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19. 01. 2022 18:00

Secondo loro: la Milano di domani vista dagli studenti del “Donatelli-Pascal”

Speranze e suggestioni sul futuro di Milano: gli studenti scrivono per noi

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Grazie alla collaborazione con la 4ª I del Liceo Scientifico Statale “Donatelli-Pascal” di viale Campania e la professoressa Alessandra Dell’Orto, Mi-Tomorrow torna ad offrire anche quest’anno le sue pagine ad una redazione di neo maggiorenni fra speranze, immagini, e suggestioni sul futuro della città. Due orizzonti, su tutti: Milano-Cortina 2026 e i tre milioni di alberi con ForestaMi nella Milano vista dagli studenti.

Che cosa rappresenta Milano per gli studenti del “Donatelli-Pascal”?

Basta poco per essere felici: io, ad esempio, sono una bici
di Matilde Berutti, studentessa del Donatelli-Pascal

Io sono una bicicletta, non una persona che la usa: io sono proprio una bici. Almeno da quando ho iniziato a seguire mia madre in strada: «Le bici stanno sulla destra. Ti devi fermare allo stop. Se le macchine arrivano da destra, hanno la precedenza. Per indicare che giri, alza il braccio destro». Ho smesso di essere un pedone a otto anni, ormai vedo Milano solo attraverso due ruote. Stiamo diventando sempre di più e potremmo sembrare tutte uguali, ma ogni bici ha un suo gruppo.

donatelli-pascalSei un fedelissimo se la bici ti accompagna nel freddo del 31 gennaio. Sei un “fissato” se possiedi circa tre biciclette per cui hai speso troppo; sei un amante del bikesharing se vuoi prendere il meglio di più mondi, quello dei mezzi, quello delle macchine e quello dei pedoni. Nella mia Milano di domani queste differenze non contano più perché sogno una Milano senza più auto, ma solo con bici.

Quanti benefici. Se andassimo tutti in sella faremmo parte di una Milano più felice, tanti sono gli studi che parlano dei benefici dello sport sul nostro umore: potremmo davvero arrivare a scuola o al lavoro avendo tutti un po’ meno stress sulle spalle. Avremmo una Milano con più spazio, più verde, più libera, più bella, più pulita e più sana. Più sport e meno inquinamento, insomma.

E poi avremmo una città più unita: trovarsi nella stessa strada con qualcun altro alle 7 del mattino, quando entrambi vorremmo solo dormire, crea un legame inspiegabile, fortissimo. Come dire: «Siamo in due in questa situazione: ce la si fa, promesso». Sono fermamente convinta che trovarsi tutti insieme a collaborare per una Milano più bella, condividendo più punti di vista, potrebbe farci riflettere e darci qualcosa in più. Nella mente e nel cuore. In fondo basta qualche pedalata per raggiungere la mia Milano di domani.

Diario dalla Milano del futuro: le Olimpiadi, il 2030, il 2050
di Francesco Santoro, studente del Donatelli-Pascal

Venerdì 6 febbraio 2026
Torno a scrivere a due anni dalla fine della settima ondata di Covid-19. I vaccini hanno salvato tantissimi di noi, ma ci sconsigliano ancora di creare grandi assembramenti come un tempo. Quel che è certo è che le Olimpiadi invernali si fanno, eccome: oggi c’è la cerimonia inaugurale, la città si è riempita di manifesti sui muri, biglietti pubblicitari per le strade che coprono il grigio dell’asfalto.

Luci ad intermittenza illuminano le notti più buie e non lasciano spazio di movimento alle ombre erranti della città, la musica risuona nei locali 24 ore su 24. La città sprizza felicità da tutti i pori, ma quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni ci ha inevitabilmente cambiati. Siamo tutti più attenti, più guardinghi. Forse ci fidiamo anche meno degli altri.

Lunedì 31 maggio 2030
donatelli-pascalSono in ritardo per una seduta con un paziente nel nuovo Nido Verticale. Ricordo ancora quand’era solo un esperimento architettonico di edilizia sostenibile e avveniristica. Ora è una cattedrale nel deserto, 25 piani di tecnologia, piante, legno, vetro completamente vuoto. Sono uno dei pochi autorizzati ad entrarvi con un richiestissimo pass del personale medico. Le cose non sono andate come previsto: dopo le Olimpiadi di quattro anni fa c’è stato un aumento esponenziale di casi per una nuova variante pandemica di origine russa.

Il virus non ha colpito solo il corpo ma anche la mente, il suono martellante di questa tosse mina il nostro equilibrio psichico. Osservo lo skyline dal ventesimo piano: i progetti di bonifica delle aree suburbane sono interrotti, il polo Expo che doveva accogliere la città della Salute si è trasformato in un ospedale di emergenza. La città che si era preparata ad essere il gioiello d’Europa, la prima smart city sostenibile, si è arresa nuovamente.

Domenica 14 luglio 2050
È il mio compleanno e, come regalo, ho ricevuto un biglietto per imbarcarmi sulla base marina di sopravvivenza del Mediterraneo. Sono costretto a lasciare Milano, ormai trasformata in una foresta pluviale. Non più mascherine come una volta, ma maschere antigas: l’aria è irrespirabile per l’umidità che ha ormai raggiunto quasi l’80%. Le piante ammalate hanno preso vita e si sono riappropriate di ciò che l’uomo aveva loro strappato in secoli di evoluzione.

Lo skyline è stato ricoperto di piante parassite e rampicanti. Ricordo ancora gli slogan della città sostenibile e lo stupore di fronte al Bosco Verticale, il primo grattacielo verde… La malattia, come un piede di porco, ha scardinato i segreti della città e l’ha messa in ginocchio.

Partecipazione e consapevolezza: Milano al top grazie a chi la vive
di Azza Elbeltagy, studentessa del Donatelli-Pascal

donatelli-pascalL’Italia non potrebbe mai permettersi che questa meravigliosa città scompaia o cada a pezzi perché nessun’altra città italiana sarebbe all’altezza di prendere il posto di Milano. Proprio per questo, le iniziative portate avanti dal governo rappresentano una risorsa enorme per campi come la salute, la sostenibilità, la creatività e la ricerca.

Basti pensare a iniziative come la metropolitana M4, che permetterà di spostarsi da San Babila a Milano in soli quindici minuti, riducendo le emissioni inquinanti prodotte da più di 30 milioni di persone che per spostarsi utilizzano le automobili. E poi c’è il progetto di forestazione urbana ForestaMi, che permetterà alla città di migliorare la qualità urbana. La sharing mobility raggiungerà il suo apice quando le biciclette funzioneranno ad energia solare o attraverso motori ibridi alimentati dal nostro pedalare.

Olimpiadi e crowdfunding. Che dire delle Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026? Porteranno moltissime novità, a partire dal restyling di piazza Duomo dove verranno consegnate le medaglie, passando per la modernizzazione del Palasharp e arrivando alla costruzione di una nuova struttura per le finali di hockey. Grazie ai Giochi, l’arrivo di milioni di spettatori e turisti favorirà una crescita economica massiva della città e dell’intero Paese.

Milano, oggi, si distingue per la consapevolezza e la partecipazione attiva dei suoi cittadini: grazie al crowdfunding civico si sono aperte discussioni sul cambiamento, valorizzando spazi ed esperienze chiave per la città. Per il futuro, insomma, immagino Milano come la città delle opportunità, attraente e inclusiva. Una città più verde e vivace, dotata di spazi e servizi pensati per una società evoluta.

Abbiamo bisogno di ossigeno e di qualcosa che abbia radici
di Antonio Caso, studente del Donatelli-Pascal

È fondamentale ripensare alla città trovando strumenti innovativi che tengano conto delle condizioni attuali, così da poter modificare lo scenario futuro. Sarebbe opportuno intervenire non tralasciando niente, anche perché mantenere in equilibrio l’ecosistema vuol dire costruire un legame sempre più inossidabile tra questo e l’uomo.

donatelli-pascalPensiamo alle biotecnologie: il loro obiettivo primario è tener conto del benessere ambientale tramite tecniche utilizzabili per lo smaltimento dei rifiuti e per il biorisanamento, contribuendo alla diminuzione dell’inquinamento e al miglioramento dei processi agrari e industriali.

Temi portanti. L’agenda 2030 ritrae un quadro globale per l’impegno nazionale e internazionale in cui risulta determinante trovare soluzioni utili per tutti. Tutti intesi come singoli, ma anche come temi portanti della nostra vita: povertà, cambiamenti climatici, ambiente, sanità. Nessuno può pensare di esserne esente.

Venendo a Milano, è ambizioso l’obiettivo di ForestaMi, attraverso cui si intende raggiungere un totale di 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030 in tutta Milano. Ebbene, anche in questo caso sarà determinante la cooperazione fra istituzioni, imprese, associazioni e cittadini per sostenere un progetto destinato a garantire prevedibili vantaggi per i milanesi. Abbiamo bisogno dell’ossigeno donato dagli alberi e, soprattutto, di qualcosa che abbia radici.

Multietnica e all’avanguardia: punti di partenza per il domani
di Gabriele Dalbuono, studente del Donatelli-Pascal

Milano è una metropoli multietnica e socialmente aperta a tutti. Si respirano ovunque arte e cultura, si vive d’efficienza negli ambiti più svariati. Si aspetta sempre il futuro. Prossimo obiettivo? Le Olimpiadi del 2026, che concentreranno l’attenzione del mondo sulla città e che faranno tanto bene al turismo e all’economia milanese.

A patto che gli introiti vengano tempestivamente reinvestiti in sviluppo e risanamento di quelle aree cittadine finora trascurare per mancanza di fondi. Successiva meta sarà il 2030: occorrerà lavorare – ancora una volta – sul sistema dei mezzi di trasporto, estendendo i confini delle metropolitane e incentivando la rigenerazione di diverse aree urbane. Penso agli ospedali: perché nessuno parla mai di nuovi ospedali?

Sempre aperta al progresso. Altro punto essenziale è lo sviluppo sostenibile, con un occhio (ma non solo quello) all’ambiente. Oltre alla prolifica creazione di piste ciclabili, sarà determinante investire sempre più su fonti d’energia rinnovabili. Si cerchi di bonificare aree e parchi già esistenti, piuttosto che allargare ulteriormente i confini della città.

E per il 2050? Dopo il primo traguardo del 2030 (con tre milioni di alberi) chissà a che punto sarà ForestaMi e chissà come avranno lavorato insieme gli enti pubblici e privati. Milano ha senz’altro i mezzi e le opportunità per confermarsi anche domani una metropoli d’esempio per tutti gli altri centri economici e culturali mondiali, sempre all’avanguardia e aperta al progresso.

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