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18. 09. 2021 00:07

Covid, Galli: «A parlare di terza dose è la casa farmaceutica che produce il vaccino»

Il virologo esprime la sua contrarietà alla terza dose senza dati che supportino l'utilità della nuova somministrazione

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Il professor Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, è intervenuto sulla possibilità di effettuare una terza dose per “rinforzare” gli anticorpi.

Il pensiero di Galli sulla terza dose

«Sulla terza dose sono un po’ sconcertato – ha dichiarato il virologo a “Morning News” su canale 5 -. A parlare molto di terza dose è soprattutto la casa farmaceutica che produce il vaccino ma lo fa sulla base di un numero di dati limitato. Sicuramente provoca un’impennata di anticorpi ma quello che dobbiamo chiederci è: serve? O meglio serve andare a farla a chi ha ancora una risposta immune più che accettabile? Il punto è che non si vuol andare a vedere se la gente ha risposto o meno al vaccino e questo secondo me è un importante errore».

Per l’esperto servono quindi dati effettivi e concreti che dimostrino l’utilità della terza dose, anche in vista delle nuove varianti. «Io – ha sottolineato il professor Galli – sono stato vaccinato il primo giorno utile e quindi la mia vaccinazione scade come uno yogurt, secondo una concezione che per me è di burocrazia sanitaria e non basata su base scientifica. Prima che mi convincano dell’opportunità di rivaccinarmi, con la terza dose con il vaccino impostato su un virus che girava a Wuhan a marzo 2020, bisogna che mi convincano che non ho più una risposta immune».

Galli ammette anche che più che un’impronta medica, la terza dose è una cosa voluta soprattutto dalla politica. «La terza dose è una sparata e ha contenuti di ordini soprattutto politico -ha aggiunto -. Serve a tranquillizzare la pubblica opinione dicendo: male che va, faremo una terza dose. Ma sarebbe più utile occuparci di capire lo stato infettivo delle persone immunodepresse e capire se gli operatori sanitari che sono stati vaccinati per primi hanno ancora una risposta immune. Altrimenti continuiamo a fare cose inutili con imposizione, come ad esempio vaccinare i guariti».

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