«Vaccini? Quanti miti da sfatare»

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«Vaccini? Quanti miti da sfatare»

Vaccini sì o vaccino no? La Società Italiana di Pediatria ha pubblicato un manifesto per sfatare almeno dieci falsi miti sulla protezione dei più piccoli (e dei grandi) dalle malattie infettive. Mi-Tomorrow ha chiesto a Paola Marchisio (Professore Associato di Pediatria, Direttore UOSD Pediatria – Alta intensità di cura della , nonché presidente della sezione Lombardia della Sia) di “demolire” alcune affermazioni diffuse in rete.

Le malattie infettive stavano già scomparendo prima dell’introduzione dei vaccini…

«Non è affatto vero. Le malattie infettive possono osservare dei trend di crescita o di diminuzione, ma c’erano e ci sono ancora. Basta consultare il centro europeo di malattie infettive per verificare come in Europa esistano ancora casi certificati di difterite e tetano. Per non parlare del resto del mondo: ad esempio, la poliomielite è ancora presente in Paesi come il Pakistan e la Siria L’unica malattia davvero sradicata in tutto il mondo è il vaiolo».

I vaccini contengono ingredienti pericolosi…
«I vaccini possono contenere sostanze per aiutare risposta immunitaria. Non c’è mercurio nelle iniezioni, magari ci sono piccole quantità di sali di alluminio, irrilevanti per l’organismo. A tavola ingeriamo ogni giorno sostanze molto più pericolose e meno controllate. I vaccini sono verificati in modo rigoroso ed esteso, fra i prodotti farmaceutici più controllati al mondo».

I vaccini possono causare l’autismo…
«Basta con questa follia, non lo pensa nessuno al mondo. Va ricordato che il medico che aveva pubblicato un lavoro sulla presunta correlazione tra vaccino anti-morbillo e autismo è stato radiato dall’ordine dei medici inglese».

I vaccini non proteggono al 100%…
«Ci può essere una percentuale di soggetti “non responders”, ma sono pochi, dall’1 al 5%. E’ per questo motivo che è stata stabilita una soglia di sicurezza pari al 95% della popolazione vaccinata, per creare il cosiddetto effetto “immunità di gregge”».

Tutte le persone vaccinate contro l’influenza contraggono comunque la sindrome…
«L’influenza classica può essere accostata nel periodo invernale a sindromi similinfluenzali che si presentano con febbre, tosse e raffreddore, che possono confondere e far pensare che il vaccino non funzioni. Per il vaccino anti-influenzale esiste ormai una formulazione quadrivalente che copre tutti e quattro i sottotipi di virus influenzali A e B. E’ quindi molto più efficace del precedente vaccino trivalente, che copriva solo un sottotipo B».

La maggior parte delle malattie prevenibili con il vaccino sono scomparse o quasi…
«Le statistiche dicono il contrario. Abbiamo avuto un caso di difterite in Italia nel 2014, tre in Svezia negli ultimi quattro anni e addirittura 41 in Lituania. Per non parlare del Venezuela, dove sono ormai più di un migliaio».

Le malattie infettive sono state debellate grazie al miglioramento della qualità della vita…
«Magari per qualcuna può valere un’affermazione del genere. E’ chiaro che se abbiamo l’acqua pulita e controllata sarà difficile favorire la proliferazione del tifo. Lo streptococco, però, non ha ancora un vaccino ed è molto diffuso, nonostante le condizioni di vita siano migliorate».

L’infezione naturale è meglio del vaccino…
«Non è vero. Non sono paragonabili le complicanze di una malattia come il morbillo con le controindicazioni del vaccino. Se per alcune malattie batteriche abbiamo antibiotici e possiamo controllarle (e non sempre in modo ottimale, come è il caso della pertosse nei primi mesi di vita), per quelle virali non ci sono terapie specifiche se non in rari casi. Classico è l’esempio del morbillo: il rischio di meningoencefalite è elevato (uno su mille casi) e non esiste un adeguato trattamento antivirale».

Troppi vaccini possono indebolire il sistema immunitario…
«Siamo esposti quotidianamente a migliaia di antigeni. Il nostro organismo è predisposto per assorbire perfettamente i vaccini».

Tanti vaccini in un’unica iniezione sono dannosi…
«C’è stata una grande ricerca negli ultimi anni proprio per evitare troppe iniezioni ed eccessivi richiami. Vorrei ricordare che dietro ad ogni singola vaccinazione ci sono anni di ricerca che dimostrano come quella proposta sia sempre la soluzione migliore per proteggere la popolazione, inclusi i bambini più piccoli».

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