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28. 06. 2022 04:11

Un film già visto: il Pio Albergo Trivulzio continua a bloccare le visite ai parenti

Ormai da circa un mese le visite ai parenti degli ospiti del Pio Albergo Trivulzio sono bloccate. In compenso è stato potenziato il servizio di videochiamate: una misura sufficiente?

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Lo scorso dicembre il Pio Albergo Trivulzio, noto come “la Baggina di Milano” ha deciso di bloccare le visite ai parenti dei ricoverati in via del tutto preventiva, per limitare un’ulteriore diffusione della variante Omicron.

Le misure preventive del Pio Albergo Trivulzio di Milano

Durante la prima fase della pandemia da Covid-19, nella primavera del 2020, il Pio Albergo Trivulzio si è trovato al centro di un’ondata di contagi, registrando diverse morti e anche un’inchiesta della magistratura. Si è trattata di una “scottatura mediatica”: così l’ha definita Fabrizio Pregliasco, virologo della Statale e consulente tecnico-scientifico del Trivulzio.

Nel pieno della diffusione della nuova variante Omicron, con la Lombardia che sta registrando un nuovo record di contagi e ricoveri, questa volta il Pio Albergo Trivulzio ha agito preventivamente e ha bloccato in via temporanea tutte le visite ai parenti degli ospiti delle sue Rsa.

Come affermato da Barbara Caimi, responsabile del programma di vaccinazione, non è stata prevista alcuna deroga nemmeno per le festività natalizie. Al momento per entrare nella struttura il green pass non basta: è necessario sottoporsi anche ad un tampone rapido e i dati sono in costante aumento.

“Come da valutazione con il nostro comitato scientifico composto dal professore Fabrizio Pregliasco e la professoressa Claudia Balotta, si è valutato al momento di aumentare sempre di più le videochiamate e di sospendere temporaneamente l’ingresso ai familiari allo scopo di tutelare tutti. Stiamo mantenendo in costante monitoraggio la curva epidemica al fine di valutare, previo parere del comitato, la riapertura il più presto possibile”, ha aggiunto la responsabile.

Il commento di Pregliasco: “Nessun allarmismo, solo precauzione”

Nel corso di un’intervista per Adnkronos Salute, Pregliasco ha infatti affermato che “la chiusura temporanea delle visite è stata disposta dopo un’attenta valutazione della situazione epidemiologica generale”. Si tratta di una “scelta assolutamente precauzionale, adottata per poter gestire al meglio un rischio generale”.

Pregliasco ha voluto infatti specificare che il Pio Albergo Trivulzio non sta vivendo “una situazione particolare, se non quella della comunità intera” e degli altri ospedali che stanno combattendo contro la nuova variante.

“Quella vissuta al Trivulzio anche nei momenti più caldi dell’emergenza non era una situazione peggiore rispetto al resto del mondo”, ha continuato il virologo del Trivulzio.

Nessun caso positivo tra gli ospiti della Rsa

Almeno fino a poco prima di Natale, tra gli ospiti della Rsa non si è registrato nessun caso di positività al Covid-19. Pregliasco ha affermato che “c’è qualche operatore che vivendo in un contesto famigliare, magari con bambini, è positivo come del resto sta accadendo in tutti gli ospiti della Rsa”, ma nulla di allarmante e di cui preoccuparsi troppo.

Si sono inoltre registrati alcuni positivi “tra i pazienti arrivati dall’esterno per le cosiddette cure intermedie”, ma sono stati “subito intercettati e spostati”.

Al Pio Albergo più videochiamate per rafforzare i contatti con le famiglie

Le visite in presenza al Pio Albergo Trivulzio, quindi, sono state momentaneamente sospese perché ritenute troppo rischiose. Per ora si è intensificata la possibilità di effettuare delle videochiamate online, così come avveniva anche durante le prime ondate della pandemia, per rafforzare i contatti tra i pazienti e i loro parenti. Vi possono partecipare anche “più di un parente, così da garantire il contatto diretto con i propri cari”.

Barbara Caimi ha affermato che “alla luce di una collaborazione già in essere da mesi con la professoressa Antonella Delle Fave, professore ordinario di psicologia generale della Statale, abbiamo avviato un momento formativo per gli operatori che da circa un anno e mezzo garantiscono le videochiamate con i familiari”.

Il Pio Albergo Trivulzio apre anche il secondo hub per combattere la quarta ondata

Nel frattempo, a inizio dicembre il Pio Albergo Trivulzio ha aperto anche il secondo Centro vaccinale, con l’obiettivo di effettuare 600 inoculazioni al giorno. La struttura si trova in via Fornari 10, dietro viale Caterina da Forlì (in zona Bande Nere).

Dal 13 dicembre, inoltre, le 4 linee del Centro vaccinale di viale Bezzi, che erano già operative, hanno ampliato l’orario di apertura al fine di effettuare 800 iniezioni al giorno. Inoltre, entrambi i centri vaccinali del Pio Albergo sono aperti anche il weekend.

Le vaccinazioni del Trivulzio di Milano insomma stanno aumentando in maniera esponenziale, con l’obiettivo di arrivare anche a 100mila dosi giornaliere e di offrire a tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni la possibilità di ottenere la dose booser entro il mese corrente.

Lo stesso istituto milanese, che in un anno ha registrato una quota di 200mila inoculazioni, ha affermato in una nota: “il Trivulzio, a partire dal V-Day di un anno fa, si conferma un riferimento per la città di Milano e non solo, per la prosecuzione della campagna vaccinale della Regione Lombardia necessaria per resistere alla quarta ondata, rendendo accessibile la vaccinazione al maggior numero di persone nel minor tempo possibile”.

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