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16. 06. 2024 11:22

Con la quarantena alcuni genitori hanno scoperto la dipendenza dei figli

Tanti decessi, altrettanti rischi di overdose: la Fase 2 prova a riscrivere la storia anche delle comunità che ospitano persone con problemi di dipendenza. Ritroviamo Pierangelo Puppo, presidente di Dianova: «Tamponi e test per alzare il livello di sicurezza»

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Dianova - Con la quarantena alcuni genitori hanno scoperto la dipendenza dei figli
Dianova – Con la quarantena alcuni genitori hanno scoperto la dipendenza dei figli

Anche le comunità che assistono persone con problemi di dipendenza si sono dovute organizzare velocemente per farsi trovare pronte in vista della Fase 2. Se nel periodo di lockdown il pensiero principale è stato proteggere gli ospiti all’interno delle strutture, ora bisogna pensare alla riapertura e ai nuovi contatti con l’esterno.

 

 

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Con la quarantena alcuni genitori hanno scoperto la dipendenza dei figli

In quest’ottica sta lavorando Dianova che può contare su cinque strutture in Italia, una di queste a Garbagnate, in provincia di Milano. «Realtà come le nostre dovranno rivedere il loro approccio – spiega Pierangelo Puppo, presidente di Dianova Italia –: se prima la comunità si basava molto sulla relazione esterna oggi è più difficile farlo. Dobbiamo reinventarci».

Ci ritroviamo a lockdown terminato: com’è stato vissuto dai vostri ospiti?
«Non è stato semplice, ma su 130 persone abbiamo registrato solo un paio di abbandoni. I ragazzi hanno risposto bene, ora bisognerà capire cosa succederà con l’allentamento delle misure restrittive. Abbiamo messo nero su bianco una procedura che regolamenterà le uscite, siamo una struttura socio-sanitaria e non possiamo far entrare e uscire le persone senza controlli. Siamo consapevoli che qualcuno potrebbe non accettare le regole e abbandonare il programma, cercheremo di limitare questo rischio».

Aprirete anche a nuovi ingressi?
«Già lunedì prossimo potremmo avere il primo nuovo utente. Al momento stiamo procedendo con la sanificazione delle strutture e a creare delle stanze singole dove i nuovi arrivati possano trascorrere le due settimane di quarantena prima di unirsi al gruppo. Abbiamo comunicato alle ATS di essere pronti ad accogliere nuovi ospiti a condizione che venga effettuato un tampone prima dell’ingresso. E poi abbiamo intenzione di acquistare dei test sierologici che potrebbero effettuare i medici di base che lavorano da noi. Avere a disposizione sia il tampone che il test sierologico sarebbe un grosso passo avanti a livello di sicurezza».

Ci sono molte nuove richieste di ingresso?
«Siamo chiusi da quasi due mesi e di richieste ne sono arrivate parecchie. Purtroppo non possiamo accettare troppe persone contemporaneamente, al massimo due per struttura. I tempi di ingresso si sono inevitabilmente allungati».

Come avete avvertito l’emergenza droga fuori dalle strutture?
«Sappiamo di persone che nell’autocertificazione hanno scritto chiaramente che andavano a cercare le sostanze. Se hai una dipendenza, non ti fermi davanti a dei divieti. Il nostro numero verde ha ricevuto diverse chiamate da genitori che in quarantena hanno scoperto la dipendenza dei figli. Si tratta di ragazzi giovani intorno ai 25 anni, a quell’età è più facile nascondere la dipendenza».

In strada si sono verificati episodi spiacevoli?
«Purtroppo c’è stato un aumento delle overdose, soprattutto tra i giovani. Alcuni di questi ragazzi, costretti in casa per diversi giorni si erano in parte ripuliti. Se quando escono assumono la dose che erano abituati a prendere prima del lockdown, rischiano l’overdose. Dal 24 febbraio al primo maggio in Italia si sono registrati 27 decessi, è un numero alto. E si è anche abbassata l’età media dei morti».

Come sta il vostro personale?
«Purtroppo qualcuno di noi ha perso i genitori a causa del virus, altri hanno visto i loro cari ammalarsi. Abbiamo aperto uno sportello per offrire a chi lo volesse un supporto psicologico in questo periodo così difficile».

Riuscirete a portare a termine il programma del centro istruzione adulti?
«Sì, a Ortacesus abbiamo una classe permanente che permette di conseguire la licenza media e il biennio delle superiori. Abbiamo potuto riprendere il programma grazie al centro provinciale istruzioni adulti che ci ha messo a disposizione dei pc portatili. In questo modo i ragazzi potranno terminare l’anno scolastico»

Quanto sono importanti le donazioni per un’associazione come la vostra?
«Moltissimo. E su dianova.it sono spiegate tutte le modalità per aiutarci».

130mila

gli italiani che ogni anni si rivolgono a servizi di assistenza per problemi di tossicodipendenza

15mila

chi sceglie la strada della comunità

27

i decessi per overdose in Italia dal 24 febbraio al 4 maggio

4

i decessi in Lombardia

0

i decessi nella Provincia di Milano

167

i posti letto nelle cinque strutture Dianova

350

le persone ospitate nell’ultimo anno

Fonti: Dianova/geoverdose.it

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