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17. 05. 2021 16:16

Marco Piuri, ad di Trenord: «Scaglionamenti anche nell’epoca post Covid»

Piuri racconta come Trenord affronterà i nuovi orari dal 7 gennaio ed annuncia novità anche per il futuro

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La Lombardia si prepara al rientro a Scuola il 7 gennaio e lo fa scaglionando gli orari di ingressi delle tante attività lavorative. Marco Piuri, amministratore delegato di Trenord, racconta come cambierà la mobilità sui treni nelle prossime settimane.

Indietro non si torna. Il servizio di Trenord è stato potenziato già dal 13 dicembre con un totale di circa 2.200 treni in circolazione. Il tutto per rispettare la capienza al 50% e garantire il distanziamento sociale.

Il ritorno degli studenti peserà molto sul totale dei passeggeri sui treni. «Su 100 viaggiatori, 30 sono studenti – spiega Piuri in un’intervista al Corriere -. Ma, di questi, due terzi sono universitari e un terzo studenti delle superiori. Per questo siamo tranquilli che quanto fatto finora possa rispondere alle esigenze della ripartenza scolastica dal 7 gennaio. Pre Covid portavamo 820mila passeggeri al giorno. Ultimamente viaggiamo su una media di 250-300mila. Per cui l’offerta attuale reggerà anche con il 75% di presenza in classe».

trenord
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Piuri è convinto che il nuovo piano reggerà, anche se ha qualche riserva. «Se ci muoviamo tutti fra le 7 e le 9 è chiaro che il sistema non regge – ha ribadito -. Soprattutto tra alcuni mesi, in ottica di copertura vaccinale, quando davvero si potrà immaginare il ritorno a una normalità. Ma indietro non si torna».

Infatti per l’ad di Trenord gli scaglionamenti diventeranno una costante anche una volta tornati alla normalità. «Il Covid ha semplicemente accentuato un’esigenza che c’era anche prima – ha ancora aggiunto Piuri -. Pre-Covid i treni erano pieni al 30% e nelle ore di punta si saliva al 100-140%. Anche quando saremo fuori dall’emergenza, per garantire la qualità della vita e della mobilità bisognerà continuare a lavorare sugli scaglionamenti orari. Detto altrimenti: o si continua a regolare diversamente l’organizzazione oraria della vita sociale e lavorativa o la risposta per cui al crescere della mobilità l’offerta di trasporto pubblico cresce a sua volta non è una risposta reale».

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