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03. 08. 2021 16:42

I mille volti dello skyline di Milano catturati da Irene Colli Lanzi

Avvolto dalla fredda luce invernale o dalle sfumature morbide del tramonto.

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A tanti piace fotografare la nostra città. Il Duomo, la Scala, il Castello, La Galleria e, naturalmente, le nuove aree urbane che fanno assomigliare Milano a tante metropoli europee e mondiali e, allo stesso tempo, a nessuna.

 

Milano è certamente cosmopolita, ma con quel tocco di eleganza e compostezza che appartengono solo a Lei. Quella lieve seriosità e quel contegno che, però, scompaiono dai volti delle tante persone che la vivono o la visitano, quando alzano la testa e rimangono a guadare a bocca aperta: la Torre Unicredit, le Residenze Hadid e Liebeskind, le Torri Isozaki e Hadid, e la dirimpettaia Torre Libeskind che è in via di completamento. Anche a Irene Collilanzi, fotografa per passione, piace ritrarre la Milano che svetta, ma non dal basso. Sul suo profilo Instagram @i.collilanzi da 3k follower, Irene lascia il segno attraverso immagini dello skyline milanese, catturato dai tetti della città.

Chi è Irene?
«Sono milanese di nascita, ho trent’anni anni e ho studiato Economia all’Università Bocconi. Dal 2015 lavoro nell’amministrazione di un ospedale veterinario in provincia di Varese, ma nel tempo libero collaboro con l’agenzia fotografica Milano Panoramica».

Quando è iniziata la tua passione per la fotografia?
«Fin da quando ero adolescente mi piaceva scattare foto, ma solo negli ultimi dieci anni ho avuto modo di approfondire questa mia passione sia frequentando corsi ma anche professionisti e appassionati come me».

Analogico, digitale o smartphone?
«Io ho sempre scattato in digitale, però non nascondo che il telefono è molto più facile e immediato da usare e, soprattutto, pesa poco! In realtà uso il telefono solo per le foto di tutti i giorni e per quelle da pubblicare sui social».

Come definiresti le tue fotografie?
«Sicuramente rispecchiano quello che per me è Milano, sia attraverso i colori che attraverso ciò che fotografo».

Cioè?
«Mi piacciono i toni di un tramonto caldo o di un’alba luminosa e mi affascinano i riflessi delle luci sui vetri dei grattacieli. Anche la città di notte spesso assume un’atmosfera magica, soprattutto quando il cielo è terso. Ogni foto custodisce un po’ del mio umore, nel momento in cui esco e decido di fotografare».

Sulla pagina troviamo scritto “Nelle imprese la grandezza sta nell’avere in mente tutt’altro”. Cosa significa?
«È una citazione de Il peso della farfalla, il primo libro che ho letto di Erri De Luca, il mio scrittore preferito».

Fotografi Milano dall’alto. Sei quindi una “ladra di tetti”?
«#ladriditetti nasce nel 2016 quando ho iniziato a fotografare l’evolversi dello skyline milanese dal terrazzo di casa mia. Da lì ho una prospettiva a 360 gradi di tutta Milano. Ho avuto la fortuna di poter scrutare l’evolversi delle geometrie della città dal balcone e dal terrazzo di casa mia: ho sempre vissuto in un quartiere residenziale abbastanza vicino al centro, tanto da non esserne inglobato nella frenesia e nel caos ma nemmeno essere escluso dal cuore pulsante della città».

Cosa ti affascina di più?
«Banalmente, il grande contrasto tra le tegole dei tetti delle case e i vetri brillanti dei palazzi nuovi».

Come ti organizzi per salire su grattacieli inaccessibili ai più?
«All’inizio chiedevo ad amici e conoscenti che avevano una bella vista da casa di poter scattare dai loro tetti o balconi, poi, grazie proprio a questa mia passione per le foto panoramiche di Milano, sono entrata a far parte del gruppo di fotografi di Milano Panoramica. Adesso quindi riusciamo ad organizzarci in modo più strutturato, grazie a conoscenze del nostro gruppo, oppure agli altri gruppi con cui collaboriamo».

Prediligi quindi la “nuova Milano” dei grattacieli, rispetto al centro storico?
«No assolutamente, anzi. Devo dire che mi piace molto passeggiare per le strade del centro e fermarmi ad osservare le case, soprattutto quelle con i terrazzi e i balconi pieni di fiori e piante. Però ovviamente mi affascinano molto anche i grattacieli, perché solo dall’altezza che si riesce a vedere come sono davvero quelle case che normalmente osserviamo con il naso all’insù».


«Farei sparire tutto lo smog che soffoca la Pianura Padana, per poter fotografare la città con il cielo limpido e pulito».


Per te Milano è…
«Il mio grande amore».

Quali sono i luoghi della città che preferisci fotografare?
«Porta nuova e il quartiere di City Life: anche se i miei soggetti preferiti rimangono il Pirellone e il palazzo Unicredit per i riflessi creano con la luce del tramonto».

Cosa cambieresti se avessi una bacchetta magica?
«Farei sparire tutto lo smog che soffoca la Pianura Padana, per poter fotografare la città con il cielo limpido e pulito».

Dopo questo periodo particolare causa coronavirus, il tuo modo di vedere e fotografare la città cambierà? E come?
«Non faccio steet photography e non credo che le mie foto subiranno cambiamenti stilistici: è un dato di fatto che la città appaia diversa nelle ultime due settimane, ma questo si riflette in parte solo sul mio quotidiano dal momento che non lavoro in città».

Mi piacciono i toni di un tramonto caldo o di un’alba luminosa e mi affascinano i riflessi delle luci sui vetri dei grattacieli.

Colli Lanzi Irene
Colli Lanzi Irene

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