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27. 10. 2021 19:37

La Fondazione Luce dalla parte dei bambini autistici: lavori in corso al CTRS

Lavori in corso per allargare il Centro Terapeutico e Riabilitativo Semiresidenziale a Precotto.

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Sempre più genitori cercano aiuto per ottenere diagnosi e terapie per i figli autistici. Dal 2011 in via Rucellai (zona Precotto) opera il Centro Terapeutico e Riabilitativo Semiresidenziale (CTRS), prima realtà italiana tutta dedicata alle terapie per bambini e adolescenti con disturbi dello spettro autistico, voluto dalla Fondazione Gaetano e Mafalda Luce. Al momento sono seguiti un centinaio di bambini e ragazzi fino ai 14 anni, ma ce ne sono altrettanti in lista d’attesa.

CTRS, verso la fine della ristrutturazione

Proprio per questo, negli scorsi mesi sono partiti i lavori di ristrutturazione che termineranno a ottobre. Lo scopo è utilizzare anche il primo piano della palazzina, raddoppiando gli spazi dedicati ai percorsi riabilitativi per ospitare fino a 160 bambini e aggiungendo degli ambulatori.

Il CTRS, gestito dalla Fondazione Piatti, è un centro privato accreditato da Regione Lombardia: i bambini vi possono accedere dopo aver ricevuto la diagnosi dagli Uonpia (Unità Operativa Neuropsichiatria Psicologia Infanzia Adolescenza). Qui sono seguiti da un’equipe composta da educatori, logopedisti, neuro-psicomotricisti, psicologi e psicoterapeuti. Il “circuito” riabilitativo si svolge all’interno di stanze suddivise per ambienti, che simulano situazioni reali, come se i bambini si trovassero a scuola, a casa, in palestra.

«Questo percorso sarà quindi raddoppiato – spiega a Mi-Tomorrow Ambrogio Risari, architetto, consigliere della Fondazione Luce, progettista e direttore dei lavori di ristrutturazione -. Al progetto hanno lavorato diverse figure che operano nel centro: è stato interessante studiare insieme spazi adeguati a bambini e ragazzi con sensibilità speciali. Creeremo anche un microambiente famigliare nel quale impareranno a compiere azioni che poi saranno in grado di ripetere a casa in autonomia e una stanza per lavorare sulla parte sensoriale».

Nuovi ambulatori

«Di solito i genitori aspettano almeno fino al compimento dei due anni e mezzo dei bambini per rivolgersi agli specialisti – spiega Paolo Meucci, responsabile del centro – Dopo aver fatto richiesta di accedere agli Uonpia, vista la lunga lista d’attesa passano altri due anni prima di partire con la terapia».

Con i nuovi ambulatori la Fondazione Luce intende quindi occuparsi, oltre che della terapia, anche della diagnosi, fornendo questo servizio privato a prezzi calmierati. «Il 70% dei bambini del nostro centro è di origine straniera e questo rende il nostro lavoro più complesso: oltre ai disturbi del linguaggio si aggiungono anche le variabili culturali e linguistiche», prosegue Meucci. «Con gli ambulatori offriremo terapie mirate – aggiunge la neuropsichiatra Daniela Costanzo – e ci dedicheremo anche ad altre patologie come l’iperattività, i disturbi dell’apprendimento e dello sviluppo».

Durante l’emergenza sanitaria i bambini autistici e le loro famiglie hanno risentito molto della mancanza di contatto diretto con la scuola e con gli operatori, ma la “teleterapia”, inizialmente attivata durante il lockdown del 2020, si è rivelata efficace anche dopo: «Siamo entrati con discrezione nelle case dei nostri bambini e ragazzi – racconta la dottoressa Costanzo – potendo cogliere meglio le difficoltà delle famiglie. Utilizziamo questo metodo anche con le scuole: così l’educatore può dare indicazioni precise all’insegnante di sostegno».

Accanto alla sede della Fondazione, il Piano Quartieri del Comune di Milano prevede interventi di riqualificazione di un’area verde. Una parte di questa sarà utilizzata proprio dai ragazzi del centro, che potranno interagire con i bambini della zona.

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