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25. 06. 2021 02:11

Stefano Boeri: «in Triennale stiamo preparando un’iniziativa che trasmetteremo in streaming»

«Questo nuovo modo di fare cultura è sostitutivo ma non temporaneo, la nostra volontà è che rimanga anche una volta terminato questo momento»

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Da mercoledì un Decameron in streaming: l’intervista a Stefano Boeri.

 

L’intervista a Stefano Boeri, Presidente della Triennale

I musei, cinema e teatri continuano a restare chiusi nonostante le proteste di artisti e operatori del settore: cose ne pensa?
«Sono totalmente d’accordo con le decisioni che sono state assunte, bisogna rispettare le scelte istituzionali».

Quindi i musei devono restare chiusi o è giusto cominciare a contingentare gli ingressi?
«Bisogna che sia chiaro che siamo di fronte a una cosa seria, le misure adottate servono per proteggere le persone. Capisco le proteste, ma si è determinata una causa di forza maggiore».

Non è possibile mitigare i provvedimenti di chiusura?
«Ho uno studio a Shanghai, so cosa sta succedendo in Cina, siamo in una situazione di emergenza».

Diversi artisti, tra cui Bertolino e Michielin, hanno deciso di esibirsi in streaming in seguito alla cancellazione dei loro spettacoli: può essere una valida alternativa?
«Assolutamente sì, in Triennale stiamo preparando un’iniziativa che trasmetteremo in streaming».

Di cosa si tratta?
«Come nel Decameron ogni giorno ci sarà un evento: una lettura, una recita o altre attività».

Dove sarà possibile seguire gli eventi?
«Sul sito e sui social».

È un’iniziativa nata con il coronavirus?
«Sì, questa situazione ci ha spinto a cercare opportunità: abbiamo pensato che si poteva sperimentare una nuova forma di comunicazione a distanza».

Il direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar sostiene che il teatro senza pubblico non esiste.
«Non voglio polemizzare con lui, è evidente che il teatro con il pubblico è altra cosa rispetto a un teatro vuoto. Io dico solo che noi non facciamo teatro tradizionale, non siamo il Piccolo Teatro, vogliamo sperimentare forme diverse».

Che ruolo può avere in questo momento la Triennale?
«Vogliamo essere un microfono sulla città, possiamo produrre cultura perché siamo convinti che la cultura non si ferma. Credo che sia il momento di mettere da parte le lamentele, siamo consapevoli e solidali delle difficoltà in cui si trova tanta gente, ma dico che dobbiamo andare avanti».

Com’è stato ideato il progetto?
«L’idea è di tutto il comitato scientifico».

Quando parte?
«Mercoledì alle 18.00 con un incontro sullo spazio al quale parteciperanno studiosi di varia estrazione, fisici, antropologi, filosofi».

Il resto del programma?
«È in via di definizione. Aggiungo che ci sarà una web radio che abbiamo invitato a seguire gli eventi nel palazzo».

Questa iniziativa potrà proseguire anche una volta superata l’emergenza?
«Lei solleva un tema molto importante: questo nuovo modo di fare cultura è sostitutivo ma non temporaneo, la nostra volontà è che rimanga anche una volta terminato questo momento».

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