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22. 09. 2021 12:57

Post Covid-19, Kontatto e Federico Ballandi: «La moda ha bisogno di essere vissuta»

«E’ il momento di spingere, con la giusta comunicazione». Kontatto: poco “fast fashion”. Molto italiani. E con numeri importanti (oltre 24 milioni di fatturato nel 2019)

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Kontatto, brand di abbigliamento femminile presente anche con un negozio monomarca in via Torino, si rilancia dopo l’emergenza Covid. E lo fa con una sorta di “inno alla vita”: una nuova collezione denominata “Estate italiana”, che ha sfilato tra le splendide vigne della tenuta Umberto Cesari sui colli bolognesi, rigorosamente in diretta social.

 

L’intervista a Federico Ballandi, Kontatto

Federico Ballandi
Federico Ballandi

«Piangersi addosso non serve a niente, ripartiamo da zero», incita Federico Ballandi, patron dell’azienda Kontatto, in una livestory Instagram con Mi-Tomorrow.

Che cosa vi siete inventati per questa nuova fase?
«Stiamo costruendo nuove cose per far rinascere il mercato. La presentazione dell’ultima collezione di Kontatto traccia una strada diversa, che ci ha visto direttamente coinvolti in ogni minimo dettaglio».

Come cambierà il mondo della moda?
«Non pensiamo che la moda possa andare avanti con soluzioni virtuali online. Questo mondo vive di relazioni umane e le Fashion Week di Milano restano insostituibili, perché la moda bisogna viverla e respirarla dal vivo».

Milano rimarrà più indietro nel progressivo ritorno alla normalità?
«E’ indubbiamente la città che sta soffrendo maggiormente e, commercialmente parlando, è assolutamente ferma. Ripartire è una necessità»

In che modo?
«Bisogna muovere dei programmi, la macchina degli eventi. Il turismo fa bene, ma manca il business, ovvero la movimentazione di chi si sposta per affari».

Kontatto
Kontatto

La scelta della location della vostra recente sfilata è una sorta di manifesto di promozione turistica per Bologna e dintorni…
«Per la sfilata di Kontatto abbiamo scelto una location da urlo, a riprova che viviamo in un Paese che è meraviglioso».

In linea con la collezione “Estate italiana”?
«Era un mix di collezioni che avevamo già in lancio, un’unione tra una produzione che è rimasta lì e nuove cose che abbiamo inserito. Volevamo rimettere in moto la macchina, perché non ho intenzione di piangermi addosso, una grandinata può succedere».

Di che portata?
«Mi sembra che sia di dimensioni abbastanza rilevanti. Questo mi fa molta paura».

Le istituzioni hanno la percezione di questa paura?
«Le imprese possono solo appellarsi alle banche, non c’è altra via possibile».

Quali opportunità vi ha messo davanti quest’emergenza?
«Sicuramente in Kontatto abbiamo sviluppato tante proposte, ma anche iniziative che non mi trovano d’accordo come, ad esempio, spostare in avanti i saldi».

Kontatto
Kontatto

Perché?
«La clientela oggi come oggi è talmente preparata che arriva esattamente a ciò che vuole. Questo avviene con l’acquisto online o in negozio».

E’ anacronistico parlare di saldi nel 2020?
«Ormai è sempre periodo di saldi. I clienti non si possono più definire clienti. Dobbiamo definirli come dei soci, fanno parte dell’azienda, la vivono. In questo, le piccole città sono avanti».

Ovvero?
«C’è un bel contatto tra cliente ed imprenditore. E sono le realtà che oggi stanno funzionando meglio perché si vive di più il rapporto umano».

Avvertite questa differenza tra Milano e le altre città dove avete negozi?
«Milano in questo momento è in panchina. Nei centri storici di provincia registriamo più movimento e noi proviamo a comunicare serenità».

Oggi è un momento “buono” per…
«Per spingere sulla ripartenza, con la giusta comunicazione, che è tutto».

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