on line: bisognerebbe potere pagare semplicemente con la carta di credito».

I punti ricarica sono sufficienti?

«No, vanno aumentati».

Quali sono gli altri ostacoli?

«Se uno non ha molto tempo a disposizione può essere un problema la ricarica, che
richiede anche 40 minuti mentre per fare rifornimento al distributore di benzina bastano 2 minuti».

Oggi le auto elettriche costano di più.

«Vero, costano di più e non è l’unico problema: con l’aumento del prezzo dell’energia non si risparmia molto con il motore elettrico».

Perché ha deciso di comprare un’auto elettrica?

«Per avere una conoscenza più completa delle auto: ho così sostituito la smart a
benzina con una elettrica».

Ci sono differenze nella guida e nella gestione?

«C’è il cambio automatico ma in 24 ore ci si adegua. Certo può essere un problema
per chi ha settant’anni».

Quali sono i vantaggi?

«Al momento sono previste molte agevolazioni: non si pagano i parcheggi, area
C è gratis, non si paga il bollo».

Una pacchia.

«Si ma bisogna vedere quanto dura, alla lunga non può tenere».

Un vantaggio per tutti è sotto il profilo ambientale.

«Questo è un punto che va precisato: non è vero che la auto elettriche non inquinano».

Ci spieghi.

«Sfatiamo il mito, l’elettricità prodotta non è al 100% rinnovabile. La differenza rispetto al motore a scoppio è che non inquina nel luogo in cui il mezzo di muove: il tubo di scappamento inquina nell’area circostante, l’auto elettrica no».

Il futuro della mobilità è nell’auto elettrica?

«Milano sta facendo questa scelta, per decongestionare l’inquinamento ha introdotto forti premialità ma vedo non poche incognite rispetto ad una realtà esclusivamente elettrica: in Europa si rischia di cancellare occupazione nei settori attinenti alle auto a scoppio, il mercato dell’elettrico è più forte in Asia, in Cina. Inoltre verrebbero meno le accise e gli introiti di area C».

Lei è un po’ scettico…

«Io dico che serve equilibrio, va fatto un ragionamento più ampio che comprende l’ibrido. Soprattutto va tenuto presente un principio: l’auto è sempre stata uno strumento di libertà, quindi non va demonizzata, non dimentichiamoci che Milano è diventata una grande città anche grazie all’auto».

Chi vuole demonizzarla?

«L’amministrazione comunale persegue politiche di eliminazione, le trovo sbagliate, oggi bisogna ragionare su una mobilità che comprende il trasporto pubblico e le nuove forme
di cui abbiamo parlato purché consentano un diritto fondamentale».

Quale?

«La libertà di scelta del mezzo di trasporto».

In conclusione: l’auto elettrica è un’alternativa?

«E’ costosa e non è l’unica».

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