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16. 06. 2024 00:45

Scuola Vivaio: no al trasferimento in una struttura con l’amianto

Avrebbe senso far vivere i bambini in un edificio pericoloso e tra cantieri edili? 

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La Scuola Vivaio dice no al trasferimento coatto nella nuova sede di viale D’Annunzio, ritenendo l’immobile non adatto ad ospitare il progetto didattico. Il Consiglio d’Istituto della scuola media, dunque, alza la voce e dice no a quanto, invece, vorrebbe fare la scuola. E il motivo è che il nuovo edificio, che si trova a due passi dalla Darsena, ad oggi non può permettere lo svolgimento di attività didattiche: «Nessuno degli elementi da noi individuati e segnalati, nel corso dei mesi, come fattori impeditivi per lo svolgimento del progetto della scuola Vivaio, può ritenersi superato» le parole dei membri del Consiglio d’istituto, dopo l’analisi del progetto esecutivo dei lavori previsti per rimettere a nuovo lo stabile di viale D’Annunzio. 

scuola vivaio

Scuola Vivaio, genitori in rivolta

Il ‘No’ al trasferimento era già emerso nel corso dell’anno scolastico, con molti genitori preoccupati di questo trasferimento sia per questioni di comodità propria, sia per allarmismo nei confronti di un edificio, quello di Viale D’Annunzio, non ritenuto idoneo. E spulciando il dettaglio degli interventi, contenuto in un documento pubblicato nell’albo pretorio del Comune, si scopre come questo progetto abbia un importo di 1,243 milioni di euro e di come preveda la realizzazione di contro-pareti, il riordino degli spazi interni, l’inserimento di una rampa esterna per l’ingresso degli alunni con disabilità motorie, la costruzione di nuovi bagni e la messa a posto di una linea fognaria che presenta materiali contenenti amianto. È proprio questo punto che ha fatto scattare l’allarme. 

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I bambini dovrebbero vivere in mezzo ai cantieri

Genitori e Consiglio d’istituto hanno paura che i bambini, dovendosi muovere in mezzo ai cantieri, possano farsi male in qualche modo. E comunque non appare la scelta migliore per un percorso didattico da cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. Lo stabile, infatti, ha una struttura complessa, con percorsi difficili da memorizzare per alunni con difficoltà visive o cognitive e da percorrere per alunni con difficoltà motorie. E i lavori dovrebbero durare, se tutto dovesse andare secondo i piani, almeno nove mesi.

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