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25. 06. 2024 13:09

L’invenzione che rivoluziona l’immagazzinamento di energia elettrica è milanese: la storia di Walter Cassani. VIDEO

Quando innovazione e sostenibilità si incontrano: dal retro di un capannone arriva il nuovissimo Impianto Generatore ed Accumulatore di Energia Elettrica. Come funziona e perchè è importante

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Esistono ancora gli “inventori”, coloro che iniziano la propria parabola creativa nel garage di casa? Le menti visionarie che hanno intuito prima di altri le potenzialità di cose di cui oggi non possiamo più fare a meno? Magari sì, e non provengono solo da Cupertino o dalla Silicon Valley, ma possiamo trovarli anche nel milanese. È il caso della MPW Generator, società con sede ad Arluno, nel Milanese, fondata nel 2020 da Walter Cassani, già titolare della Techsun Energy Srl.

La storia del milanese Walter Cassani

Con oltre 20 anni di esperienza nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, Walter Cassani si è distinto negli anni per aver brevettato diverse innovazioni nell’ambito dell’efficientamento energetico. E cosa c’è di più urgente, oggi, di avere energia a disposizione per tutti, possibilmente ad impatto zero?

Cassani racconta: «Nel 2002 brevettai un sistema di riscaldamento e raffreddamento degli edifici a consumo energetico zero: fotovoltaico in abbinamento a pompa di calore. Mi diedero del pazzo».

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Immagazzinare energia elettrica: la storia di Walter Cassani
Immagazzinare energia elettrica: la storia di Walter Cassani. Foto: Carolina Gheri

Nel retro di un capannone, Walter Cassani ha ideato, sviluppato e realizzato il prototipo di un’invenzione che prospetta la possibilità di accumulare energia nella quantità desiderata, pronta per essere trasformata in energia elettrica utilizzabile al momento della necessità, con rendimenti molto elevati e comunque ben superiori rispetto a quelli oggi presenti sul mercato.

I risultati ottenuti per verificare la fattibilità e la sostenibilità dell’invenzione sono stati molto soddisfacenti, sia dal punto di vista della quantità di energia accumulabile, ma soprattutto della disponibilità di energia accumulata, a fronte di un elevato rendimento del sistema.

Per questo motivo Walter Cassani ha depositato domanda di brevetto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, che ha espresso parere favorevole senza alcuna osservazione: ciò significa che non esiste altra invenzione comparabile all’Impianto Generatore ed Accumulatore di Energia Elettrica da lui ideato.

«L’inventore è colui che inventa qualcosa e l’invenzione può essere completamente nuova o derivata – spiega Cassani – qui siamo di fronte ad un’invenzione completamente nuova, innovativa e industrializzabile. Sono convinto che sia un’idea che verrà realizzata in tutto il mondo, perché andrà a risolvere il problema energetico senza consumare acqua e, di conseguenza, facendo del bene all’ambiente. In realtà è una diga in un circuito chiuso».

Una centrale idroelettrica in casa? L’idea di Walter Cassani

La tecnica nota per la produzione di energia elettrica con turbine ad acqua è quella delle dighe, nelle quali si sfrutta la forza di gravità posseduta dall’acqua collocata in quota. Tenuto conto dell’energia necessaria per il pompaggio dell’acqua in altezza, il bilancio tra energia spesa per spostare l’acqua e l’energia prodotta dalla caduta di questa nelle turbine dà una perdita del 25% e un’energia utile del 75%.

Questo bilancio si ripete, in maniera discontinua, tutte le volte che l’acqua è pompata in quota e fatta cadere all’interno delle turbine. Con l’invenzione dell’Impianto Generatore ed Accumulatore di Energia Elettrica è invece sfruttato uno stesso volume d’acqua, portato in pressione all’interno di una pluralità di stadi e fatto circolare in continuo.

Si ottengono rendimenti del 75% al primo stadio e del 9% all’ultimo, in cui la continuità del trasferimento dell’acqua in pressione all’interno del sistema multistadio realizza una sommatoria di energia prodotta (75% primo stadio, +37% secondo stadio, + 18% terzo stadio, + 9% quarto stadio = 139% multistadio) considerevolmente superiore al 75% in media conseguibile con i sistemi tradizionali a turbine ad acqua.

Impatto zero

Dal punto di vista tecnico, si tratta di un impianto caratterizzato dal fatto di comprendere un serbatoio principale collegato ad una serie di serbatoi ausiliari tramite condotti di mandata e ritorno. Il serbatoio principale è alimentato da una o più pompe a pressione, a loro volta alimentate da una fonte di energia; tali pompe a pressione sono collegate al primo serbatoio ausiliario, che a sua volta è collegato a una turbina tramite un condotto di andata e uno di ritorno.

I successivi serbatoi ausiliari sono collegati alla stessa turbina, la quale aziona un generatore di energia elettrica, che alimenta un’utenza e la rete elettrica, tramite l’interposizione di un contatore di scambio.

Il serbatoio principale è caricato con aria o gas in pressione a 300 bar o oltre, mentre i serbatoi ausiliari contengono acqua o altro fluido e sono messi in pressione dal serbatoio principale per alimentare la turbina. Ma le quantità d’acqua e d’aria necessarie per muovere l’impianto sono sempre le stesse, pertanto si può parlare di un circuito chiuso che, idealmente, può generare un moto perpetuo.

Walter Cassani: «I have a dream»

«Lo scopo di questa macchina è quello di immagazzinare quell’energia elettrica che al contrario andrebbe persa – precisa Walter Cassani – Cambia il futuro, perché noi avremo la possibilità di immagazzinarla e poterla utilizzare in un secondo tempo, per caricare le batterie delle nostre auto ad esempio, oppure per produrre idrogeno verde».

«Quest’idea nasce tanto tempo fa, ci ho lavorato, ho realizzato un prototipo per testarne il principio e successivamente ho depositato il brevetto. Se viene recepita a livello governativo, quest’idea può dare benefici a tutti e può funzionare ovunque nel mondo dove ci sia forza di gravità, dalle piccole isole alle pendici dell’Himalaya», continua.

«L’obiettivo è trovare qualcuno che condivida e sostenga il progetto di industrializzazione del prodotto per portare avanti il progetto a livello nazionale e internazionale, ma la soddisfazione maggiore sarà dare fiducia ai giovani: questo principio verrà usato dai nostri figli, che avranno una casa con una turbina alimentata con questo sistema. Il mio sogno? Che il primo progetto di quest’impianto vada ad alimentare un ospedale per bambini diversamente abili».

Immagazzinare energia elettrica: la storia di Walter Cassani
Immagazzinare energia elettrica: la storia di Walter Cassani. Foto: Carolina Gheri

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