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23. 04. 2024 00:12

Danni al liceo Severi Correnti, colloqui per scoprire i responsabili. Presidio degli studenti: «Repressione inaudita»

In programma un Consiglio d'Istituto straordinario e il collettivo degli studenti ha organizzato una protesta

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«La nostra passione per la libertà è più forte di ogni autorità». Con questo slogan il collettivo del liceo Severi Correnti ha dato il via al presidio di protesta nel giorno in cui «più di 50 studenti della nostra scuola verranno interrogati, uno ad uno, per identificare pochi colpevoli e poi punirli». Oggi sono stati convocati alcuni studenti accompagnati dai genitori per essere ascoltati dal docente di classe dopo l’occupazione dei giorni scorsi che ha portato a un pesante bilancio di danni quantificati in circa 70mila euro.

Liceo Severi Correnti, la versione degli studenti

I ragazzi ascoltati sono tra quelli riconosciuti dai docenti o da foto e video come presenti all’occupazione. Non c’è stato invece e non era in programma alcun consiglio straordinario, e nemmeno un consiglio d’istituto. Le convocazioni, da quello che si apprende, proseguiranno anche nei prossimi giorni. Il collettivo studentesco però non ci sta: secondo i ragazzi infatti, a danneggiare l’istituto sarebbero stati ignoti penetrati all’interno della struttura quando l’occupazione era ormai terminata. Inoltre viene contestata anche la conta dei danni da parte dei periti, che avrebbero calcolato anche criticità pre-esistenti come ad esempio le tubature già danneggiate prima dell’occupazione.

 

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Liceo Severi Correnti, il collettivo attacca Valditara

«La nostra preoccupazione nasce per la repressione inaudita nei confronti di chi ha deciso di occupare quest’anno – spiegano gli studenti durante il presidio -. Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha richiesto un’interrogazione parlamentare per la presunta devastazione della scuola da parte degli occupanti. Anche il ministro dell’Istruzione Valditara non ha tardato a esporsi, questo paladino della giustizia si è presentato nel nostro istituto dicendo che a scuola c’è stata una guerriglia». I ragazzi hanno proseguito nella loro manifestazione intonando lo slogan: «La nostra passione per la libertà è più forte di ogni autorità».

Liceo Severi Correnti scuola
Liceo Severi Correnti scuola

Liceo Severi Correnti, presidio senza tensioni

Il “presidio solidale” è terminato dopo poco più di due ore e la questura ha confermato che l’incontro si è svolto senza tensioni. Gli studenti, meno di un centinaio, in parte della scuola e in parte dei Collettivi e di organizzazioni antagoniste si sono riuniti all’esterno, dato che il cortile è ancora dichiarato inagibile. «L’attacco mediatico e politico verso gli occupanti del Severi-Correnti rischia di avere il potere di compromettere inesorabilmente la pratica dell’occupazione scolastica, che già da tempo arranca nel ritrovare e riprendere la sua forza nelle lotte sociali», avevano scritto ieri in un comunicato.

Liceo Severi Correnti: cos’è successo

L’occupazione, organizzata in solidarietà al popolo palestinese e per problematiche interne alla scuola, è iniziata il 30 gennaio ed è durata tre giorni, uno in meno rispetto a quanto avessero pensato gli studenti. La mattina del 2 febbraio la preside e i docenti si sono ritrovati banchi e sedie rovinati, computer rotti, scritte sui muri, telecamere di sorveglianza distrutte, estintori scaricati e armadietti del personale devastati.

L’istituto è da più di dieci giorni totalmente inagibile con studenti e studentesse costretti a studiare da casa con la didattica a distanza. Gli occupanti hanno ribadito più volte che la devastazione è stata opera di esterni che hanno scavalcato le recinzioni e si sono introdotti a scuola. Una ricostruzione che non ha convinto il ministro Valditara che ha usato parole forti nei loro confronti: «Chi occupa e devasta una scuola deve essere bocciato. Meritano il cinque in condotta, e con il cinque si viene bocciati».

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